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Consiglio regionale, maggioranza a pezzi sul Vietri

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Passa l’ordine del giorno di D’Alete che blocca l’accorpamento del laboratorio di analisi al San Timoteo

Sul futuro del Vietri si spacca la maggioranza di centro destra. Il piano del Presidente della Giunta Regionale che puntava ad accorpare il laboratorio analisi dell’ospedale ‘Vietri’ di Larino con quello del ‘San Timoteo’ di Termoli” nell’Assemblea Regionale non trova il sostegno della maggioranza. Infatti è stato a approvato l’ordine del giorno presentato dal Cpogruppo del Pd, Pardo Antonio D’Alete, che impegna Iorio  a sospendere l’accorpamento. Il documento è passato con 9 voti a favore e 6 contrari. “Sin dal 1996 il laboratorio analisi del nosocomio frentano è stato un punto di riferimento per gli altri ospedali regionali soprattutto per quanto concerne la biologia molecolare, una eccellenza nel panorama sanitario regionale  sancita dal ruolo che ha acquisito negli anni anche a livello nazionale – ha dichiarato D’Alete – Ora, dopo l’approvazione dell’ordine del giorno, mi aspetto che il Commissario/Presidente, la Giunta regionale ed i vari organismi delegati rispettino tale decisione. Perché nessuno può pensare di tutelare il diritto alla salute dell’intera popolazione molisana, conservando i livelli essenziali di assistenza previsti dalla legge, intervenendo unicamente attraverso una logica di tagli generici ed orizzontali”. L’approvazione del documento ha prodotto un terremoto politico nel centrodestra. I consiglieri Pallante e Berardo e Niro hanno abbandonato sottolineando la necessità di un chiarimento nella maggioranza. Dopo una breve sospensione l’Assemblea regionale è stata riconvocata dal presidente Picciano per il 1° ottobre alle ore 10. Una decisione che ha scatenato la dura reazione del Consigliere regionale del Pd Michele Petraroia il quale in una nota inviata alla stampa chiede di conoscere le ragioni che hanno indotto il Presidente del Consiglio a sciogliere la seduta alle 13.00 dopo appena due ore di attività e con solo due atti approvati. “E’ paradossale che un ordine del giorno a firma di 5 consiglieri, protocollato il 14 maggio 2008, giunga in discussione in Aula dopo 28 mesi e non si riesce ad esaminarlo – afferma Petraroia – Sul terremoto si registrano ritardi assurdi per oltre 2 mila famiglie alloggiate ancora in sistemazioni provvisorie o nelle casette di legno che stanno cadendo a pezzi. La ricostruzione delle case procede a rilento e ad eccezione di S. Giuliano di Puglia in molti centri sale l’ansia di non tornare mai in una casa vera e propria – afferma ancora Petraroia -  Nel villaggio di Bonefro chiedono la derattizzazione, la riparazione delle casette per evitare la pioggia visto che si avvicina l’inverno, e vogliono avere certezze su tempi, finanziamenti e procedure della gestione commissariale. Della modalità con cui sono stati amministrati i fondi post-sisma si occupò un’inchiesta televisiva nazionale che destò scalpore e indusse alcuni consiglieri regionali, già da maggio 2008, a presentare una proposta di delibera tesa a far rimuovere e sostituire il Commissario Straordinario dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri”. Il Consigliere Petraroia ricorda che sono stati necessari 28 mesi per far giungere il provvedimento all’esame dell’Aula ma al momento di discuterlo e votarlo la seduta viene sciolta.  “Non intendo commentare la decisione del Presidente Picciano né la fuga della maggioranza ma credo sia grave che la massima assise istituzionale regionale non sia informata né coinvolta su 900 milioni di euro spese per il post-terremoto – conclude Petraroia – sulle ragioni dei ritardi nella ricostruzione e messa in sicurezza delle scuole, sulla sostituzione del Soggetto Attuatore  coinvolto nell’inchiesta nazionale sulla Protezione Civile, sui mancati stanziamenti nazionali utili a restituire una nuova casa  almeno alle famiglie della Classe A)  proprietari solo dell’abitazione resa inagibile dal sisma”. Oltre all’ordine del giorno sul Vietri il Consiglio regionale ha approvato un solo provvedimento. Infatti con 12 voti  a favore è passata la Legge 3/78 – relativa al programma di promozione del turismo – anno 2010. E’ emerso dalla relazione di Mauro che la Regione spenderà per il settore 350 mila euro. Troppo pochi, a dire di diversi consiglieri che hanno sollecitato maggiori investimenti per la promozione del territorio. E’ stata rinviata, invece, l’approvazione del  “Testo unificato delle proposte di legge n.79, di iniziativa del consigliere Chierchia concernente la ‘trasformazione degli istituti autonomi case popolari in aziende territoriali di edilizia residenziale’ e n.122, di iniziativa della Giunta regionale, concernente ‘norme per il riordino degli enti regionali per l’edilizia residenziale”.

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