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Eolico selvaggio, il Molise con il fiato sospeso

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Si attende la decisione del Consiglio di Stato su Altilia. Petraroia perplesso sul collegio giudicante. Patriciello chiama in causa la Regione

Per sapere se le eolico invaderà anche l’area prossima alla zona archeologica di Altilia, bisognerà attendere la decisione della Sesta Sezione del Consiglio di Stato. Il collegio giudicante, presieduto da Roberta Vigotti e  composto da Maurizio Meschino e Paolo Buonvino oltre che dal Giudice Relatore, Rosanna De Nictolis, nell’udienza dell’8 ottobre 2010 si è riservato di accogliere o meno il ricorso della Essebiesse Power srl che intende installare  16  torri nella Valle del Tammaro. Intanto in una nota inviata alla stampa Michele Petraroia, Consigliere regionale del Pd, sottolinea che “è una delle  prime volte, in Italia, che sulle fonti rinnovabili  ci si trova al cospetto di una richiesta di messa in esecuzione di una sentenza del Consiglio di Stato per annullare un vincolo archeologico posto dal Ministero dei Beni Culturali a tutela di un sito storico considerato, di fatto, patrimonio dell’umanità”. Il consigliere regionale esprime una serie di preoccupazioni per come si è andato sviluppando il ricorso, sottolineando che il pronunciamento su Altilia farà giurisprudenza nel bene o nel male e quindi inciderà sui futuri contenziosi. “Una serie di elementi, quali la presenza per la terza volta consecutiva del medesimo Magistrato che sullo stesso ricorso si è già pronunciato contro il Ministero dei Beni Culturali, nei giudizi del 22 febbraio 2010 e del 17 giugno 2010, e il mancato accoglimento dell’istanza di rinvio presentata dall’Avvocatura Generale dello Stato a nome del Ministero – afferma Petraroia -  ci inducono al massimo della preoccupazione circa l’esito della causa. Ciò che deve essere chiaro è che in Molise, al di là di questo pronunciamento del Consiglio di Stato, proseguirà la mobilitazione contro l’eolico selvaggio perché non è possibile che vengano installate 5 mila torri alte 120 metri in una regione che misura 4 mila Km quadrati”. Detto il consigliere regionale richiama, ancora una volta, la Regione alle proprie responsabilità e ricorda che è obbligo recepire le nuove linee guida nazionali sulle fonti rinnovabili. “Così com’è obbligo della Regione rimodulare la legge 22/2009 che disciplina la materia – conclude Petraroia -  perché parzialmente abrogata dalla Corte Costituzionale”.

L’interrogazione di Patriciello chiama in causa la Regione
Sulla vicenda del Parco eolico alle porte di Altilia interviene anche l´Onorevole Aldo Patriciello con una interrogazione presentata alla Commissione del Parlamento Europeo. Il deputato sollecita un intervento “alla luce delle palesi violazioni del Diritto comunitario perpetrate dalla Regione Molise nell´attuazione della Legge 22/09”. In premessa Patriciello sottolinea che “in molte regioni italiane, Molise in primis, si rileva una progettualità di impianti eolici del tutto fuori controllo con autorizzazioni rilasciate senza valutazione alcune dell´impatto ambientale delle torri eoliche per la flora e la fauna delle aree dove le pale vengono istallate, compromettendo irrimediabilmente valori territoriali quali la biodiversità e il paesaggio, considerati memoria collettiva europea e strumento di studio storico e scientifica dalla Convenzione di La Valletta del 1992, da quella di Firenze del 2010 e dalle Direttive 92/43/CEE Habitat e 79/409/CEE Uccelli”. L’Eurodeputato ricorda, inoltre, che nel Molise, gli ultimi dati ufficiali del GSE rivelano che, alla fine del 2009, sono state rilasciatie autorizzazioni a costruire circa 5.000 torri eoliche in un territorio di 4 mila km quadrati determinando il negativo  record nazionale per i valori pro capite di potenza installata (739 Watt per abitante). “Tale situazione – prosegue la premessa dell’interrogazione – è stata resa possibile dalla Legge Regionale n.22/09 che ha trasformato la regione Molise nella terra dell’eolico selvaggio mediante l´annullamento del limite di pale eoliche installabili sul territorio  e cancellando il divieto di parchi eolici off-shore, che invece era contenuto nella precedente legge. Dette istallazioni hanno avuto luogo anche in aree SIC senza previa valutazione di impatto ambientale. Lo stravolgimento dei luoghi culturalmente più cari alla regione – conclude Patriciello – e la minaccia che incombe sulla biodiversità, sono problematiche che non possono non essere considerate degne della più allarmata attenzione”.

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