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Consiglio di Stato, via libera all’eolico

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Accolto il ricorso della Essebiesse Power s.r.l. per la Valle del Tammaro e Altilia. I commenti


Quello che molti temevano si è verificato. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Essebiesse Power s.r.l. contro il Ministero dei Beni Culturali e quindi ha dato il via libera all’installazione di 16 torri eoliche nella Valle del Tammaro, nel territorio dei comuni di Cercepiccola  e San Giuliano del Sannio e a ridosso dell’area archeologica di Saepinum – Altilia. Non è stata sufficiente la mobilitazione della rete costituita da 95 organizzazioni, tra associazioni e comitati ambientaliste e culturali, comitati di cittadini, organizzazioni professionali e sindacali. Un vasto movimento che si è opposto all’uso selvaggio dell’eolico, soprattutto in prossimità dei siti archeologici, come Altilia. A nulla è servito l’appello dei Molisani che vivono in altri Paesi e città italiane e del mondo. Quello che si prevedeva è puntualmente e accaduto e ora si moltiplicano gli appelli e i commenti.

Michele Petraroia (Pd) chiede al Governo un atto straordinario per  stoppare  l’installazione di torri eoliche

Il Consigliere regionale del Pd, Michele Petraroia ha scritto una lettera inviandola al Presidente del Consiglio dei Ministri, Berlusconi, ai Ministri Bondi e Alfano, al Presidente della Giunta Regionale Miuchele Iorio e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Campobasso. Ecco il testo:  Dopo la sentenza resa pubblica oggi, le ruspe potranno avviare i lavori e nel giro di qualche mese, una delle Valli Italiane più suggestive e interessanti in termini paesaggistici, storici e archeologici, sarà irreversibilmente stravolta. Prima che ciò accada, e viste le migliaia di firme già raccolte e depositate alla Presidenza del Consiglio Regionale per salvaguardare le aree di pregio del Molise, mi appello al Governo Nazionale perché verifichi con somma urgenza la possibilità di adottare un atto straordinario simile a quello assunto recentemente dal Consiglio dei Ministri che ha stoppato l’installazione di torri eoliche in Valtellina al confine tra le province di Sondrio e di Bergamo. Mi auguro che la sensibilità mostrata dal Ministro dei Beni Culturali che ha prontamente accolto la sollecitazione di Matteo Orfini e del Vice-Presidente della Commissione Cultura del Senato, Vincenzo Vita, di attivazione di un confronto teso a salvaguardare il parco archeologico di Saepinum – Altilia, possa tradursi in un dispositivo istituzionale urgente che vada incontro alle aspettative dell’intero Consiglio Regionale del Molise che all’unanimità si è pronunciato in tal senso con Delibera n. 314/2007. Mi appello al Presidente della Giunta Regionale perché venga tempestivamente recepita e approvata la proposta di moratoria presentata dalla Rete delle 95 associazioni contro l’eolico selvaggio e corredata di 2.500 firme. Occorre una volontà unanime di tutti gli schieramenti che offra un iter legislativo urgente alla moratoria e la trasformi in norma vincolante attuativa. Sono convinto che gli appelli al Presidente del Consiglio dei Ministri, Parlamentare eletto nella Circoscrizione Elettorale della Regione Molise, e al Presidente della Giunta Regionale, sono appelli dettati più dalla volontà che dalla ragione, ma ciò non preclude il diritto di tali Autorità Adite di intraprendere con somma urgenza ogni iniziativa a tutela di millenni di storia a rischio, di una comunità locale che vuole difendere la propria identità culturale e di una regione che già produce energia per 4 volte il proprio fabbisogno, e che è tra le più avanzate del mondo per produzioni di energia da fonti rinnovabili con una percentuale pari al 110% sul proprio fabbisogno tra cui si segnala il 72% da energia eolica”.

Massimo Romano (CD): “Sentenza che mi lascia perplesso. La Regione deve uscire dall’equivoco ed assumere una posizione chiara”

“La sentenza del Consiglio di Stato mi lascia estremamente perplesso, sia per alcuni profili processuali che bisognerà chiarire in tutte le sedi e rispetto ai quali preferisco non anticipare nulla, sia per  la conseguenza giuridica del venir meno dell’efficacia dei vincoli apposti per ragioni di natura storico artistica, ambientale ed archeologica”. Questo il commento del Consigliere regionale di Costruire Democrazia, Massimo Romano il quale in una nota inviata alla stampa aggiunge: “La Regione  deve uscire dall’equivoco e chiarire una volta per tutte, senza mezze parole e senza sotterfugi, la propria posizione sull’ipotesi che la palificazione eolica pregiudichi irrimediabilmente aree di elevatissimo pregio storico archeologico come Altilia e Pietrabbondante”.

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  1. La sentenza mi pare sia del giugno scorso e già se ne era parlato nei siti giuridici diverso tempo fa.
    La questione è che nel 2007 la Regione Molise ha autorizzato l’impianto, facendo ANCHE valutazioni di tipo paesaggistico.
    Non sono i cittadini a dovere fermare gli impianti ma una seria programmazione energetica regionale che evidentemente in Molise non si ha intenzione di fare.
    Ricordo che il decreto sul burden sharing, di prossima pubblicazione, imporrà anche al Molise di contribuire a raggiungere la quota del 17% di energia da fonti rinnovabili, obbligo cui la Regione non si può sottrarre.
    La questione giuridica nel merito è che se un impianto è stato autorizzato, se sono state fatte le valutazioni paesaggistiche e solo dopo sopraggiunge un vincolo, l’affidamento del privato alla realizzazione dell’impianto non può essere violato.
    Ricordo poi che la Regione Molise, in modo che sapeva sicuramente illegittimo, nel 2008 fece una legge per vietare l’eolico off-shore, cosa vietata. E infatti la legge fu bocciata dalla Corte Costituzionale.
    Ricordo anche che emanare delle “moratorie” va contro la direttiva europea sulle rinnovabili, contro la Costituzione, il protocollo di Kyoto e le leggi nazionali in materia di energia.
    Lo ha ribadito mille volte la Corte Costituzionale.
    Gli impianti eolici non sono più brutti dei pali dell’alta tensione, contro i quali non vedo nessuna manifestazione di protesta. Forse perché ci siamo abituati alla loro presenza…
    I politici molisani, anziché chiedere al governo atti illegittimi per bloccare una iniziativa privata, farebbero meglio a sedersi sulla sedia e lavorare a un Piano energetico regionale in cui, in armonia con le linee guida nazionali (che valgono anche per il Molise!) si delineino le norme sull’inserimento degli impianti eolici nel paesaggio.

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