Sulmona – Carpinone, “La ferrovia non si tocca”
Rivolta politicamente trasversale contro la decisione di Trenitalia. Gli interventi di Mazzuto, Leva, Monaco e Conti
Sono diverse e politicamente trasversali le posizioni di chi si oppone con determinazione alla soppressione della linea ferroviaria Sulmona – Carpinone, ritenuta strategica per lo sviluppo turistico dell’Alto Molise. Dopo l’intervento del Consigliere regionale del Pdl, Camillo Di Pasquale, a prendere la parola sono il Presidente della Provincia di Isernia, Luigi Mazzuto, il Consigliere e segretario regionale del Pd, Danilo Leva, il coordinatore provinciale dell’Idv, oltre che sindaco di Capracotta, Antonio Monaco e il Consigliere provinciale Antonio Conti, ex sindaco di Carovilli.
Mazzuto chiede alla Regione di rescindere la convenzione con Trenitalia
Il Presidente Mazzutto arriva a chiedere alla Regione di rescindere la convenzione con Trenitalia. “Se qualcuno pensa di abbassare definitivamente le sbarre sulla ferrovia “Carpinone-Sulmona” allora – ha affermato Mazzuto – si sbaglia di grosso. Il tratto in questione rappresenta un pezzo importante della nostra storia e anche su di esso intendiamo basarci per rilanciare, attraverso il turismo, lo sviluppo delle aree interne. Per questo motivo è inaccettabile la decisone di Trenitalia. A questo punto – ha sottolineato il presidente – mi vedo costretto a chiedere alla Regione di rescindere la convenzione in essere con le Ferrovie per quella tratta. Del resto chi dimostra di essere contro il nostro territorio non merita alcuna considerazione dal punto di vista politico, Trenitalia compresa”. Mazzuto annuncia anche che è allo studio una soluzione alternativa a Trenitalia per rilanciare la tratta Sulmona- Carpinone. “La possibilità di rilanciare la linea ferroviaria – ha aggiunto Mazzuto – potrebbe passare attraverso la stipula di un protocollo di intesa con la Ferrovia Sangritana. Gruppo quest’ultimo che si è dimostrato interessato a gestire la tratta. Naturalmente, per concretizzare il tutto occorre prevedere una convenzione tra Regione Molise e il nuovo gestore interessato a subentrare. Si tratterebbe in definitiva – ha concluso il Presidente – di un accordo che prevederebbe, a parità di impegno finanziario rispetto a quanto viene attualmente corrisposto a Trenitalia, non solo di far funzionare nuovamente la linea ferroviaria ma anche di rilanciarla con importanti risvolti di natura turistica”.
Danilo Leva: “L’Alto Molise è sempre più penalizzato”
Secondo il consigliere regionale Danilo Leva la decisione di Trenitalia penalizza, ancora una volta, l’alto Molise. L’esponente del Pd annuncia la presentazione di un ordine del giorno sull’argomento al prossimo consiglio regionale. “Dopo i tagli indiscriminati nella Sanità che penalizzano fortemente le aree interne e montane dell’altissimo Molise, si abbatte come una mannaia la decisione di Trenitalia che di fatto sopprime la tratta ferroviaria Carpinone –Sulmona n- afferma Leva – Si tratta di provvedimenti che non possono passare inosservati e a cui devono essere date nell’immediato risposte forti, attivandosi per scongiurare lo spopolamento e il disagio dei cittadini che vivono in quelle zone e verso le quali il governo regionale è stato ed è latitante. Si tratta di aree bellissime del nostro Molise ma che nello stesso tempo rappresentano le zone più deboli della nostra regione, territori destinati a scomparire col passare degli anni, allarme che la diocesi di Trivento ha più volte lanciato, ma rimasto nel silenzio dei nostri governanti. Bisogna che il governo regionale metta in campo delle iniziative forti di carattere economico, sociale e fiscale – conclude Leva - tese a supportare le aree interne e i territori montani, che andrebbero tutelate anche attraverso politiche del turismo più efficaci”.
