In 10 mila con la Cattolica
I cittadini al fianco dell’Arcivescovo Bregantini. Appello dei ricercatori molisani all’estero. Iorio difende il piano. I commenti di Leva, Romano, Magnifico
In diecimila a Campobasso hanno percorso le strade della città al fianco dell’Arcivescovo Mons. GianCarlo Bregantini per di re “no” ai tagli che porteranno alla chiusura della Cattolica. L’Arcivescovo ha voluto dare alla fiaccolata un significato più ampio collegando l’evento alle altre manifestazioni che si sono svolte, a cominciare da quella di Venafro. “Siamo ad un punto cruciale per la condizione della sanità molisana – ha dichiarato Mons. Bregantini – Ogni struttura e ogni realtà sanitaria, presenti in Molise, siano ben definite nella propria caratteristica e specializzazione, ma siano soprattutto unite, intrecciate tra esse, per rispondere meglio alle esigenze dei cittadini. E’ chiaro che questa manifestazione si collega a tutte quelle situazioni gravose che stanno coinvolgendo anche gli ospedali di Agnone, di Termoli, di Venafro. La nostra non è una lotta contro nessuno, ma è una forma di testimonianza, che, come realtà cristiana nel territorio molisano, ci porta ad uscire dall’individualismo, per metterci in contatto con la realtà esterna – afferma ancora Bregantini – Dove regna, appunto, l’urgenza di assumersi un impegno maggiore nei confronti della collettività, e di sensibilizzare la politica ad adottare scelte e strumenti coerenti ad una azione precisa di responsabilità istituzionale, per il recupero più equo della dignità di questa regione molisana”. L’Arcivescovo chiede che tra persona e comunità si attui un’interdipendenza strettissima, perché la persona si realizzi sempre e soltanto nella misura in cui si rapporta alla propria comunità. “Mai dire: «ciascuno pensi a sé!» – prosegue l’Arcivescovo – Il mondo politico sappiamo che coltiva questi ideali e di averlo al nostro fianco per la difesa del bene comune. Il nostro appello, infatti, è questo: chiediamo ai nostri governatori di rivedere la distribuzione dei fondi finanziari per quanto riguarda la sanità, per migliorarne le finalità”. Sempre a dire dell’Arcivescovo è necessario riprendere con forza, in generale, il quadro strutturale dell’economia del Molise e intervenire concretamente sul versante futuro della Cattolica. “Tutto ovviamente nel rispetto dei diritti umani, come diritti sociali, diritti al lavoro e alla salute, investendo in maggior misura sulla capacità, quindi di impiegare risorse collettive a favore dello sviluppo sul territorio molisano – afferma Mons. Bregantino – Uniti, dunque, al mondo sindacale e a quello politico, a favore di un’economia non fine a se stessa, ma mirata a porre, più coraggiosamente, al centro della propria azione l’uomo, la sua dignità, dentro un’impronta etica più grande – conclude l’Arcivescovo – puntando sull’allargamento degli orizzonti umani, sociali, economici e politici della nostra regione”.
Iorio: “Difenderemo il piano di riordino della sanità”
Il presidente della Giunta Regionale, Michele Iorio, ha fatto sentire la sua voce attraverso una dichiarazione diffusa alla stampa. Secondo Iorio sulla sanità si polemizza partendo da elementi non corrispondenti alla realtà. “Sono innanzitutto orgoglioso di poter dire di aver personalmente sottoscritto la prima Convenzione che avviava l’attività del Centro della Cattolica di Campobasso – afferma Iorio – Convenzione che ricordo fu impugnata da un esponente della sinistra. Quindi, mi pare evidente, che sono tra coloro i quali hanno dato un contributo alla creazione e alla organizzazione di questo Centro in Molise. Abbiamo messo a punto – prosegue il presidente della Giunta Regionale – un Piano che prevede la riorganizzazione del Servizio Sanitario con il mantenimento di tutte le strutture ospedaliere, sia pubbliche che private, sul nostro territorio. Un Piano che vede il rapporto tra le strutture private, come la Cattolica e la Neuromed (che riteniamo un enorme valore aggiunto per il nostro sistema), basato su un elemento di complementarietà rispetto alle strutture pubbliche, evitando ogni forma di concorrenzialità tra le stesse”. Iorio ha quindi ricordato che Neuromed e Cattolica sono nate per assicurare prestazioni di alto profilo scientifico e non per fornire esami o interventi ordinari, che bene possono essere dati ai cittadini dai presidi pubblici. “E’, quindi, un elemento di assoluta falsità che si voglia immaginare una chiusura della Cattolica – afferma Iorio – né che si voglia ridimensionarne la funzionalità. Si vuole solamente riorganizzare il Sistema Sanitario in una logica, come dicevo, di complementarietà tra strutture pubbliche e private, evitando doppioni, per coprire, invece, mancanze di servizi che attualmente il nostro territorio sconta. Infatti, nella riorganizzazione degli ospedali di Venafro, Agnone e Larino, abbiamo previsto, non solo il mantenimento dei Pronto Soccorso, ma anche la creazione di nuovi servizi, tra cui la riconversione di alcuni posti in R.S.A. Il Piano che abbiamo messo a punto – prosegue il Presidente della Giunta regionale – è frutto di un confronto con il territorio, con i Sindaci e con il Consiglio regionale, che ha come punto di forza la volontà di non chiudere alcuna struttura ospedaliera, ma di rivisitarne e rivalorizzarne il ruolo all’interno di una logica operativa che dia nuovi servizi di qualità ai molisani. Questo Piano lo difenderemo con forza nelle sedi governative – conclude Iorio – e credo che ben potrebbe essere sostenuto, negli stessi ambienti, anche dalle opposizioni. In questo caso, pur in una logica di contrapposizioni, la politica tornerebbe ad avere quel ruolo di spinta propulsiva e di difesa degli interessi veri di un territorio”.
