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Mercatino dei libri, continua lo scontro

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Petraroia chiede più soldi per il diritto allo studio. Confcommercio replica: “La questione è il rispetto delle leggi. Fai populismo spicciolo”

“La questione non si risolve mandando la Guardia di Finanza sulle bancarelle di ragazzi di 18 anni che stanno svolgendo una funzione sociale encomiabile, sostituendosi anche alle istituzioni pubbliche in tutt’altre faccende affaccendate”. Così Michele Petraroia, Consigliere regionale del Pd, replica all’iniziativa dell’Associazione Librai Italiani – Confcommercio che ha sollecitato controlli serrati sul Mercatino del Libro promosso dall’Unione studenti di Campobasso in Piazzetta Palombo. Tutto nasce dalla preoccupazione dei Commercianti per una concorrenza ritenuta non corretta da parte degli studenti. Da qui la richiesta di verificare se sono rispettate tutte le norme fiscale e per la vendita in pubblico. Il Consigliere Petraroia chiede che si apra un confronto con l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Pubblica Istruzione per verificare se possono essere implementate le poste nel Bilancio Regionale, in favore del diritto allo studio, rimborsando le famiglie meno abbienti e favorendo in tal modo anche gli esercenti commerciali di questo settore. Petraroia chiede anche che si alzi il tiro e si ponga il problema sui tavoli giusti e nelle sedi preposte. “Altrimenti – afferma il Consigliere regionale del Pd – a partire da me, saremo in tanti ad autodenunciarci insieme ai giovani delle associazioni studentesche che non stanno facendo nulla di male”. Petraroia ricorda che la vicenda del mercatino del libro usato si colloca in un contesto di crisi economica. “ Un quarto della popolazione è prossimo o al di sotto della soglia di povertà secondo gli indicatori dell’ISTAT – afferma il Consigliere -  Purtroppo le difficoltà gravi in cui versano vari comparti produttivi spingono progressivamente nuove fasce di lavoratori verso la cassa integrazione, la mobilità e quindi la disoccupazione, spesso in età avanzata, con un basso titolo di studio, una famiglia a carico e scarsissime possibilità di reimpiego. L’edilizia, l’agricoltura,  il socio-sanitario, l’artigianato ed ovviamente anche il commercio al dettaglio, comprese le librerie, scontano il calo di consumi e la scarsità di liquidi che costringe le famiglie a un risparmio obbligato. In pratica – prosegue Petraroia – la crisi porta altra crisi in un circolo vizioso che allarga a macchia d’olio i disagi con lotte tra poveri e scontri progressivi che traggono origine dalla medesima causa”. Detto ciò il Consigliere del Pd giudica meritoria l’iniziativa degli studenti perché rende possibile a tanti ragazzi e a tante famiglie di avere a disposizione i libri di testo su cui studiare. “L’alternativa, e lo dico ai commercianti che hanno protestato, non è tra un antologia vecchia e una nuova – conclude Petraroia -  perché non c’è alcuna madre, che potendoselo permettere non opterebbe per far studiare il figlio su un libro nuovo. L’alternativa all’usato, spesso, è tra avere un testo o non averlo, o ritirare i ragazzi dalle scuole”.

La Confcommercio replica: “La questione reale è il rispetto delle leggi. Fai populismo spicciolo e strumentalizzi per avere visibilità”

“Populismo spicciolo”. Così la Confcommercio di Campobasso definisce l’intervento e la proposta di Petraroia, in una nota di replica.  “La questione reale, che non si è voluto capire o si è fatto finta di non capire, è il rispetto delle leggi – afferma la Confcommercio nella nota -  Le stesse scomposte reazioni degli organizzatori dei mercatini non hanno sinora saputo dar conto del perché si dovrebbe creare una sorta di zona franca, in nome di un non meglio precisato spirito “sociale” dove le norme fiscali e di organizzazione della libertà d’impresa non dovrebbero più valere. A costo di essere impopolare Antonello Iannone (presidente dell’Associazione Librai Italiani) ha fatto una cosa giusta e sacrosanta e l’intera Confcommercio appoggia il suo sforzo”. Entrando nel merito delle considerazioni di Petraroia, la Confcommercio sostiene che il Consiglere regionale ha strumentalizzato politicamente la vicenda per avere una visibilità mediatica sui giornali e sui mezzi di informazione locale.  “In primis, e Petraroia lo sa, Confcommercio da sempre è attenta in tutte le sue articolazioni al problema del declino economico, della povertà e del sostegno alle fasce più deboli – prosegue la nota – Ma questo deve avvenire in un quadro di compatibilità e di rispetto della normativa esistente, la si condivida o meno. E sorprendente d’altronde che Petraroia giustizialista convinto nel suo tentativo di difendere questi mercatini svolti da 18enni (mentre a noi risulta che si tratta per lo più di 25enni, cioè studenti universitari in corso e fuoricorso o addirittura non più studenti) si accalori dicendo che il problema non si risolve con la Guardia di Finanza. Ma la Guardia di Finanza non esiste certo per risolvere problemi bensì per far sì che tutti rispettino le leggi e paghino le tasse sui loro redditi, anche se derivanti da enti associativi. Il problema invece lo dovrebbe risolvere lui – si afferma ancora nella nota della Confcommercio -  in qualità di legislatore regionale, tenuto conto che i molisani pagano una robusta addizionale Irpef per garantirgli mensilmente un consistente emolumento di consigliere regionale. A lui tocca, vista la facilità con cui ogni giorno dirama comunicati, mozioni, interpellanze, lettere e proposte, proporre misure che dispongano sostegno alle famiglie molisane per l’acquisto dei libri, che favoriscano la circolazione dei testi usati magari con l’uso delle nuove tecnologie, vedano un ruolo della stessa regione nell’attività di abbattimento dei costi di frequenza scolastici. In questo caso noi non potremmo che guardare con favore e partecipare a simili iniziative – prosegue la Confcommercio -. A lui spetta aprire non meglio specificati confronti con assessori e istituzioni locali. La soluzione di Petraroia è invece quella del populismo spicciolo per guadagnarsi il facile plauso di cittadini che hanno reali difficoltà a mandare a scuola i propri figli. Una soluzione semplice, che passa per la creazione di zone speciali legate all’ideologia retrò e paleo comunista di cui Petraroia è ancora un simulacro, dove non va la Guardia di Finanza, non vanno i controlli comunali, non va nessuno e i cittadini acquistano libri scontati grazie al dumping fiscale così creato”. Concludendo la Confcommercio ricorda a Petraroia di essere stato assente in commissione quando passò un testo di legge di riforma del commercio, giudicato scandaloso dalla Confcommercio perché favorisce solo i grandi capitali della distribuzione organizzata provocando macelleria sociale dei piccoli commercianti e dei precari.

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