Antonio Monaco: “Tagliano solo il tratto che percorre il Molise”
Antonio Monaco ricorda che il 25 agosto 2009 il Consiglio comunale di Capracotta approvò, all’unanimità, un ordine del giorno riguardante il rischio di soppressione della linea Sulmona – Carpinone. “Il documento fu trasmesso a tutti coloro che potevano in qualche modo intervenire per scongiurare la soppressione della linea ferroviaria, la Regione Abruzzo e la Regione Molise, la Provincia di Isernia e la Provincia de L’Aquila – ricorda ancora Monaco – Furono interessati organi istituzionali i cui esponenti oggi, a cose fatte, si lamentano della chiusura dopo un silenzio inspiegabile. Ma la cosa grave è che l’Abruzzo i suoi collegamenti interni li ha salvati, noi invece restiamo al palo. Le aree montuose devono essere servite, secondo Trenitalia, da servizi sostitutivi di linea che devono percorrere strade fatiscenti, con ritardi e disagi altrove sconosciuti. Praticamente sperpero di danaro pubblico con autobus che viaggiano semi vuoti”. Dunque, il sindaco di Capracotta sottolinea che non è stata chiusa la ferrovia Sulmona – Carpinone, ma solo il tratto che percorre il Molise, ovvero la Castel di Sangro – Carpinone. “L’assessorato regionale ai trasporti abruzzese ha preteso ed ottenuto da Trenitalia il mantenimento della percorrenza sul territorio abruzzese e i collegamenti da Castel di Sangro verso Sulmona sono rimasti funzionanti – ha aggiunto Monaco - Chi paga sono sempre le aree interne molisane, nella fattispecie, l’altissimo Molise, ancora una volta privato di un servizio pubblico. I comuni di S. Pietro Avellana – Capracotta, Carovilli, Pescolanciano, Sessano del Molise non hanno più alcun collegamento ferroviario né con l’Abruzzo né verso Isernia. Altro isolamento, altri problemi dei trasporti pubblici che vanno ad aggiungersi a quelli del ridimensionamento dei trasporti portato avanti dalla nostra Regione”. Monaco replica, quindi, all’assessore regionale ai trasporti Velardi che alla stampa ha dichiarato che la linea ferroviaria riaprirà in tempi brevi. “Spero vivamente che tali dichiarazioni si trasformino a breve in realtà anche per non lasciare nell’abbandono un’opera eccezionale di ingegneria ferroviaria – afferma ancora Monaco – Altrove una patrimonio del genere verrebbe valorizzato sicuramente nel migliore dei modi, diventerebbe oggetto di attenzione da parte di tutti, istituzioni ed operatori turistici, per la sua valenza di valore inestimabile. E’ ipotizzabile abbandonare questo patrimonio? Ritengo di no. Ben venga qualsiasi iniziativa per salvarlo, ma che i fatti siano concreti affinché questo inestimabile patrimonio possa diventare punto di riferimento per gli appassionati del turismo ambientale. E la si smetta, una volta per tutte, di programmare tagli e sempre tagli con la sola logica dei numeri; che si inverta questa tendenza mettendo al primo posto l’uomo, il territorio e l’ambiente. Trenitalia ha il dovere di assicurare un servizio pubblico, dappertutto conclude Monaco – anche dove ci si rimette, e non solo lungo le linee ad alta velocità realizzate grazie agli interventi dello Stato, quindi di noi cittadini”.
Il Consigliere provinciale Antonio Conti fa pressing sulla Regione
Ad intervenire è anche il Consigliere privinciale, ed ex sindaco di Carovilli, Antonio Monaco, il quale ticorda che la questione della soppressione della tratta ferroviaria Sulmona-Carpinone si trascina ormai da quasi trent’anni e si ripropone ciclicamente, suscitando sempre le proteste delle Amministrazioni locali e di tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Molise Altissimo. “Non mi stupiscono, perciò, le prese di posizione e le dichiarazioni di esponenti politici che trasversalmente riconoscono il ruolo e l’importanza delle ferrovie per le zone interne, mi inquieta invece il fatto che intervengano solo in queste circostanze e non preventivamente – afferma Conti – Non più di tre anni orsono in occasione dell’ennesima minaccia di soppressione, da Sindaco, portai all’attenzione del Consiglio comunale di Carovilli la riproposizione di una delibera datata 7 novembre 1985 nella quale il Sindaco, Prof. Giordano Fiocca, nell’intento di scongiurare la chiusura della tratta, esprimeva considerazioni talmente lungimiranti da essere tutt’oggi di estrema attualità”. Conti ricorda, quindi, ciò che affermava Fiocca nel 1985: “… nel momento stesso in cui si sostiene che la ricchezza della zona ed il suo inserimento nel processo di sviluppo e di progresso della società post-industriale e tecnologica si potranno ottenere soltanto con la protezione e l’arricchimento del paesaggio e l’incremento dell’agriturismo, l’ipotesi dello smantellamento della tratta ferroviaria che attraversa la zona non può non suonare contraddittoria e, al limite, assurda e grottesca. Apparirebbe, infatti, una maggiore illusione il decollo della zona se non si provvedesse, nel contempo, a ristrutturare e razionalizzare i mezzi di trasporto in modo che consentano ai turisti di fruire, in tutte le stagioni, della