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Dibattito sulla sanità, toni accesi in Consiglio regionale

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L’opposizione: “Dove sono i documenti?”. Iorio replica: “Andiamo avanti”. Poi annuncia un nuovo accordo con la Cattolica

“Un dibattito senza la necessaria documentazione sul tema che si va a trattare è assolutamente impossibile”.  Di questo si sono lamentati i consiglieri regionali dell’opposizione e quelli dell’Adc, sempre più lontani da Iorio, nel corso della seduta monotematica sulla sanità che si è svolta nell’Assemblea legislativa regionale. Il confronto era stato sollecitato dalla minoranza per fare chiarezza sulle ultime disposizioni adottate dalla Giunta Regionale e dal Commissario per la razionalizzazione dei servizi. Alla protesta dell’opposizione Iorio ha replicato duramente. “Prima promuovono un dibattito in aula monotematico sulla sanità, poi non vi partecipano affatto – ha detto il Presidente della Giunta Regionale -  Il Consigliere Romano, con la scusa della mancanza di documentazione, ha fatto un breve intervento e poi è andato via a combattere chissà quale nuova “guerra allo spreco e all’illegalità”; Petraroia ha affidato ad un’ennesima lettera di richiesta di carteggio, la propria posizione su un argomento importante quale la sanità. Questo – ha aggiunto Iorio – salvo leggere domani sui giornali una loro corposa dichiarazione contenuta in qualche comunicato stampa in cui lungamente “dissertano” sul tema. Una dissertazione, evidentemente, vuota, priva di contenuti e manca di una sia pur minima proposta alternativa”. Circa l’assenza di documentazione Iorio ha sottolineato che tutti i documenti riguardanti l’azione di riorganizzazione del Sistema Sanitario molisano sono pubblicati sul B.U.R.M. e quindi consultabili da tutti. Quindi ha definito strumentale l’azione dell’opposizione  sottolineando la necessità di ridare dignità alla politica e alle Istituzioni. “E’ sicuramente giusto discutere, confrontarsi, dissentire su alcuni temi, ma occorre avere una linea di concretezza e di coerenza – ha aggiunto Iorio – L’esatto contrario di quello che ho visto questa mattina da parte di alcuni componenti delle opposizioni e da quello che ho constatato, nei giorni scorsi, in occasione della manifestazione per la Cattolica. In quest’ultimo caso ho visto politici di vecchio corso, che in altre epoche hanno sostenuto con argomentazioni contrarie, posizioni avverse alla Cattolica e alla sua attività in regione. Posizione che  generarono addirittura un ricorso amministrativo contro la convenzione che io stesso firmai per dare operatività al Centro di alta Specializzazione in scienze Biomediche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Oggi quelle stesse persone, come se nulla fosse accaduto, si “strappano le vesti” per quello stesso centro che non volevano neanche vedere aperto. Per quanto ci riguarda andremo avanti per la nostra strada – ha aggiunto Iorio – con coerenza, non cambiando idea ogni volta che il vento del populismo gira in senso inverso, con il coraggio di fare e mantenere delle scelte che prendiamo per il bene dei cittadini e con la volontà di dare al Molise e ai Molisani una sanità moderna ed efficace”.

Iorio apre annunciando un nuovo accordo con la Cattolica

La dichiarazione del Presidente della Giunta Regionale ha concluso una giornata iniziata nervosamente. “Si leggono così i decreti e gli atti che in questi giorni abbiamo emanato e che sono di piena  trasparenza pubblica in quanto inseriti sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise – ha detto ancora Iorio -  Si pongono in questa cornice dunque, i tanti provvedimenti per la creazione degli armadi farmaceutici, già operanti a Larino e a Campobasso (che poi verranno diffusi anche nelle altre strutture) che consentono di migliorare e velocizzare la fornitura di farmaci, abbattendo fortemente i costi di giacenza di magazzino. Presto seguirà l’attivazione della cartella clinica informatica e di altre prestazioni altamente tecnologiche. Entro la fine di questo mese – ha proseguito Iorio – dovremmo avere la possibilità di aprire i posti di R.S.A. a Larino, cui seguiranno gli altri, entro la fine di ottobre, ad Agnone e Venafro”. Iorio ha precisato che in questo modo il Molise rispetterà una specifica prescrizione  del Governo Berluscuni. “Ma, soprattutto, realizzeremo un’offerta per il nostro territorio qualificante e qualificata di posti letto per anziani e per non autosufficienti– ha detto il Presidente della Giunta -  che, precedentemente, dovevano trovare locazione in ricoveri ordinari per periodi più o meno lunghi negli ospedali. Ciò creava un aggravio di costi e ci faceva posizionare, come Regione Molise, in cima alle graduatorie nazionali per ricoveri impropri”. Iorio ha anche annunciato che entro la fine del mese la Regione chiuderà un nuovo accordo con la Cattolica per evitare la possibilità di creare inutili doppioni di prestazioni e restituire alla struttura il compito di fornire prestazioni e svolgere interventi di alta complessità e di alto valore scientifico. “Con questo accordo – ha precisato Iorio – pensiamo anche di abbattere in maniera importante quel gap, che ancora il Molise sconta, di pazienti che vanno fuori regione per curarsi ed avere prestazioni di qualità. Seguendo questa strada stiamo per realizzare a Larino una struttura specializzata nella fornitura di servizi riabilitativi. Ricordo che il Molise paga vari milioni di euro all’anno all’Abruzzo per la riabilitazione di alcuni molisani fatta in strutture di quella regione. E proprio per l’abbattimento di questo gap negativo – ha concluso Iorio – occorrerà la convinta collaborazione dei medici del territorio e degli operatori della sanità in generale che dovranno lavorare insieme a noi per costruire un sistema migliore e più confacente alle necessità della nostra realtà”.

