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Bonomolo scrive a Fazio: “Iorio, anomalia Molisana”

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Il consigliere regionale sollecita l’intervento del Ministro. “Da dieci anni la gestione della sanità è nelle mani della stessa persona”

Michelangelo Bonomolo, consigliere regionale dell’opposizione, chiede di sanare quella che definisce un’anomalia tutta molisana, ovvero un Commissario ad acta della sanità che è Presidente della Giunta Regionale e che da oltre dieci anni, rivestendo anche l’incarico di assessore, ha gestito la sanità. Una lettera aperta, quella di Bonomolo, scritta in qualità di Vice Presidente della Commissione Sanità ed inviata al Ministro Ferruccio Fazio e per conoscenza al Prefetto di Campobasso ed ai sindaci dei Comuni di Campobasso, Isernia, Termoli, Venafro, Larino ed Agnone. Ecco la lettera.

Egregio Signor Ministro,

facendo seguito ad una precedente missiva riguardante lo stato di salute della sanità molisana, visto il perdurare dell’attuale crisi del sistema sanitario regionale, le scrivo poiché ritengo che tale situazione non sia dovuta soltanto al fatto che non vi siano maggiori risorse finanziarie per assicurare i livelli assistenziali, ma che in buona parte dipenda da una situazione gestionale del settore che, negli ultimi anni, è stata improntata su criteri clientelistici e su una programmazione che non ha tenuto conto delle indicazioni provenienti dal ministero da Lei presieduto.
A tale scopo denuncio come a fronte di spese individuate inutili per la qualità dei servizi risultano le stesse, particolarmente utili, a settori vicini a vari esponenti politici di maggioranza, evidenziate del resto da un ampia pubblicistica nazionale e locale.
Tale situazione è stata più volte evidenziata sia dalla Corte dei Conti che dal Collegio Sindacale dell’Asrem. In proposito la Corte dei Conti, per l’ennesima volta, il 9 febbraio scorso con deliberazione n.22, analizzando il bilancio di esercizio 2008 dell’Asrem, ha evidenziato come occorra una manovra di contenimento dei costi pari a 91 milioni di euro per garantire l’equilibrio economico per l’anno 2009. Tra le cause evidenziate – scrive la Corte dei Conti – vi è “il cattivo funzionamento e la scarsa effettività dei controlli interni, quali il controllo di gestione della correlata rilevazione dei costi soprattutto, quelli di regolarità amministrativa e contabile”.
“Per converso – afferma la Corte dei Conti – occorrerebbe recuperare margini di autonomia e di indipendenza che consentirebbero di esaltare le funzioni specifiche svolte nell’esclusivo interesse dell’ente, articolate nella verifica contabile, nella vigilanza e controllo di legalità, ma che assumono anche aspetti della segnalazione e denuncia delle irregolarità ravvisate.” L’inadempienza di queste pratiche, ricorda la Corte dei Conti, rivolgendosi sia al Consiglio Regionale che all’Autorità giudiziaria, è ben chiara. “L’inosservanza – si legge nella sentenza n.22/2010 – con dolo o colpa grave, può configurare specifica responsabilità amministrativa in via solidale o per danno
arrecato all’ente pubblico o addirittura prevedere, nei casi più gravi, un più severo corredo sanzionatorio di diverso profilo penale (art. 357 – 328 C.P.)”.
La Corte dei Conti ha invitato con urgenza sia il Presidente della Giunta Regionale che quello del Consiglio regionale ad attivarsi per risolvere le problematicità emerse, attraverso il potere – dovere di vigilanza che la normativa nazionale assegna ad ogni regione. Tuttavia i vertici della Regione Molise, nel corso degli anni, hanno trovato a vario titolo una serie di escamotage finalizzati alle mancate verifiche che avrebbero comportato l’attivazione degli organi di controllo.
L’individuazione di soluzioni da adottare finalizzate a predisporre un piano di rientro più idoneo, secondo la mia opinione, avrebbe permesso di salvare in buona parte le tre strutture ospedaliere in procinto di chiudere, evitando il disagio per gli utenti ma anche per le realtà economiche ad esse correlate e che rischiano di mettere in ginocchio interi territori.
Il potere – dovere di vigilanza sulla gestione della sanità, tuttavia, andava attivato anche dalla Quarta Commissione Consiliare che, per Statuto e Regolamento, doveva procedere a quanto stabilito dalla Corte dei Conti e così come richiesto formalmente, con delibere consiliare,  sia dal Presidente della Giunta che da quello del Consiglio. La Commissione non si è mai attivata e nemmeno i presidenti citati sono mai intervenuti per sollecitarla. Anzi, per creare ulteriore confusione istituzionale, veniva creata una commissione d’inchiesta sul debito sanitario che, oltre a non produrre alcun contributo utile alla soluzione delle problematiche emerse, contribuiva ad aumentare la spesa pubblica regionale, tanto che la sua attività si concluderà a fine anno, grazie alle misure taglia-spese adottate dalla Regione Molise.
Anche le Amministrazioni Comunali, sembrerebbe, siano state lasciate fuori da tutte le decisioni programmatiche, contravvenendo a quanto prevede il D. Lgs 502/99 a tale riguardo. Tale situazione ha determinato l’impossibilità da parte dei Sindaci di essere coinvolti nella programmazione sanitaria regionale. Mi auguro che gli stessi Amministratori chiedano di rivedere e riprogrammare quanto predisposto dalla Giunta regionale in merito alle politiche sanitarie regionali.
Per tali motivi, Egregio Ministro, Le richiedo un impegno solerte per la risoluzione di tali problematiche che non possono più passare attraverso la nomina di commissari che hanno il compito di essere controllori e controllati.
Le rammento che l’attuale commissario, il Presidente Michele Iorio, negli ultimi venti anni, oltre a ricoprire per oltre un decennio la carica di presidente della Giunta, è stato più volte assessore alla sanità ed ha avocato a sè tale mandato anche in questa ultima legislatura. Immagino che risulti essere l’unico caso nel nostro Paese. Una anomalia da sanare, nei confronti dei cittadini e delle imprese molisane chiamati ad uno sforzo fiscale abnorme e di un territorio sofferente per tale situazione.

 Il Consigliere Regionale – Michelangelo Bonomolo

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