Ecomafia, l’Adc chiede una commissione d’inchiesta
Pietracupa, Chierchia e Tamburro: “Accertare le infiltrazioni della Camorra”. Mozione di Petraroia su Montagano
Il Consiglio regionale nella seduta di oggi (26 ottobre 2010) era chiamato a discutere la mozione presentata dal Consigliere regionale del Pd, Michele Petraroia, riferita alla revoca dell’autorizzazione per l’impianto di stoccaggio per rifiuti speciali, tossici e pericolosi, di Montagano. Tema di estrema importanza, considerate le preoccupanti notizie relative alle infiltrazioni della Camorra che punta a smaltire rifiuti pericolosi nel Molise. “Le vicende di queste ore con l’avvelenamento delle acque del Biferno che hanno determinato un’anomale moria di pesci nell’invaso del Liscione si sommano al fenomeno non debellato delle alghe rosse nella diga di Occhito che potrebbe essere alimentato da percolato da discarica che finisce nel fiume Fortore in area campana – afferma Petraroia - A ciò si aggiunge la scelta inaudita del Consorzio Industriale di Termoli di smaltire reflui da percolato provenienti da diverse regioni italiane, snaturando la funzione di un Ente chiamato ad attrarre imprese e non immondizia. Le recenti denunce apparse su quotidiani nazionali circa l’interesse dei Clan della Camorra a smaltire rifiuti tossici in Molise deve indurre tutte le forze politiche, sociali e culturali regionali, a reagire con fermezza prima che sia troppo tardi – prosegue il Consigliere – Va respinta la logica che la crisi finanziaria dei piccoli comuni o di Enti e Consorzi Pubblici, possa essere risolta accettando lo scambio tra installazioni impattanti, devastazioni ambientali, rischi per la salute dei cittadini e ristori o indennizzi monetari”. Petraroia chiede la Regione dia il via all’istruttoria per un Piano aggiornato dei Rifiuti che contrasti gli interessi speculativi delle imprese del settore che mirano a richiamare dall’esterno più reflui possibili per una mera logica di profitto. “I rifiuti vanno trattati nella regione dove si producono – afferma ancora il Consigliere del Pd – ed il Molise non è la pattumiera dove realizzare inceneritori, centrali a biomasse, termovalorizzatori, discariche, impianti di trattazione e stoccaggio per percolato, reflui tossici e sostanze pericolose. Bisogna alzare i livelli di guardia – conclude Petraroia – altrimenti nel volgere di pochi anni rischiamo di trasformarci in un feudo amministrato dal Clan dei Casalesi”.
L’Adc chiede una Commissione d’inchiesta
I Consiglieri regionale dell’Adc, Mario Pietracupa, Riccardo Tamburro e Gennaro Chierchia hanno presentato un ordine del giorno in Consiglio Regionale, chiedendo l’istituzione di un’apposita commissione d’inchiesta paritetica tra maggioranza ed opposizione, con il compito di accertare la fondatezza delle notizie di stampa circolate in questi giorni relative alle infiltrazioni della Camorra nel territorio molisano e di verificare il corretto utilizzo delle discariche e degli impianti esistenti nei consorzi industriali. L’Adc chiede che la Commissione si avvalga di mezzi e risorse umane della Regione e. al termine dell’inchiesta, riferisca i risultati in Consiglio Regionale. “Non possiamo fare a meno di esprimere forte preoccupazione e sconcerto per la notizia, che in questi giorni ha assunto vasta eco anche sulla stampa nazionale, di possibili smaltimenti o sversamenti di rifiuti tossici e nocivi sul territorio molisano, nell’ambito di un piano studiato da organizzazioni criminali provenienti da altre regioni – affermano in una nota i tre consiglieri dell’Adc – La pubblicazione di articoli su viaggi notturni per smaltire veleni in discariche in provincia di Campobasso ed Isernia, suona come colpo mortale verso la popolazione molisana, da sempre fiera nella difesa dell’ambiente, da tutti considerato salubre. Non possiamo accettare l’idea che la salute nostra e dei nostri figli venga compromessa da gente senza scrupoli al soldo di delinquenti – prosegue la nota - il Molise non può diventare la discarica di riferimento di territori limitrofi, che, come dimostrano le cronache di questi giorni, vivono momenti drammatici proprio a causa della incontrollata produzione e smaltimento di rifiuti pericolosi. Negli articoli di stampa si parla proprio di questo e della possibilità che rifiuti nocivi in eccesso in queste regioni vengano, o addirittura siano già stati smaltiti in Molise. Sarebbe, ovviamente, gravissimo, constatare ciò; ma sarebbe addirittura colpevole non far niente per modificare la situazione. vCome amministratori del Molise non possiamo sottovalutare il grido d’allarme lanciato dalla stampa nazionale e locale – dichiarano Pietracupa, Tamburro e Chierchia – e dobbiamo sentire l’obbligo di sensibilizzare le istituzioni a mettere in atto ogni forma di prevenzione e controllo sul territorio, per scongiurare il rischio di avvelenamento delle falde acquifere molisane, con le gravi conseguenze sulla salute dei cittadini che è facile immaginare. Come Regione Molise – concludo i tre Consiglieri dell’Adc – dovremo essere pronti ad agire in sinergia con i soggetti istituzionali deputati a prendere tutte le decisioni utili a scongiurare il verificarsi di questi gravi atti delinquenziali”.

















