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Sorbo: “L’Ospedale di Venafro ha i giorni contati”

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Il capogruppo di Città Nuova: “E’ conseguenza della disastrosa gestione della sanità molisana da parte del presidente della Regione”

Riceviamo e pubblichiamo

La vicenda del ridimensionamento e della conseguente chiusura dell’ospedale di Venafro si sta trasformando in queste ore in una ridicola farsa. Ormai è chiaro a tutti che il “Ss. Rosario”, come gli ospedali di Agnone e Larino, ha i giorni, anzi le ore contate. Il maldestro tentativo dei vertici della Asrem e del commissario Iorio, attraverso atti contraddittori e confusi, di far credere che l’ingloriosa fine del nosocomio venafrano sia stata scongiurata è l’ennesima dimostrazione di quanto sia scarsa la considerazione che essi hanno dell’intelligenza del popolo venafrano. E’ grave che a tale sceneggiata partecipi anche l’Amministrazione comunale. La condanna a morte del “Ss. Rosario”, come abbiamo denunciato più volte in questi anni, è stata firmata da tempo. Essa è conseguenza della disastrosa gestione della sanità molisana da parte del presidente della Regione. L’ospedale di Venafro ormai da mesi sta vivendo una lenta agonia ed è triste aggirarsi, come abbiamo fatto noi in questi giorni, per i corridoi ormai vuoti dell’imponente struttura che lo ospita. E’ ormai chiaro che in questi mesi i venafrani sono stati presi in giro con promesse ed impegni che non sono stati mantenuti. Che fine hanno fatto i 4 posti letto di chirurgia che dovevano rimanere a Venafro? Spariti nel nulla nel momento in cui il primario di Chirurgia di Venafro è diventato primario del reparto di Isernia dove ha portato con sé infermieri e personale. Come per incanto, spariti i 4 posti di chirurgia di Venafro, sono stati attivati, nonostante la mancanza di personale infermieristico, 4 posti di chirurgia vascolare ad Isernia dove opera il figlio del presidente Iorio. Perché su questa questione tace l’assessore regionale Filoteo Di Sandro, che pure aveva dichiarato in occasione dell’assemblea pubblica tenuta al Quadrifoglio di volersi battere fino in fondo contro il ridimensionamento del “Ss. Rosario”? Forse perché il primario in questione è suo fratello? Dov’è il nuovo personale che doveva essere assunto al “Ss. Rosario” entro la fine di ottobre secondo gli impegni presi in Consiglio comunale qualche settimana fa da Percopo e compagnia? Che fine ha fatto la battaglia per la difesa del Pronto Soccorso che doveva rimanere funzionante con tutti i servizi 24 ore su 24? Addirittura c’è stato chi ha dichiarato che se il Pronto Soccorso fosse stato ridimensionato avrebbe abbandonato la maggioranza che governa il Comune di Venafro. Vorremmo informare costoro, che continuano a rimanere incollati alle loro poltrone, che da tempo il Pronto Soccorso di fatto non esiste più, è diventato un punto di primo soccorso che ormai può fare ben poco soprattutto nella gestione dei casi gravi e che spesso si limita a smistare i pazienti verso altri ospedali. Non parliamo poi delle promesse fatte due anni fa dall’attuale sindaco, dai candidati della sua lista e dai loro sponsor dell’epoca, Scarabeo e Ottaviano, che annunciavano per l’ospedale di Venafro l’apertura di nuovi reparti (Urologia, Ostetricia e Ginecologia) e addirittura l’atterraggio dell’Università. Penso che sia arrivata l’ora di porre fine ad uno spettacolo indecente messo in scena sulla pelle della povera gente che sul nostro territorio non vede più garantito il suo sacrosanto diritto alla salute. E’ arrivato il momento di smetterla con le bugie con le quali qualcuno, tra gli esponenti dell’attuale maggioranza al Comune, cerca ancora, nonostante l’evidenza dei fatti, di ingannare i cittadini. Nelle prossime ore partirà l’inesorabile svuotamento del “Ss. Rosario” e la sua trasformazione da ospedale a Rsa: diventerà una casa di riposo per anziani. Anche il promesso “polo ortopedico” è destinato a trasferirsi ad Isernia. Di fronte a questo disastro, che avrà conseguenze devastanti sull’intero tessuto socio-economico del nostro territorio, l’unico atto di dignità e di rispetto verso i cittadini e verso la propria Città è quello delle dimissioni. Noi, per quanto ci riguarda, riteniamo che l’unico vero ringraziamento debba andare al comitato “Pro Ss. Rosario” che si è battuto e si batte ancora in una battaglia che appare, giorno dopo giorno, sempre più disperata. 

Antonio Sorbo – Capogruppo di “Città Nuova”

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