Commercioattivo vuole un piano per regolare il settore
L’Associazione si appella alla Regione giudicando insufficiente la nuova legge. “Liberalizzare, senza riorganizzare è diabolico”
“Si riesamini la nuova proposta di legge sul commercio che appare già insufficiente e superata e si adotti un vero piano commerciale per la Regione Molise”. Questo è ciò che chiede l’Associazione Commercioattivo di Campobasso sulla nuova normativa che dovrà essere approvata dal Consiglio regionale. A dire dell’Associazione in questo particolare momento la Regione non garantisce migliori condizioni di welfare e quindi nel Molise ci sarà meno garanzie di assistenza sociale, meno scuole, minor diritto alla salute. “L’enorme presenza femminile nel mondo del commercio avrà sempre minori possibilità di soddisfare le normali azioni di tutela e di cura delle proprie famiglie e dei propri figli – afferma Commercioattivo in un comunicato – Le donne saranno quindi le prime a pagare con la rinuncia alla propria autonomia se la liberalizzazione delle aperture festive andrà avanti come disposto dalla proposta di modifica della legge 33/99. Se poi salvare il piccolo commercio vuole dire aprire le porte dei negozi per 32 giornate festive all’anno che equivalgono ad 8 mesi di aperture ininterrotte delle attività commerciali, significherà non rispettare neppure il più piccolo barlume di una “par condicio” tra piccoli esercenti e grande distribuzione. Ci rendiamo conto della responsabilità di conservare i posti di lavoro impegnati in tali strutture – prosegue l’Associazione – ma è immorale da parte del Governo Regionale, alla luce dei fatti, girare la faccia a chi, in questa regione e per questa regione, lavora e paga le tasse”. Commercioattivo sostiene che altre autorizzazioni di grandi superfici di vendita sono in programma ed altre serrande di abbasseranno svuotando Campobasso. “L’Osservatorio economico è stato e resterà come prima una semplice farsa – sottolinea l’’Associazione – Durante questi due anni di concertazione, nonostante i pareri discordi, non è mai stato aperto, dalla commissione preposta, un ampio dibattito pubblico sulle reali necessità della categoria, al fine di concertare modi innovativi per cercare di superare il naturale svantaggio di chi lavora in semplice autonomia, incoraggiando uno sviluppo integrale del territorio. Né mai risposta ci è giunta sul progetto dei “distretti urbani” da noi presentato in occasione degli Stati Generali”. Secondo Commercioattivo liberalizzare, senza riorganizzare un piano commerciale serio, è diabolico.” La più grande difficoltà del Molise consiste nella mancanza di vie di comunicazione adeguate ed un sistema di trasporti assai problematico – sottolinea ancora l’Associazione - Dal Governo Regionale, ci aspettiamo impegno e confronto serio con i cittadini proprio mentre il diritto al lavoro ed alla salute si abbassano a livelli non più sostenibili. Non sarà facile per molti di noi conservare dignità ed autonomia”. Pertanto Commercioattivo chiede “responsabilità assoluta e passione civile per una Regione che rischia di annettersi ad altri territori piombando inesorabilmente nell’anonimato e nella marginalità”. Infine l’Associazione si appella anche ai singoli cittadini “che pur nel più piccolo comune di questa regione – conclude la nota – meritano di esistere con pari dignità”.

















