Confersecenti: “La legge sul commercio affonda le piccole imprese”
Prosegue la rivolta delle associazioni molisane di categoria. Anche D’Agostino invita la Regione a rivedere la normativa
La Confesercenti invita la Regione Molise a valutare bene gli effetti della nuova legge sul commercio, così come varata dalla Commissione De Matteis. “La nuova legge regionale sul Commercio è modulata su un testo varato in Commissione che ignora un lunghissimo lavoro di concertazione a cui avevamo preso parte con forte convinzione, e consegna il commercio regionale ad una liberalizzazione indiscriminata e non regolata – afferma il direttore regionale di Confesercenti, Graziano D’Agostino - La legge, così come proposta, è un regalo alla grande distribuzione, ai centri commerciali che fanno capo a società a carattere nazionale, ma è una pietra tombale per le piccole imprese mercantili, che hanno tutto il diritto di sopravvivere”. D’Agostino invita la Regione “a valutare bene i nefasti effetti che deriverebbero dal testo licenziato in Commissione, perché la legge proposta porrebbe la Confesercenti davanti ad una decisione non condivisa, in quanto l’Organizzazione ha partecipato in modo costruttivo e collaborativo a tutte le fasi di concertazione regionale con proposte serie, come quella di lasciare ai sindaci la libertà di decidere solo su poche aperture domenicali e non indiscriminatamente per tutto l’anno. Invece, i reali interessi delle piccole imprese vengono violati e calpestati, andando anche contro quelli degli stessi consumatori.” Secondo Confesercenti, che rappresenta centinaia di imprese molisane, il testo varato dalla II Commissione presieduta da Rosario De Matteis permette l’apertura indiscriminata nei centri commerciali per tutto l’anno, domeniche e festività incluse e l’apertura di nuove grandi superfici di vendita, senza alcun filtro preventivo. “Così mettendo a repentaglio la vita di migliaia di famiglie – afferma D’Agostino - Ricordiamo che alcune società della grande distribuzione continuano ad usufruire di interventi agevolati grazie alle addizionali regionali pagate dalle tasche dei cittadini molisani, per posti di lavoro spesso molto precari che poi si tramutano in cassa integrazione e mobilità. Mentre saltano centinaia di posti di lavoro delle piccole e medie imprese del terziario molisano, ormai senza più futuro – prosegue il direttore della Confesercenti – Vengono anche escluse dalla concertazione futura le parti sociali, né si sostengono i centri di assistenza tecnica. Inoltre, fatto gravissimo, cade praticamente ogni reale funzione dell’ Osservatorio regionale per il commercio perché – conclude D’Agostino – ogni decisione ricadrà sotto il dominio degli amministratori comunali, che notoriamente sono molto influenzabili dalle sollecitazioni della grande distribuzione”.

