L’appello di giovani ricercatori molisani all’estero: “Salvate la Cattolica”
Ed a sostegno della Cattolica arriva anche l’appello di un gruppo giovani ricercatori molisani all’estero. Da Harvard a Lovanio, da Dublino a Berlino. A scrivere sono Marilena Crescente – Immune Disease Institute – Università di Harvard – Boston – USA; Romina di Giuseppe – German Institute of Human Nutrition – Potsdam/Berlino – Germania; Michela Di Michele – Center for Molecular and Vascular Biology – Università di Lovanio – Belgio; Benedetta Izzi – Center for Molecular and Vascular Biology – Università di Lovanio – Belgio; Monica e Simone Marcone – UCD Conway Institute, University College – Belfield/Dublino – Irlanda. Questo il testo dell’appello: “Le nostre esperienze professionali e formative si intrecciano con la storia dei Laboratori di ricerca. Tutti noi abbiamo ricevuto dal Centro prima di tutto delle importanti possibilità: poter lavorare nella nostra piccola regione per la nostra terra e la nostra gente e vivere allo stesso tempo in un contesto altamente professionale e internazionale, che la partecipazione a diversi studi (tra cui il progetto Moli-sani) ha permesso di attuare. Non è un caso infatti che, provenendo da quegli stessi Laboratori che oggi rischiano di chiudere, siamo riusciti ad ottenere finanziamenti per poter lavorare in importanti Centri di ricerca europei e americani. Ci rivolgiamo oggi alle istituzioni, ma sopratutto alla gente, che ben conosce il valore del nostro lavoro e del lavoro di tutti i nostri colleghi a Campobasso, perché possa sostenere questa nostra richiesta di non permettere che uno dei pochi Centri di sviluppo per la regione venga ingiustamente chiuso. Come giovani ricercatori molisani, ci sentiamo responsabili, oggi, del nostro futuro e di quello di tutti coloro che ci sostengono. Non vogliamo regali, né strade facili. Il nostro lavoro di ricerca è spesso pieno di insidie e di difficoltà, ma chiediamo con dignità quel sostegno fattivo da parte di chi nelle Istituzioni può e dovrebbe fornirlo. Non lasciate che il nostro sogno di riportare alla nostra terra ciò che abbiamo appreso sparsi nel mondo, venga distrutto da scelte improvvide. Ci uniamo pertanto al personale sanitario e amministrativo della Cattolica e soprattutto alla gente molisana, ai malati, in questa importante battaglia che non può essere rimandata e demandata a nessuno”
Romano (Costruire democrazia): “Iorio è il responsabile dello sfascio. Sia lui a pagare, non i pazienti”
“Le dichiarazioni di queste ore da parte degli illustri responsabili dello sfascio della sanità lasciano sgomenti e confermano che siamo alle comiche finali. Il senatore del PdL Ulisse Di Giacomo, già Assessore alla Sanità, invita i cittadini a protestare contro il Governo Berlusconi, cioè contro sé stesso”. Queste le valutazioni di Massimo Romano, Consigliere regionale di Costruire democrazia il quale nel sostenere che Michele Iorio, Commissario ad acta, è in procinto di essere commissariato, afferma che è dalla parte della Cattolica contro chi vuole limitarne le potenzialità, cioè contro sé stesso. “Altri esponenti della maggioranza addirittura intimano alle autorità spirituali di “pensare a sé” e di non impicciarsi con la politica – afferma Romano – Sarebbe uno scenario patetico se non fosse che in gioco c’è il diritto alla salute dei cittadini molisani. Di fronte a questo quadro desolante, è drammatico pensare che a pagare siano i cittadini in termini di maggiori tasse o, peggio, i pazienti in termini di minori servizi sanitari. Deve pagare chi ha prodotto lo sfascio – conclude Romano - cioè chi ha dapprima condotto la sanità molisana al Piano di rientro, successivamente al Commissariamento e nelle prossime ore, a giudicare da un certo nervosismo, anche al commissariamento del commissario.”