L’Adc: “Da adesso in avanti crederemo ai fatti e non alle parole”

Secondo i consiglieri regionali dell’Adc, Mario Pietracupa, Riccardo Tamburo e Gennario Chierchia, le  affermazioni di Iorio, pur  corrette in linea di principio, si scontrano con l’incoerenza di una relazione senza vere spiegazioni. “Non è stato spiegato, infatti, come si intende “concretamente” operare per attuare il programma e quanto costerà metterlo in atto, quanta economia produrranno le azioni previste –affermano i tre consiglieri dell’Adc -  E’ quest’ultimo un aspetto importante, perché la questione sanità, purtroppo, da qualche anno si discute sul tavolo del Ministero dell’Economia, più che di quello della Salute”. L’Adc ricorda la differenza tra le risorse trasferite dal Governo per la sanità e quelle, molto superiori, spese dalla Giunta Regionale. “Nel 2009 siamo arrivati ad impegnare 679 milioni, 79 in più rispetto ai trasferimenti, generando un debito che i molisani dovranno pagare – hanno detto i tre Consiglieri dell’Adc -  Adesso ci viene chiesto di rimodellare l’attuale sistema sanitario inefficiente, in modo che costi tanto quanto è l’ammontare del fondo sanitario regionale, cioè 600 milioni di euro. Per questo motivo ci saremmo aspettati di poter avere conforto della bontà di quanto asserito attraverso studi specifici, proiezioni, conti e stime economiche; ma niente di tutto questo si è visto oggi in aula, solo dichiarazioni d’intenti senza un minimo dettaglio”. L’Adc dichiara di non essere tranquilla visto lo scenario incerto, ed avrebbe voluto una discussione in cui il commissario avesse potuto confrontarsi ed eventualmente recepire idee e consigli, così come dovrebbe avvenire in un normale confronto democratico.  “Niente di tutto ciò è avvenuto. Peccato. – hanno commentato, infine, Pietracupa, Tamburro e Chierchia -  Da adesso in avanti crederemo ai fatti e non alle parole, ritenendo di essere in linea con il comportamento dei cittadini, disorientati dalla confusione e allarmati per le concrete riduzioni dei servizi essenziali. In questa maniera – concludono gli esponenti politici – si spiegano le manifestazioni spontanee, a nostro avviso niente affatto strumentalizzate, che hanno visto scendere in piazza cittadini fino a ieri pazienti e accondiscendenti”.


Le domande di Michele Petraroia (Pd)

