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Eolico, la T.R.E abbandona il campo

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Eolico, la T.R.E abbandona il campo

L’impresa si tira indietro e il Parco di Jelsi non si farà più. Soddisfatto il sindaco Ferocino: “Abbiamo vinto”

La T.R.E. spa non è più interessata alla realizzazione del parco eolico nel territorio di Jelsi. La decisione, comunicata ufficialmente all’amministrazione comunale, è stata accolta con grande soddisfazione dal Sindaco Ferocino che insieme ai cittadini si è opposto con determinazione all’iniziativa dell’impresa, ricorrendo al Tar.

La storia del parco eolico di Jelsi

Nel Dicembre del 2008 il consiglio comunale di Jelsi si riunì in una seduta pubblica aperta agli interventi dei cittadini e delle associazioni per dibattere il tema dell’eolico sul territorio comunale. In particolare si discusse del progetto di parco eolico presentato nel Novembre dello stesso anno dalla ditta T.R.E. s.p.a . L’impresa intendeva realizzare un parco eolico costituito da 17 aerogeneratori, di cui 9 ai confini del territorio con Toro (contrada Fontana Granata-Pontefedere) e 8 a confine col territorio di Riccia (in contrada Parruccia, in un luogo diverso da quello poi individuato da un protocollo di intesa sottoscritto dai Comuni di Jelsi, Riccia e Pietracatella quale sito potenzialmente idoneo).
Il privato aveva agito autonomamente, senza cercare alcun contatto con l’amministrazione comunale ed i cittadini per discutere di ogni aspetto della questione. Aveva anche impugnato davanti al TAR ogni atto, anche di carattere semplicemente “politico”, adottato dal comune sul tema dell’eolico. In quell’occasione il consiglio comunale di Jelsi, nonché i cittadini e le associazioni presenti (tra cui la locale pro loco), ribadirono all’unisono ed all’unanimità la contrarietà al progetto della ditta T.R.E. Non si volevano pali eolici inseriti nel territorio senza la condivisione della popolazione e delle istituzioni locali.  Per ribadire che tale contrarietà era verso un “eolico selvaggio” e non partecipato dal coinvolgimento   popolare e dalle decisioni degli organi comunali l’assemblea costituita da cittadini, amministratori e associazioni decise di concordare un percorso congiunto con il comune di Pietracatella, a cui poi si è aggiunse Riccia, localizzando la zona di Monte Verdone (a confine tra questi ultimi tre comuni) come quella destinata al parco, poiché ritenuta più idonea all’iniziativa imprenditoriale. Sulla scorta di tali atti la gente di Jelsi ed i suoi rappresentanti istituzionali resistettero in giudizio, con l’assistenza dell’avvocato Giuliano Di Pardo, opponendosi al ricorso al TAR Molise della ditta T.R.E.  Tuttavia alla vigilia della discussione finale dinanzi ai giudici amministrativi la T.R.E. ha comunicato di non essere più interessata a realizzare il parco sostenendo che si tratterebbe di una iniziativa non produttiva poiché nella zona non tira un vento tale da rendere utile l’insediamento.

 sindacojelsi_i.jpg  (Il sindaco di Jelsi Mario Ferocino)

Il sindaco di Jelsi, Mario Ferocino: “Abbiamo vinto”

La decisione dell’impresa di abbandonare il progetto è stata commentata con soddisfazione dal sindaco di Jelsi, Mario Ferocino. “E’ la vittoria di una comunità intera che ha trovato la forza di unirsi sia nella società civile che nelle sue istituzioni per difendere gli interessi collettivi contro quelli privatistici –afferma Mario Ferocino -  L’unanimità delle decisioni prese dal consiglio comunale nel Dicembre 2008 ed i percorsi successivamente aperti con i comuni di Riccia e Pietracatella, nonostante una alternante  produzione normativa nazionale e regionale, ci inducono a proseguire nella ricerca di soluzioni concertate con la popolazione ed i comuni limitrofi verso l’attivazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto fotovoltaica. Fra poco la Giunta comunale prenderà iniziative in merito – prosegue il sindaco -  Intanto mi preme ringraziare tutti coloro, in primis l’intero consiglio comunale, che, uniti, hanno voluto partecipare e vincere questa battaglia. Così come voglio anche evidenziare che la volontà unanime della collettività jelsese di non voler un campo eolico a confine con Toro andrebbe rispettata anche dal quest’ultimo comune, che nonostante tutte le sollecitazioni, anche formali,ricevute, ad oggi non ha mai inteso aprire un dialogo con Jelsi. Non parlare, neanche tra istituzioni,  non aiuta a trovare soluzioni il più possibile condivise. D’altro canto se, come dice la ditta T.R.E. s.p.a., il vento non soffia in maniera adeguata sul crinale di Jelsi a confine con Toro – conclude il sindaco -  perché mai dovrebbe soffiare qualche centinaio di metri più in basso, sul territorio di Toro ?”

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