Melogli e l’Auditorium di Isernia: “Mo ve cante ie na canzuncella…”
Franco Valente: “Più di una volta gli ho consigliato di abbandonare la politica e di fare il cantante napoletano”
Riceviamo e pubblichiamo.
Da qualche giorno ha ripreso vigore, nel silenzio più assordante di tutti gli organi ufficiali dei partiti, il tam-tam sullo scandaloso appalto dell’Auditorium di Isernia.
Da quattro anni sto denunciando uno dei più sciagurati e colossali sperperi di denaro pubblico la cui responsabilità va ricondotta in primo luogo al sindaco di Isernia Gabriele Melogli, che ne è il principale sostenitore politico, e in secondo luogo alla Cricca Nazionale, per lungo tempo associata alla patrie galere, i cui componenti hanno avuto parte attiva nella gestione del progetto e dell’appalto.
In questa regione, dove molte iniziative scandalose della Pubblica Amministrazione (vedi le attività del Ministero per i Beni Culturali) vengono messe sotto il tappeto del silenzio, lo scandalo dell’Auditorium piano piano sta assumendo la giusta dimensione in conseguenza delle mie puntuali segnalazioni fino ad oggi inascoltate da parte del Sostituto della Repubblica di Isernia.
Non riuscendo a sapere nulla delle indagini, cerco di capire cosa stia avvenendo solo leggendo la stampa e seguendo le televisioni locali.
E ne sto sentendo e vedendo di tutti i colori.
Intanto spero che il nuovo Procuratore della Repubblica, al quale ho rivolto un accorato appello perché mi senta in qualità di persona informata dei fatti, voglia richiamare il suo Sostituto Procuratore affinché si mettano d’accordo tra loro se aprire o no l’inchiesta su questo incredibile pateracchio che si sta consumando con i soldi pubblici.
Da una parte il Procuratore Albano rilascia interviste con le quali annuncia che si sta indagando e dall’altra il Sostituto Procuratore Scioli chiede che sulla questione scenda la coperta dell’archiviazione.
Ma Procuratore e Sostituto Procuratore parlano tra loro?
Hanno il dovere di ascoltarmi prima che lo scandalo si consumi o soltanto quando tutto il denaro pubblico sarà stato sperperato?
Sull’altro fronte il Sindaco Melogli fa finta di cadere dalle nuvole con affermazioni dalla quali traspare una malafede incontinente.
Il problema di Melogli è che racconta le bugie come i bambini che vengono sorpresi con la bocca sbaffata di nutella e negano l’evidenza.
Il punto di forza della sua teoria è che fino ad oggi non ha avuto alcuna comunicazione giudiziaria. Perciò tutto sta a posto.
Credo che, da buon avvocato, Melogli faccia finta di non sapere che finora la Procura della Repubblica di Isernia, per una serie di stranezze, sta procedendo contro “ignoti” nelle indagini.
Se, poi, egli si sente di far parte di questa categoria di indagati, farebbe bene ad andare dal Procuratore e farsi “indagare”, così almeno saprà di cosa si stia parlando. Dopodiché sulla questione ci mettiamo una pietra sopra.
Io sono convinto che Melogli prima o poi dovrà dire la verità davanti al giudice e allora capiremo se sono vere le sue affermazioni che al procedimento per il potenziamento dei costi dell’Auditorium e al mancato recupero dei circa 200 mila euro dati agli eredi del prof. Pasquale Culotta (quelli che si sanno) egli sia completamente estraneo.
Tra le varie colossali bugie di Melogli, però, comincia a farsi strada una verità: l’Auditorium, come egli ha detto, non potrà essere completato perché mancano all’appello 15 milioni di euro su una previsione di spesa di 50 milioni di euro.
Ma non doveva costare solo 5 milioni di euro?
Secondo me Melogli, in carenza di soldi pubblici, ora si prepara a fare una inaugurazione alla paesana. Cercherà di addrizzare la campana con il ginocchio….
Sono a tutti note le sue doti canore oltre quelle di stimato avvocato. Più di una volta gli ho consigliato di abbandonare la politica e di fare il cantante napoletano.
Sarebbe una buona occasione per annunciare al popolo isernino, quando taglierà il nastro di un fondaco dell’Auditorium: “Mo ve cante ie na canzuncella…”
Così almeno si risparmia sugli artisti.
Franco Valente

















