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Il Pdci: “Da Romano parole arroganti e offensive”

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Impazza la polemica nel centrosinistra per la scelta del candidato alla provincia di Campobasso. La replica: “Non sono io il presuntuoso”

“Le parole di Massimo Romano contro il tavolo dei partiti che sta cercando di ricomporre un quadro di centrosinistra in Molise offendono chi sta compiendo uno sforzo di dialogo e di ricomposizione e peccano di presunzione”.  Così la segreteria regionale del Pdci, attraverso una nota inviata alla stampa, replica alle dure affermazioni del presidente di Costruire Democrazia, che ha sonoramente bocciato la candidatura di Pierpaolo Nagni alla presidenza della Provincia di Campobasso, ed ha criticato il tavolo politico del centrosinistra, lamentando anche di non essere stato invitato a partecipare. “I tanto vituperati partiti politici vengono troppo spesso usati come tram da cui salire e scendere a piacimento a secondo delle convenienze del momento – prosegue la nota del Pdci -  Lo stesso Massimo Romano, nonostante la giovane età, ha già collezionato una discreta esperienza e probabilmente presto deciderà di aderire, legittimamente, a qualche formazione di rilievo nazionale – prosegue la segreteria del Pdci, riferendosi alle indiscrezioni giornalistiche che danno Romano in procinto di aderire all’Adp di Rutelli -  Questo non lo autorizza  ad insultare coloro con cui, a parole, vorrebbe fare un percorso unitario. I partiti esistono ed hanno la loro centralità nell’organizzare la rappresentanza (al di là di come si  autodefiniscono)”. In merito al tavolo politico in vista delle prossime scadenze elettorali  la segreteria regionale del Pdci sostiene che vi è la necessità di coinvolgere più forze politiche e sociali nella costruzione delle future alleanze. “Ma per questo serve dialogo, non  arroganza – conclude la nota – Vale per Romano e vale per tutti quelli che si autoproclamano fuori dai partiti perché “eletti dal popolo”.
Ma Romano non arretra: “Non sono io il presuntuoso”
Romano a sua volta replica alla replica sostenendo che con la spartizione di poltrone a tavolino non si va da nessuna parte. “Un centrosinistra che pensa di rilanciarsi tacendo sulle idee, alzando un muro verso la società civile e rinchiudendosi in una stanza chiusa non ha futuro – prosegue il presidente di Costruire Democrazia -  è un modo di fare vecchio, autoreferenziale ed autolesionistico, che può servire al massimo a garantire la sopravvivenza di qualche esponente di partito ma che certamente offre una boccata di ossigeno al centrodestra di Michele Iorio ormai al collasso. Mi piacerebbe che ciascuno dei replicanti, invece di affannarsi a difendere l’indifendibile, dicesse finalmente una parola chiara sulle decine di questioni di pubblico interesse che in questi mesi abbiamo sollevato, talvolta in piena solitudine, e che riguardano i cittadini e non i vertici di partito. L’unica presunzione che vedo – conclude Romano – è quella di una classe dirigente che pur di autorigenerarsi fa finta di non vedere che nella società civile c’è molto di più che all’interno dei partiti”.
 

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