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Mazzuto boccia il Parco del Matese

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Il presidente della Provincia di Isernia ritiene che un progetto inteso semplicemente come riserva naturalistica non garantirebbe lo sviluppo economico

A proposito dell’Istituzione del Parco del Matese che coinvolgerebbe anche diversi comuni molisani ubicati sul versante più a nord della catena appenninica, il presidente della Provincia di Isernia, Luigi Mazzuto, ritiene che il progetto non è fonte di sviluppo se inteso semplicemente come riserva naturalistica. Dunque, Mazzutto esprime le proprie perplessità in merito alla proposta lanciata dai Comuni che fanno parte del versante matesino della Campania.  “Non è sufficiente – spiega il presidente della Provincia di Isernia – individuare una zona che abbia determinate caratteristiche ambientali e proclamarla ‘parco’ per rilanciare il sistema economico dell’area. In Molise abbiamo un esempio molto esplicativo in tal senso: i cinque comuni della provincia di Isernia e, in particolar modo, della Valle del Volturno, Scapoli, Castel San Vincenzo, Rocchetta al Volturno, Pizzone e Filignano, entrati a far parte negli anni novanta del Parco Nazionale d’Abruzzo, poi denominato P.N.A.L.M., Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, non hanno ancora ottenuto alcun vantaggio reale dall’annessione al Parco. Eppure – prosegue Mazzuto – si tratta di territori di rara bellezza naturalistica e di grande fascino culturale. È il gruppo montuoso delle Mainarde a individuare geograficamente questa porzione della catena Appenninica dagli straordinari valori ambientali”. Detto ciò il presidente della Provincia cita i risultati di un recente sondaggio elaborato dalla Coldiretti dal quale emerge che il turista ecologico cerca soprattutto il contatto con la natura (38%), ma anche relax e tranquillità (13,7%), le tradizioni culturali, folcloristiche ed enogastronomiche (12,6%), la possibilità di avere prezzi più bassi rispetto alle altre tipologie di turismo (10,3%) e, infine, sport (trekking, mountain bike, birdwatching, sci, equitazione, climbing) e attività all’aria aperta (9,9%). “L’insuccesso del Molise nella sua adesione al P.N.A.L.M. è da ricercare proprio nella carenza di servizi per il tempo libero e per una non ancora adeguata accoglienza del visitatore – afferma Mazzuto – Uno studio attendibile effettuato sul Matese molisano ha portato alla elaborazione del progetto del parco naturale-sportivo ‘Campitello di Roccamandolfi. Si tratta di una iniziativa che coinvolge il Comune di Roccamandolfi e la Provincia di Isernia. Lo scopo è di creare un nuovo modello di turismo sostenibile – ha continuato il presidente Mazzuto – attraverso la realizzazione di un comprensorio montano compatibile con le risorse ambientali, non solo in termini di offerta turistica nei paesi invernali, ma anche diversificandolo negli altri periodi dell’anno. La struttura del parco naturale-sportivo dovrà essere articolata in modo che possano trovare il giusto equilibrio le esigenze della conservazione ambientale con quelle dello sviluppo del turismo ecocompatibile. In progetto c’è l’installazione di impianti di risalita a fune che consentirebbero di sfruttare la bellezza delle alture 365 giorni l’anno. È stato dimostrato con studi attendibili che l’impiantistica di risalita rappresenta un forte attrattore del territorio. Praticabile anche il golf d’alta quota e tutte le altre attività sportive come il trekking, il climbing, le passeggiate a cavallo o in bicicletta, il birdwatching, con un occhio di riguardo per il cosiddetto ‘turismo accessibile’, un’offerta cioè rivolta ai portatori di handicap che oggi rappresenta un segmento in crescita nel settore turistico. L’obiettivo è di vivere la montagna di giorno e di spostarsi nei piccoli centri del Matese alla sera per trovare alloggio, ma anche locali pubblici accoglienti per consumare una buona cena o per intrattenersi con gli amici. Questo – ha concluso Mazzuto – consentirebbe di sfruttare le risorse già esistenti, implementandole attraverso iniziative pubblico-private, escludendo la cementificazione di luoghi d’alta quota che resterebbero immacolati e splendidi. Se non verranno poste tale considerazioni alla base di una futura progettazione del parco del Matese, si andrà incontro all’ennesimo tentativo di sviluppo turistico malriuscito”.

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