Intervenendo in aula Michele Petraroia (Pd) ha giudicato inutile confrontarsi sulla sanità in assenza di alcuni dati essenziali.  “Bisogna predisporre una  scheda sintetica con l’ammontare del debito pregresso e delle modalità con cui si azzera, in quanto tempo, con quali fondi e a carico di chi- ha detto Petraroia -  In aggiunta serve acquisire il deficit tendenziale del 2010 e cioè lo scarto tra le risorse assegnate e l’entità reale della spesa.  Per ciò che attiene le misure adottate o in via di istruttoria, le stesse vanno accompagnate dall’entità dei costi complessivi e dei presumibili risparmi.  In pratica – ha aggiunto Petraroia – è necessario comprendere con 550 milioni di assegnazioni dal fondo sanitario nazionale a cui possono sommarsi circa 50 milioni di imposte locali destinate alla sanità, cosa si può assicurare al Molise in termini di servizio sanitario integrato tra presidi ospedalieri, laboratori, spesa farmaceutica, centri di eccellenza e strutture private accreditate”.
Il consigliere regionale Petraroia  ritiene che per aprire un confronto serio occorre sapere se la riorganizzazione complessiva risponde ai bisogni dei cittadini molisani e se il costo totale supera o meno la disponibilità dei fondi disponibili. “In assenza di questo dato essenziale – ha detto Petraroia – è inutile dibattere in termini astratti. Il Consigliere del Pd ha concluso ponendo una serie di interrogativi:  “Quando costano tutte le strutture private e per quali prestazioni vengono rimborsate ?  In che percentuale trattasi di interventi di eccellenza e di alta specializzazione ?  La riconversione degli ospedali pubblici e il taglio di centinaia di posti letto quanto ha fatto calare o farà calare la spesa ?  Quant’è l’incidenza delle consulenze, dei costi amministrativi, della dirigenza territoriale e ospedaliera, dei reparti doppione, della Facoltà di Medicina e dei macchinari diagnostici quasi sempre guasti che obbligano i pazienti a recarsi in laboratori o strutture private ?  Quant’è la mobilità passiva nella riabilitazione post-operatoria e perché partono le ambulanze dagli ospedali regionali verso centri privati extra-regionali ?  Quanto costa la mancata integrazione dipartimentale tra strutture pubbliche e private ?  Perché la medicina territoriale non è mai decollata e ogni istanza si scarica direttamente sui ricoveri ospedalieri ? Quanto costano e a che servono i poliambulatori e perché i medici di base non vengono messi in condizioni di cooperare per il contenimento della spesa ?  L’informatizzazione non dovrebbe consentire un controllo sistemico delle varie voci di spesa, delle patologie che motivano i ricoveri, dei tempi di permanenza in ospedale, della qualità degli interventi in ciascun centro pubblico o privato che sia ?  Come mai non ci sono schede riepilogative sui DRG pagati nel corso di questi anni, sulla mobilità passiva e in generale sulla qualità e sulla quantità dei controlli effettuati?”. Petraroia ha concluso affermando che il Commissario ad Acta “non cha fornito alcun elemento informativo certo di nessun genere e ha ripetuto lo stesso intervento di quattro anni fa con la differenza che i debiti sono raddoppiati, le imposte si sono quintuplicate e i servizi sono scaduti”.

Danilo Leva: “Ancora una volta abbiamo ascoltato le solite enunciazioni di principio”

“Un’altra occasione sprecata, l’ennesimo schiaffo al Consiglio regionale nella sua interezza, svuotato delle sue funzioni, colpito nella sua  ragione d’essere”.
Non fa sconti il segretario regionale del Partito Democratico, il consigliere regionale Danilo Leva, a margine del Consiglio monotematico sulla Sanità che ha avuto luogo questa mattina a Palazzo Moffa.
“Un film già visto. Ancora una volta abbiamo ascoltato le solite enunciazioni di principio, una serie di dichiarazioni di intenti, come se fossimo fermi a dieci anni fa, quando il governo regionale avrebbe davvero dovuto compiere quelle scelte che oggi non riesce a partorire – ha detto Leva – Le dichiarazioni rese dal presidente/commissario ad acta Michele Iorio non hanno convinto nessuno.  Iorio non ha fornito una cifra, neppure un dato concreto. Il tutto dimostra una confusione di idee che ha dello sconcertante”.
A dire di Danilo Leva manca un disegno di riorganizzazione complessivo del sistema sanitario regionale e,il tema del rientro dal debito è stato affrontato con disarmante superficialità, senza un piano realistico e dettagliato di interventi.
“Si tratta della dimostrazione che tutto quello che abbiamo detto  e sostenuto fino ad oggi, si è puntualmente realizzato – ha aggiunto Leva -  Non ci resta che sottolineare, quindi, come nonostante l’intenzione delle opposizioni di ascoltare e confrontarsi su un tema così delicato come quello della sanità, il governo regionale continua a non affrontare gli argomenti centrali del dibattito: le sacche di sprechi che si preferisce non aggredire. Gli esiti di queste scelte – ha concluso Leva – purtroppo, sono, evidentemente, sotto gli occhi di tutti”.

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  1. “….con il coraggio di fare e mantenere delle scelte che prendiamo per il bene dei cittadini e con la volontà di dare al Molise e ai Molisani una sanità moderna ed efficace”. Ma guarda un pò, dal 1990 al 2010, dopo 20 anni alla Regione e dal 2001 al 20010, dopo 9 anni di Presidenza della Giunta, solo oggi si ricorda di una sanità moderna ed efficace per il bene dei cittadini; forse perchè la credibilità per un Politico è un concetto astratto o perchè fonda sulla poca memoria storia di quei cittadini impegnati a sbarcare il lunario.

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