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“Il blocco della stagione venatoria è tutta colpa dei politici”

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Chiaro e netto il giudizio del Circolo Arcicaccia di Petarcciato che esprime il proprio disappunto

“Per il blocco dell’apertura della caccia la responsabilità va attribuita alcuni politici, che,  con indifferenza e/o incapacità, non sono stati in grado di predisporre un calendario venatorio per la Regione Molise, nei termini di legge e nel rispetto delle normative europee e nazionali”. Questo è ciò che pensa il Circolo Arcicaccia di Petacciato, esprimendo il proprio disappunto, la propria delusione e lo sconcerto dei propri soci. Ricordiamo che la stagione 2010-2011 è stata fermata perché il T.A.R. Molise ha accolto i ricorsi presentati dall’E.N.C.I. e dal Comitato Tecnico Faunistico Venatorio del Molise ed ha annullato la delibera della Giunta Regionale con la quale fu approvato il calendario venatorio. Il Circolo Arcicaccia di Petacciato sottolinea che il tutto è avvenuto sotto i riflettori di altre Regioni e altri Enti che, in passato, avevano già presentato ricorsi al Tar Molise avverso il calendario venatorio di questa regione. “Chi di dovere, appunto, sapeva chiaramente che l’apertura alla selvaggina stanziale al 1° settembre è una violazione alla legge nazionale su richiamata, che ne stabilisce l’improrogabile apertura alla terza domenica di settembre – afferma il Circolo Arcicaccia – Difatti, l’apertura al 1° settembre, come d’altronde avviene anche per altre regioni, è possibile solo per alcune specie migratorie, con appostamento fisso, e per specie nocive. Tale superficialità nel legiferare – prosegue l’Arcicaccia di Petacciato – penalizza fortemente la caccia, relegando il Molise ai margini della legalità e della trasparenza. Difatti, il potere politico nella gestione del settore venatorio ha cambiato molto per non cambiare niente, con la complicità, parrebbe, di alcune associazioni venatorie.In proposito, occorre specificare che, nonostante la legge regionale n. 19 abbia consentito di creare gli A.T.C.(Ambiti Territoriali di Caccia) con relativi Comitati di gestione, questi, di fatto, non sono depositari di autonomia gestionale”. Infine l’Arcicaccia di Petacciato si rivolge agli organi decisionali  “per avere risposte certe ed evitare errori o scivolate gratuite che non fanno bene, non portano lustro a questa Regione e, soprattutto, feriscono i cacciatori che continuano, nonostante tutto, a credere nelle leggi e nelle istituzioni nazionali e locali”.

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