floridezza dell’agriturismo e dell’incanto del paesaggio, alimentando, appunto, con la loro presenza, quella potenziale fonte di ricchezza altrimenti destinata ad inaridirsi fino al suo totale essiccamento”. L’ex sindaco di Carovilli sottolinea, quindi, che rischia di divenire realtà ciò che era stato prospettato da Fiocca. “Oggi le condizioni appare di gran lunga peggiorata – prosegue Conti - Credo di poter affermare che da anni ormai si sta mettendo in atto, da parte di Trenitalia, un piano subdolo portato avanti con cinica determinazione nel creare sistematicamente condizioni di disagio per i malcapitati viaggiatori. In pratica, mentre il futuro di tutte le aziende che possano definirsi tali, pubbliche o private che siano, basano la loro attività sulla fidelizzazione della propria clientela offrendo perciò prodotti e servizi soddisfacenti, da anni ormai Trenitalia basa l’attività sulla de-fidelizzazione e sull’erosione dell’immagine aziendale. In che modo? Con la soppressione improvvisa delle corse, impedendo comode coincidenze dei treni, permettendo il degrado del patrimonio edilizio cosiddetto non strumentale e persino murando le porte dei cessi delle stazioni”. A dire del Consigliere provinciale Trenitalia utilizza tutti i mezzi per scoraggiare gli utenti e per raggiungere l’obiettivo della chiusura dei servizi. L’ex sindaco giudica poco rassicuranti le parole delll’Assessore regionale Velardi, perché la “dichiarata indisponibilità di mezzi soggetti a manutenzione straordinaria”, non è da considerasi, a dire di Conti, come episodica e casuale ma, più verosimilmente, come ulteriore strumento per raggiungere l’obiettivo finale. “Al di là delle considerazioni fatte in questi giorni e che accomunano la possibile soppressione della tratta ferroviaria ad altri tagli che preludono al definitivo tramonto delle zone interne – prosegue il Consigliere provinciale - credo sia giunto il momento per la Regione Molise di dire in modo chiaro, una volta per tutte, se intende continuare a concorrere allo scempio che si sta consumando di quello che fu uno splendido presidio dello Stato, di incomparabile valore e di inusitata efficienza e che ha assicurato negli anni, senza sprechi, il diritto alla mobilità ad intere popolazioni e con esso anche il diritto allo studio di intere generazioni”. Conti invita la Regione Molise a dare un segnale alle popolazioni interessate, valutando la proposta del Presidente della Provincia Luigi Mazzuto che deriva da quanto deliberato in consiglio provinciale e da incontri che lui stesso, l’ex sindaco di Carovilli, sostiene di avere avuto, insieme all’Assessore provinciale Di Lucente, con il partenariato del sistema turistico di Castel di Sangro. “Dando per certa la disponibilità di Ferrovie Sangritana a gestire la tratta in questione, più volte formalizzata presso la Regione Molise – afferma ancora Conti – se quest’ultima vorrà dare, come sono certo, un segno di interessamento, inizi a censurare l’atteggiamento di Trenitalia che, mentre per continuare ad incamerare il contributo regionale si oppone alla cessione della tratta, allo stesso tempo non assicura un servizio efficiente su rotaia, privilegiando il trasporto sostitutivo su gomma. Dalla Provincia di Isernia per collaborare con la Regione – conclude il Consigliere – potremmo predisporre, in tempi brevi, un calendario di incontri per concordare e coordinare con la Provincia de l’Aquila, gli Enti Locali e tutte le Istituzioni Abruzzesi e Molisane le azioni che si riterrà opportuno intraprendere”.


















E’ una vergogna!!
Trenitalia,attua le sue strategie di impresa, ma il governo locale, la Regione Molise, non attua la sua strategia di governo del territorio.
In Toscana la regione contribuisce al costo di esercizio delle linee ferroviarie, anche acquistando treni e pretendendo il servizio puntuale da parte di Trenitalia.
La regione Molise foraggia in maniera indecente le società di trasporto su gomma,con rimborsi a Km. percorso da autobus vuoti che non fermano neanche a tutte le fermate e che passano sugli stessi itinerari della ferrovia, quindi l’assurdo dell’assurdo di una funzione oculata di governo.
Quindi l’assurdo di questa situazione è da ricercare nel poco potere contrattuale della regione e nella sua demenziale programmazione del trasporto locale su gomma, oltre ad una ignoranza sui concetti della “Mobilità locale alternativa” che valorizza il trasporto su ferro e usa il trasporto su gomma solo come integrazione.
A questa situazione di miopia istituzionale verso le politiche della mobilità c’è solamente organizzare una rivolta culturale di tutta la gente pensante del Molise, dove si distrugge un patrimonio fisso sociale che i nostri padri hanno generato e che in tutto il mondo si valorizza.
Ma noi italiani facciamo sempre l’opposto di quello che fanno gli altri,
abbiamo smantellato le tramvie nelle città quando gli altri le stavano ricostruendo,così ora siamo gli ultimi in europa per infrastrutturazione della mobilità locale cittadina.