Sulmona-Carpinone, interrogazione di Anita Di Giuseppe
La parlamentare dell’IdV sollecita l’intervento del Ministro dei trasporti su Trenitalia per ripristinare la tratta ferroviaria
Con una interrogazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, l’onorevole Anita Di Giuseppe (IdV) chiede quali iniziative, per quanto di competenza, si intendono adottare nei confronti di Trenitalia affinché sia ripristinata la piena funzionalità della tratta ferroviaria Castel di Sangro-Carpinone. Di Giuseppe in premessa ripercorre la storia della tratta ferrovia, dall’approvazione del progetto, il 13 giugno 1885, fino alle ultime vicende collegate alla ventilata soppressione. “Dopo il Brennero, la cui stazione è posta ad una altitudine di 1.370 metri, è la linea ferroviaria più alta d’Italia – sottolinea il deputato dell’IdV - Il suo percorso è di una peculiarità unica. La tratta, giunta a Carpinone, consente di proseguire verso ovest (Isernia-Caianello-Roma-Napoli) oppure verso Est (Bosco Redole-Campobasso-Benevento). Sopravvissuta alle distruzioni della guerra, la linea ferroviaria sopravvive anche alla politica dei tagli dei «rami secchi» ed oggi deve vedersela con la politica del risparmio intrapresa dalle Ferrovie dello Stato. A partire dagli anni novanta, vengono chiuse le biglietterie, varie stazioni vengono declassate a semplici fermate e di fatto abbandonate a se stesse”. Di Giuseppe ricorda che Trenitalia giustifica i tagli adducendo le disposizioni della contestatissima legge finanziaria per il 2010, “ma in realtà la causa sembra essere legata alla carenza di materiale (carrozze o automotrici) – afferma ancora il deputato - i treni sottratti alla tratta chiusa sarebbero stati dirottati su altre linee commercialmente più redditizie per Trenitalia o verso altre regioni più vigili rispetto alle inadempienze contrattuali della società Trenitalia”. Detto ciò l’onorevole Di Giuseppe ricorda anche che la linea ha assunto una valenza turistica-ambientale che va oltre il normale servizio ferroviario. “L’obiettivo deve essere quello di renderla un mezzo inconsueto per gli amanti della natura e per gli appassionati del turismo ferroviario – prosegue il deputato – Un viaggio lungo la tratta ferroviaria soppressa deve significare regalarsi un viaggio indimenticabile su una linea di bellezza impareggiabile. La linea ferroviaria è una vera e propria opera di ingegneria del paesaggio e regala al viaggiatore scorci mozzafiato, paesaggi in controluce, boschi, faggete, abetaie che si possono ammirare dal treno che si arrampica sulle montagne per poi scendere nelle vallate”. Di Giuseppe sostiene anche che la carenza di fondi non deve continuare a colpire sempre le aree più deboli perché questa politica dei tagli continua ad impoverire un tessuto socio economico già debole per innumerevoli e contingenti motivi. “Tutto il territorio dell’altissimo Molise e dell’area abruzzese interessata dalla tratta ferroviaria – afferma Di Giuseppe – vedono nel percorso soppresso una ulteriore penalizzazione di aree interne e svantaggiate alle quali, invece, deve essere data una possibilità di sopravvivenza, anche attraverso il potenziamento dell’offerta turistica. La ferrovia, per la sua peculiarità, può e deve divenire uno strumento di richiamo per i visitatori che, lungo un percorso che può svilupparsi anche per diversi giorni, possono visitare località in cui continuano a vivere tradizioni e storie a molti sconosciute. Per questo va potenziata attraverso un programma di rivitalizzazione e di promozione – conclude Di Giuseppe - per questo se ben utilizzata, non potrà che apportare benefici a territori che hanno bisogno di infrastrutture funzionanti e non possono più tollerare tagli che giungono da ogni parte e provocano uno spaventoso depauperamento del territorio ed una emigrazione continua”.

















