Venafro, l’incuria e l’abbandono regnano sovrane
Interviene Antonio Giannini, portavoce del “Gruppo Venafro Domani”. “Ma l’amministrazione che fa?”
Riceviamo e pubblichiamo
Gentile Redazione,
come cittadino venafrano sono ormai stanco di assistere impotente a quanto sta succedendo nella mia città, alle inefficienze di una amministrazione che sembra non esistere, ai tanti articoli che quotidianamente vengono riportati dalla stampa locale, che certo non suscitano nel lettore di altri luoghi il desiderio di venire a scoprire i tanti tesori artistici e naturalistici di cui è ricca la città.
Questa amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Nicandro Cotugno e dal vicesindaco Chiara Capobianco, nella sua interezza, con solo qualche esclusione in alcune personalità di indubbio valore e chiara rispettabilità, continua al contempo a proclamare nuovi progetti di sistemazione dell’arredo urbano, di promozione turistica, di valorizzazione delle risorse storico ed ambientali.
(Segni del degrado: una panchina rotta)
E’ paradossale e contraddittorio che a questi proclami poi si susseguono articoli che puntualmente vanno a confutare quello che solo pochi giorni prima era stato affermato dal Sindaco o dal vice-sindaco, che ha anche la delega all’assessorato alla cultura.
Ad inizio estate era stata annunciata la “grande estate venafrana”, che anche a vedere il programma, senza viverla direttamente sul posto, era misera cosa, lontana anni luce da quello che dovrebbe essere un valido programma di promozione turistica e di intrattenimento estivo.
Se poi a Venafro dovrebbe essere sviluppato il turismo, così come nelle intenzioni dichiarate alla stampa dal Sindaco, ecco poi comparire su un giornale a tiratura regionale un articolo dal titolo eloquente e significativo “La polemica di un turista infuriato: In città i monumenti e le chiese sono sempre chiusi”, che narra appunto la vicenda di un turista desideroso di scoprire nel periodo estivo i luoghi di cultura della nostra città, e di averli trovato tutti chiusi.
E allora mi chiedo: quale senso ha redigere un programma culturale estivo, per poi lasciare chiuso quanto di bello a Venafro c’è da vedere? E l’assessore alla cultura Capobianco dov’era quest’estate quando i luoghi della cultura erano chiusi?
Poi ieri apro il Quotidiano del Molise, e alla pagina dedicata a Venafro ben due articoli parlano chiaro su quello che succede in questa città, e del successo o meno dei proclami di sviluppo e di perfezione che questa amministrazione ci ha abituati a leggere in questi ultimi anni. Il primo fa riferimento alla ormai consumata vicenda degli scarichi “fuorilegge” nel torrente Rava, che ormai si trascina da anni, senza soluzione alcuna, e senza che il Comune faccia rispettare la legge a chi ha il dovere di farlo, scaricando sugli altri le responsabilità di risolvere il problema, dimenticando che sono i cittadini di Venafro a consumarne gli effetti, così come l’Ambiente del nostro territorio.
Poi un altro narra la cronaca di una delle zone di Venafro abbandonata a se stessa, con i rifiuti che ne ornano le strade, ed ora anche il beffardo destino di vedersi spogliare delle panchine per essere trasportare, forse, su Corso campano.
Ma queste sono solo solo la punta dell’iceberg di come viene gestita la città, da un’amministrazione che sbandiera efficienza e rispetto per la cittadinanza, e nella sostanza sta facendo ben poco per dare seguito alle tante promesse fatte in campagna elettorale.
E non voglio entrare nel merito delle grosse questioni legate all’ospedale SS Rosario, alla Geomeccanica, alla crisi commerciale che, già attuale, sarà destinata ad esplodere con la realizzazione futura di una bretella che eviti al traffico proveniente da Roma di transitare su via Colonia Giulia.
Basta farsi un giro per la città e vedere sporcizia, panchine divelte, e questo è il segno evidente che l’incuria e l’abbandono regnano sovrani nella città di Venafro.
Invito il Sindaco Cotugno e il vice-sindaco Capobianco a girare più spesso per la città, e rendersi conto della situazione per dare almeno qualche risposta ai tanti problemi che la riguardano. Non credo abbiano la capacità per poterle affrontare tutte, soprattutto quelle più difficili, ma almeno diano un decoro a un sistema urbano che sta diventando un modello negativo di città, per le notizie che rincorrono periodicamente sugli organi di stampa.
Altrimenti tornino ad occuparsi delle proprie cose private, lasciando a qualcun altro il compito di iniziare, e sottolineo il termine “iniziare”, ad affrontare le problematiche, visto che allo stato attuale non si è nemmeno cominciato.
Antonio Giannini, portavoce del “Gruppo Venafro Domani”

















