Pale eoliche ad Altilia, Petraroia: “La Regione se ne lava le mani”
Il Consigliere chiede all’Assessore Di Sandro perché non si è costituito in giudizio a sostegno del Ministero dei Beni Culturali
“Perché la Regione Molise non si è costituita in giudizio a sostegno del Ministero dei Beni Culturali, che, com’è noto, ha presentato anche un esposto penale alla Procura della Repubblica di Campobasso sulla sull’installazione di 16 torri eoliche nella Valle del Tammaro?”. Questa è la domanda posta da Michele Petraroia, Consigliere regionale del Pd, in una lettera inviata a Filoteo Di Sandro, Assessore regionale alla Protezione civile, ai Beni culturali e all’istruzione. Riferendosi al pronunciamento del Consiglio di Stato, previsto per l’8 ottobre, Petraroia sottolinea che l’area archeologica di Altilia rischia di essere condannata a uno stravolgimento irreversibile, considerato che il Magistrato del Consiglio di Stato che si è già pronunciato in favore dell’impresa nelle due sessioni pregresse. “Quinti tutto lascia presupporre la soccombenza del Ministero dei Beni Culturali e la definitiva vittoria della piccola s.r.l. che potrà installare le torri nel silenzio avvilente delle massime istituzioni regionali – afferma Petraroia – Perché l’Assessore ai Beni Culturali non ha invocato il rispetto della Delibera Consiliare 314 del 13 dicembre 2007 approvata all’unanimità? E perché l’Assessore ai Beni Culturali tace di fronte al rischio similare che corre il Teatro Italico di Pietrabbondante e non proferisce parola nemmeno in occasione del sequestro del cantiere ad opera del Corpo Forestale? E come mai – chiede ancora Petraroia – un bene monumentale come Santa Maria della Strada di Matrice è oggetto di un ricorso di un’altra s.r.l. al Capo dello Stato, oltre che di una strana missiva indirizzata alla Regione, quando il progetto in questione prevede torri eoliche a poche centinaia di metri dal Santuario, senza che l’Assessore intervenga a tutela del patrimonio archeologico molisano? ’ possibile che i nostri siti storici più importanti vengano stravolti e chi è preposto istituzionalmente alla loro tutela e valorizzazione resti in silenzio ? Come si fa a tacere sulla paralisi in cui è costretto l’Istituto per gli studi storici Vincenzo Cuoco nonostante decine di studiosi, docenti, ricercatori e intellettuali abbiano lanciato un appello pubblico per il rilancio dell’IRESMO ? E la biblioteca regionale ? E il catalogo dei beni culturali del Molise ? E la salvaguardia delle biblioteche, degli archivi storici, gli studi, la ricerca e le pubblicazioni ? Ma cosa si intende per beni culturali – conclude Petroia – interviene su nessuna delle innumerevoli questioni aperte in materia sul territorio regionale?”

