Danilo Leva(Pd): “Chi ha procurato lo sfascio non può fare il moralizzatore”
Danilo Leva, segretario regionale del Pd, dichiara di trovare “immorale che chi ha causato lo stato delle cose esistenti ed oggi pretenda di passare come il moralizzatore o pretenda, peggio ancora, di trasformarsi nell’artefice del cambiamento: non è possibile e noi non lo consentiremo”. Leva commenta le parole pronunciate da Iorio nel corso della riunione del Consiglio regionale sulla Cattolica. “Il presidente Michele Iorio – afferma il segretario del Pd – nella sua qualità di guida istituzionale e nella doppia veste di commissario ad acta, non può continuare a fare finta di non aver governato, fino ad oggi, la Sanità che si accinge a razionalizzare. E’ assurdo che continui in questo gioco delle tre carte che davvero produce disinformazione e disorientamento nei cittadini molisani”.
Leva è favorevole alla convocazione dell’assise monotematica chiesta da 9 consiglieri di minoranza. Poi aggiunge: “La verità storica non è nell’accaparrarsi il diritto di primogenitura in merito alla nascita della Cattolica di Campobasso o di altre strutture. Così facendo si rischia di mistificare la realtà che, purtroppo e checché ne dica il governatore del Molise, ci vede con i conti paurosamente in rosso. Non è mai inutile ricordare che nel 2001 il debito sanitario certificato ammontava a dieci milioni di euro. Oggi superiamo abbondantemente i 600 – prosegue Leva - Siamo al giro di boa per quanto attiene tagli e razionalizzazioni e non possiamo far finta di non ascoltare le rassicurazioni del governatore che si erge a paladino delle strutture che subiranno i tagli. Che credibilità ha oggi l’attuale Presidente nel rivendicare il ruolo di strenuo difensore della sanità pubblica e privata nel Molise quando tutto ciò che sta accadendo ha origine nel modo dissennato di gestire le risorse pubbliche?I dieci anni di governo Iorio – conclude Leva – hanno prodotto soltanto sovrapposizioni di funzioni, duplicazioni di reparti e sovradimensionamento delle strutture amministrative”.
Alfredo Magnifico (Fisascat Cisl): “E’ ora che si taglino gli sprechi dovuti a clientele e relative parentele”
Anche la Fisascat Cisl Molise ha aderito alla manifestazione Fiaccolata a difesa della Cattolica . “La Cattolica è un bene per tutte le popolazioni del Sud e dalla sua apertura ha garantito una risposta scientifica e assistenziale di prim’ordine a tutta una gamma di patologie mediche tra le più difficili – ha dichiarato Alfredo Magnifico, segretario generale della Fisascat Cisl – La cattolica deve essere considerata come una risorsa e non un costo per il Molise ma anche per tutte le regioni limitrofe,può essere il patrimonio di ricerca,formazione e cura”. A dire di Magnifico vanno eliminati gli sprechi reali a partire dai lauti compensi degli amministratori e dei consiglieri di amministrazioni delle Asreme di tutti quegli enti inutili che in Molise proliferano. “E’ ora che si taglino gli sprechi dovuti a clientele e relative parentele e si tenga conto di etica e prospettiva, di professionalità,qualità ed efficienza – prosegue Magnifico – La Fisascat Molise è vicina ai lavoratori e agli operatori sanitari con essi lotterà affinché si conservi integro un capitale che ha posto termine alle via Crucis della speranza di malati alla ricerca di un centro specializzato che oggi è situato in Molise ma è di ausilio a tutte le popolazioni delle regioni limitrofe”.


















Caro Presidente Iorio,
il rispetto e la stima per la Sua persona e per il professionista medico che ho conosciuto ed apprezzato tanti anni fa presso l’Ospedale di Isernia, non possono esimermi dal condividere ed apprezzare le grida di “ dolore” che provengono da più parti della società civile, dal mondo del lavoro, dalle parti sociali ed economiche e dalla stessa maggioranza di centro-destra, per la drammatica situazione in cui versa la Regione Molise.
E’ quanto accaduto anche nella conferenza stampa del gruppo politico A.D.C. ( Pietracupa, Chierchia e Tamburro) il quale, con coraggio, con forza, con lucida e realistica disamina ha raccolto i disagi e le lamentele del popolo molisano ( mi creda anche di quei cittadini che, per sola convenienza, stanno zitti ma vedono e sentono!).
Tanto premesso, Caro Presidente, a mio modesto parere, Lei esagera quando ad un legittimo dissenso espresso da un gruppo politico presente in Consiglio Regionale, democraticamente e liberamente eletto dai cittadini molisani, risponde con un comunicato stampa poco consono alla carica istituzionale rivestita e, invece di dare risposte e chiarimenti ai molisani, considera le dichiarazioni del gruppo predetto, in particolare del Presidente Pietracupa, “ diffamatorie e offensive”.
Mi creda, sig. Presidente, guardi in faccia la vera realtà molisana ed almeno salvi i Centri di Alta specializzazione medica della Cattolica e della Neuromed, vanto non solo del Molise, ma dell’ Italia e dell’ Europa, fornendo così una prima risposta alle serie e vitali necessità dei cittadini.
Albino Iacovone