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Agricoltura, “Caro Iorio, siamo tornati all’epoca di Jovine”

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Lettera aperta del Comitato “Uniti per non morire” sulla devastante crisi che investe il settore

Gli agricoltori molisani chiedono di non essere abbandonati in un momento in cui la crisi economica è molto forte. Per questa ragione il Comitato Spontaneo Agricolo “Uniti per non morire” di Guglionesi ha, ancora una volta, inviato una lettera aperta Governatore Iorio. “Con un’Agricoltura regionale letteralmente in ginocchio (ultimo, il “problema pomodoro”), con famiglie contadine monoreddito che soffrono terribilmente  incontrando sempre più difficoltà a sbarcare il lunario; c’è una classe politica di governo che… aspetta – afferma il Comitato -  Il mondo agricolo rivendica quell’attenzione da parte del governo regionale concessa invece a tanti altri settori economici; aspetta risposte non ancora ricevute, quell’interesse reclamato per essere ascoltato. Si aspettano risposte dalla Seconda Commissione Consiliare per la mozione agricola presentata nel lontano novembre 2009 dal consigliere Michele Petraroia “…previa audizione di Assessori, Dirigenti preposti, Organizzazioni agricole, Comitato spontaneo”. Si aspetta, …si aspetta”. Gli agricoltori lamentano il blocco del percorso di iniziative anticrisi annunciato dal Governo regionale e quindi chiedono: Quale convergenza attuativa sull’obiettivo crisi agricola è stata fatta? Quali risorse economiche regionali, ordinarie e straordinarie, potranno confluire?
“L’unica cosa certa avvertita è che lo stato di malumore agricolo testimoniato in tutti questi mesi non ha scalfito minimamente la sensibilità istituzionale dei governanti regionali nonostante che in questa nostra martoriata regione il settore agricolo rappresenti ben il 12% della popolazione – prosegue la lettera indirizzata a Iorio -  Come si fa a stare zitti, a non operare, di fronte ad un tsunami agricolo regionale di tale portata? Come si fa a non esprimere solidarietà collaborativa concreta per questa battaglia di sopravvivenza, sia per l’Agricoltura che per le tante famiglie contadine? Basterebbe andare in un qualsiasi paese molisano e parlare con una qualsiasi famiglia contadina per verificare e constatare da vicino quanto su espresso. A quando per “i cafoni” il tempo delle vacche grasse ( non certo dei “polli di Renzo” di manzoniana memoria)?
Per caso i pensieri nei “piani alti” albergano altrove? Mentre altri settori sono sostenuti attivamente (cosa successa anche negli anni scorsi), quello agricolo resta sempre al palo. Come si fa a non prestare attenzione verso un settore primario per un’economia regionale che sta annaspando?”. Il Comitato plaude all’iniziativa dell’Assessore Cavaliere che qualche giorno fa ha chiesto al ministro Galan le anticipazioni PAC. Tuttavia ritengono che si poca cosa. “Forse si perde di vista il grave problema debitorio che assilla i tanti nuclei famigliari monoreddito verso i vari enti pubblici,quali Inps (contributi agricoli), l’Equitalia, l’Agenzia delle entrate, i Consorzi di bonifica (canoni irrigui), a causa dei mancati redditi (costi-ricavi); è proprio su questo che si deve intervenire e dare risposte immediate – si afferma nella lettera aperta – La “vicenda” agricola è una bomba ad orologeria che può esplodere in qualsiasi momento anche in Molise, come successo con i pastori in Sardegna o i produttori di “pachino” in Sicilia, si vuole per disperazione o disagio economico. Con questa stretta creditizia impressionante e fuori da ogni logica, gli aiuti richiesti urgono per la sopravvivenza del settore, uno dei più colpiti, per la sopravvivenza di tante aziende agricole monoreddito. Le situazioni debitorie sono tali da inibire non solo la questione delle produzioni ma anche il poter trattare i debiti pregressi con le banche; non si ha voce in capitolo a causa delle rigide regole del sistema creditizio”. Il Comitato chiede rispetto per la gente dei campi e sostiene che la vita della famiglia contadina del Molise odierno  per alcuni tratti può essere accostata a quella degli scritti di  Francesco Jovine, di Carlo Levi, di Danilo Dolci: un mondo per tirare a campare cercando di non morire. “Si chiede pertanto di portare nell’agenda della politica regionale come mozione prioritaria la “questione agricola” per le necessarie azioni da intraprendere in aiuto del comparto – termina la lettera aperta – L’offesa più grande che può essere fatta, istituzionalmente parlando, è la mancanza di risposte alle domande poste, ancor di più se a formularle è un’ampia parte di un intero settore che rappresenta quella vera speranza di non far morire l’Agricoltura locale.

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