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“Il primo Circolo di Venafro può mantenere l’autonomia”

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I consiglieri provinciali Sorbo e Cuzzone mettono in campo una proposta alternativa per evitare la soppressione prevista dal piano di razionalizzazione

Antonio Sorbo e Marcello Cuzzone, consiglieri provinciali di Sinistra Ecologia e Libertà, ritengo che era possibile mettere in campo e sostenere soluzioni alternative per evitare la perdita dell’autonomia del primo Circolo scolastico. Nella proposta di razionalizzazione elaborata ed approvata dalla giunta provinciale è prevista la soppressione e quindi la permanenza a Venafro di due dirigenze, quella dell’Istituto Comprensivo II circolo “L. Pilla”, che, oltre a conservare la scuola dell’infanzia e le elementari, tornerebbe ad essere l’unica scuola media di 1° grado, e la  Direzione didattica, che avrebbe invece soltanto la scuola dell’infanzia e le elementari. Inoltre è prevista la definitiva chiusura della scuola di Ceppagna. “La proposta della giunta provinciale, che ancora una volta ha ritenuto di non investire di tale problematica gli organismi consiliari, come la I Commissione permanente “Pubblica istruzione” del Consiglio provinciale, è stata adottata d’intesa con il Comune di Venafro – sottolineano i consiglieri Sorbo e Cuzzone – Tutto è stato fatto senza il coinvolgimento delle forze politiche, dei genitori degli alunni e dei docenti soprattutto del I Circolo, coinvolgimento necessario ed opportuno visto che questa decisione avrà un peso notevole sulla futura organizzazione delle attività didattiche sul territorio”.  Secondo Sorbo e Cuzzone era possibile mantenere i due Istituti comprensivi senza l’istituzione della Direzione Didattica, in modo da venire incontro anche alle esigenze dei genitori degli alunni che frequentano oggi il I Circolo, “esigenze – affermano i due consiglieri – che gli stessi hanno rappresentato in sede di audizione nella I Commissione consiliare della Provincia nei giorni scorsi”. In questo modo a dire di Cuzzone e Sorbo era possibile rispondere alle esigenze di razionalizzazione, con l’eliminazione comunque di una dirigenza, e  garantire la “libertà di scelta” circa la frequenza della scuola media. “Tale soluzione avrebbe altre ricadute positive per genitori, alunni e anche personale docente e Ata – hanno aggiunto Sorbo e Cuzzone – Questi ultimi, con i tempi che corrono, avrebbero maggiori garanzie, nel caso di ulteriori “tagli” e di perdita di posti o di ore di insegnamento, di rimanere a prestare servizio nella scuola media a Venafro, cambiando semplicemente circolo e non città. Inoltre questa soluzione garantirebbe una continuità di frequenza degli alunni, dalla scuola dell’infanzia alla media, all’interno della stessa struttura e sotto la guida dello stesso dirigente, e verrebbe incontro anche a problematiche più pratiche. Infatti – proseguono i due consiglieri di Sel – oggi, per esempio, una famiglia che ha due figli, uno che frequenta le elementari e l’altro che frequenta le medie, può iscrivere entrambi allo stesso istituto, magari quello più vicino alla propria abitazione. Invece con la nuova proposta una famiglia che abita, ad esempio, nella zona ovest della città (come via Quinto Orazio Flacco), dovrà prima accompagnare il figlio che frequenta le elementari a “Camelot” e poi spostarsi nell’area di via Majella o all’ex supermercato Sidis, dall’altra parte della città, per accompagnare il figlio che frequenta la scuola media”. Sempre a dire di Sorbo e Cuzzone nel redigere il piano di razionalizzazione non si è tenuto conto della precaria situazione dell’Istituto comprensivo 2° circolo, che non dispone e non disporrà a lungo dell’edificio di via Majella con una parte degli alunni che almeno per i prossimi tre anni dovranno frequentare le lezioni nell’ex supermercato Sidis. “Infine, innescando una sorta di positiva “concorrenza” tra le due scuole – concludono Sorbo e Cuzzone -  si eleverebbe ulteriormente il livello qualitativo dell’offerta formativa di entrambe. Chiediamo pertanto all’Amministrazione comunale e all’Amministrazione provinciale di rivedere le loro scelte e alla Regione di aprire un tavolo di confronto anche con le organizzazioni sindacali territoriali per verificare se esistono soluzioni migliori”.

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