D’Alete: “Si al taglio dei consiglieri regionali”
Il capogruppo del Pd sostiene che il centrosinistra è pronto a votare l’emendamento allo Statuto. “Ma che non sia una trappola”
Altra seduta a vuota del Consiglio regionale che dopo una serie di sospensioni è stato rinviato. Intanto il capogruppo del Pd, Pardo Antonio D’Alete, incalza maggioranza e giunta Iorio sullo stato la cui approvazione è giunta nella fase più delicata di seconda lettura. Secondo D’Alete solo a parole il nuovo Statuto della Regione è una priorità del Governo di centrodestra. Il capogruppo del Pd sottolinea il rischio di un fallimento in seguito alla presentazione di ulteriori emendamenti al testo. “Sarebbe infatti questa la causa alla base delle intense fibrillazioni interne alla maggioranza di centrodestra – prosegue il capogruppo - sintomatiche di un rapporto con l’esecutivo oramai deteriorato del tutto, che anche questa mattina hanno inchiodato al palo l’intero Consiglio regionale, non consentendo neppure l’avvio dei lavori”. Sempre a di D’Alete le ulteriori modifiche al testo richieste da Iorio riporterebbero indietro l’intero iter e, vista la scadenza elettorale oramai prossima, di fatto sancirebbero l’impossibilità materiale di approvarlo in via definitiva. “Una libera iniziativa questa che Iorio non ha neppure condiviso con i propri consiglieri di maggioranza e che contraddice il voto unanime del Consiglio regionale raggiunto in prima lettura il 19 luglio scorso – afferma D’Alete – Di certo però c’è che se gli emendamenti proposti dal capo dell’esecutivo dovessero andare incontro ad una più incisiva riduzione del numero dei consiglieri regionali, con la conseguente riduzione dei costi del Consiglio, così come più volte proposto anche dal centrosinistra (in ultimo con una serie di emendamenti durante la prima lettura del testo), l’intera opposizione non avrebbe difficoltà a sostenerli e votarli. A patto però – precisa il capogruppo del Pd – che l’intero Consiglio sia disponibile a programmare un vero e proprio tour de force per consentire la definitiva approvazione del testo entro la legislatura in corso. Scongiurando in questa maniera che la nuova iniziativa del Presidente diventi solo un modo per allungare ulteriormente i tempi – conclude D’Alete – con l’unico scopo di non giungere mai al voto finale”.

















