Caccia, interrogazione di D’Alete
Il capogruppo del Pd ha chiesto alla Regione chiarezza sulle norme che riguardano la protezione della fauna selvatica omeoterma e il prelievo venatorio
Attraverso una interrogazione, il capogruppo in consiglio regionale del Pd, Pardo Antonio D’Alete, sollecita chiarezza sulle norme che riguardano la protezione della fauna selvatica omeoterma e il prelievo venatorio. Secondo D’Alete le ultime recenti modifiche apportate alla legge regionale hanno reso di fatto la norma inapplicabile. Il capogruppo del Pd sottolinea che questa situazione incide negativamente sullo svolgimento degli adempimenti amministrativi ed operativi necessari per le attività venatorie ed agricole sull’intero territorio regionale. A pretendere l’adeguamento della legge è anche la Corte Costituzionale che con propria sentenza (n°268 del 22 luglio 2010) ha recentemente dichiarato incostituzionali le ultime modifiche votate, a maggioranza, dal Consiglio regionale. In particolare quelle riferite all’articolo 19 che regolamenta la rappresentanza tra le associazioni venatorie e le organizzazioni professionali agricole per la composizione degli ambiti territoriali di caccia (ATC) di Campobasso ed Isernia. “Il ritardo nel recepire le indicazioni della Consulta ha di fatto bloccato il rinnovo degli Ambiti territoriali di caccia, situazione questa che sta generando un’enorme confusione oltre che serie difficoltà nella programmazione e nell’organizzazione delle attività per il prossimo anno - afferma D’Alete – come la ripopolazione della selvaggina negli ATC che sarebbe dovuta già partire in questi giorni. Per non parlare del danno economico derivante dai mancati introiti riferiti alle quote versate dai cacciatori non residenti: un importo pari a circa 150.000 euro!”. Pertanto D’Alete attraverso l’interrogazione chiede di fare chiarezza sulla vicenda e sollecita l’immediato recepimento della sentenza della Corte Costituzionale,

















