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Legge regionale sul commercio, Spina avverte Iorio

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Il vertice di Confcommercio boccia la normativa e invita il governatore a valutare gli effetti politici che deriveranno dall’approvazione

Paolo Spina boccia sonoramente la nuova legge regionale sul Commercio, sottolineando, in una lettera inviata al presidente della Giunta Regionale, Michele Iorio, che “il testo sul quale si è trovato l’accordo nella competente Commissione, il cui presidente è Rosario De Matteis, è un testo che, ignorando un lunghissimo e faticoso lavoro di concertazione e di studio, consegna il commercio regionale ad una liberalizzazione indiscriminata e non regolata”. Il presidente della Confcommercio di Campobasso, rinnovato nell’incarico quinquennale pochi giorni fa, incalza il vertice regionale sostenendo che la nuova legge è “un regalo fatto a quei poteri forti che, tra l’altro non  hanno la propria sede nel territorio regionale”. Spina invita Iorio a valutare gli effetti politici che deriveranno dall’approvazione. “E’di tutta evidenza, infatti, che una legge così configurata porrebbe inevitabilmente alla nostra organizzazione un caso politico – afferma Spina -  Confcommercio ha partecipato, in modo anche dialettico ma sempre con spirito costruttivo e positivo a tutte le varie fasi di concertazione promosse dal Governo da Lei diretto – scrive il Spina a Iorio -  Se però la concertazione resta solo un momento cerimoniale, e quando sono in ballo i reali interessi delle tante piccole imprese da noi tutelate le scelte vengono fatte ignorando o, come nel caso di specie, calpestando le nostre legittime e giustificate aspettative, bisogna chiedersi perché dovremmo continuare in questo dialogo formale ma privo di alcun contenuto sostanziale.  D’altronde le nostre ragioni sono sacrosante anche perché, come ben saprà, le piccole imprese sono sacrosante anche perché, come ben saprà, le piccole imprese sono il cuore nevralgico della regione, le uniche che continuano a produrre reddito ed occupazione”. Entrando nel merito, Spina sostiene che il testo varato dalla II Commissione permette l’apertura indiscriminata alle grandi superfici di vendita per  tutto l’anno, domeniche e festività incluse. Permette l’apertura di nuove superfici di vendita senza alcun filtro. Non dà alcun ruolo alle parti sociali, non sostiene i loro centri di assistenza tecnica ed elimina praticamente qualsiasi funzione dell’osservatorio regionale per il commercio. Inoltre tutto è rimesso alla discrezione dei singoli amministratori comunali, soggetti molto più deboli rispetto al governo regionale ed influenzabili dalle sollecitazioni che muovono la distribuzione organizzata in Italia. “Noi avevamo proposto, e avevamo trovato anche importanti punti d’intesa con l’Assessore al ramo, con cui abbiamo avuto sempre un proficuo rapporto, Franco Giorgio Marinelli ben altro – prosegue Spina -  al massimo 32 festività di apertura l’anno (25 omogenee sulle macroaree e 7 delegate agli amministratori comunali); meccanismi di diversificazione delle aperture sulle tre macroaree regionali sempre nel suddetto tetto, visto che l’esperienza delle aperture generalizzate è ormai messa in dubbio da regioni all’avanguardia nel comparto commerciale, ultimo in ordine di tempo la regione Piemonte governata dalla lega; un ruolo forte e autorevole dell’Osservatorio, soprattutto sotto il profilo tecnico; il supporto alle piccole imprese del commercio, favorendone l’aggregazione e il sostegno per il tramite dei centri di assistenza tecnica; il blocco all’arrivo di nuove superfici di vendita. Di tutto questo nel testo che arriva in consiglio regionale non c’è più traccia – afferma il presidente della Confcommercio – Per cui siamo costretti a spiegare ed evidenziare le nostre perplessità e i nostri dubbi”. Secondo Spina sono prevalsi interessi particolari, e miopi, dei singoli amministratori comunali e regionali che con la promessa di qualche posto di lavoro o timorosi per una paventata riduzione di posti (che molto spesso sono fittizi e caratterizzati da turnover esasperati) hanno alzato bandiera bianca alle  pressioni della grande distribuzione. “Come ben saprà – scrive ancora Spina rivolgendosi a Iorio – alcune realtà della Grande Distribuzione nel Molise hanno usufruito e continuano ad usufruire di interventi agevolativi spesati anche con le addizionali regionali sopportate dai cittadini molisani, commercianti compresi. E si tratta di interventi per posti di lavoro sovente precari e malretribuiti, illusioni che spesso si tramutano in casse integrazioni, mobilità, agevolazioni per la riassunzione misure costosissime  pagate con il bilancio regionale. E’giusto che i commercianti, le loro famiglie e tutti i molisani vengano a conoscenza  di chi in Consiglio Regionale andrà a votare il disegno di legge così predisposto dalla seconda commissione in quanto vengono messi in pericolo centinaia di posti di lavoro, quelli delle piccole e medie imprese del terziario molisano per ritorni di totale miopia politica. La nostra è un’organizzazione seria e responsabile – si legge nella lettera -con una voce ascoltata e influente nelle sedi nazionali, come è stato dimostrato dalla recente visita nel Molise del Presidente Nazionale Carlo Sangalli insieme allo stato maggiore di Confcommercio, composto da Borghi, vicepresidente delegato Bort, vicepresidente e amministratore, Zini vicepresidente Fipe e Galimberti presidente dei giovani imprenditori. Siamo un’organizzazione che vola alto e non punta ai piccoli compromessi per tirare a campare”. Dunque, Spina ribadisce che la legge è lontana anni luce dal modo di essere della Confcommercio e chiede a Iorio di comprendere la gravità di quanto potrebbe accadere, “di intervenire per evitare un ulteriore trauma al tessuto produttivo locale – conclude Spina – nonché tutte le conseguenti ed inevitabili azioni di tutela che saremmo costretti a mettere in atto”.

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