Don Felix celebra Messa a Matrice, Lattanzio tuona
Il Tutore pubblico dei minori: “Ha violato il provvedimento della Santa Sede. Intervenga l’arcivescovo Bregantini”
Riesplode la polemica intorno a don Felix Cini, il sacerdote allontanato, su disposizione della Santa Sede, dalla parrocchia di Cercemaggiore per la vicenda giudiziaria di cui fu protagonista nel 2004, con un patteggiamento dinanzi ai giudici del Tribunale di Grosseto per molestie sessuali su minori. Ora don Felix Cini è tornato a celebrare messa, nonostante il divieto della Santa Sede. Lo ha fatto a Matrice, alla presenza di numerosi fedeli provenienti anche dai centri limitrofi. Iniziativa che ha scatenato la reazione durissima di Nunzia Lattanzio, Tutore pubblico del minori, che già in passato si era battuta per l’allontanamento del sacerdote. “La sfida che lancia nuovamente questo uomo di ‘fede’ al Tribunale Ecclesiale locale, in particolare ai genitori di tanti minori di età che avevano temuto e lottato per la sicurezza dei propri figli deve immediatamente cessare – afferma Lattanzio - Da mesi mi sono state riferite condotte e comportamenti discutibili del sacerdote, ho voluto osservare il silenzio nella speranza che il Tribunale Ecclesiale locale potesse decretare la giusta conclusività”. Il Tutore dei minori parla di una nota che gli è giunta dal Vaticano, a firma del Segretario della Congregatio Pro Doctrina Fidei, l’Arcivescovo Ladaria, il quale affermava che in caso di inosservanza delle misure restrittive fissate dalla Santa Sede avrebbe adottato nei confronti di don Felix Cini ulteriori e più gravi provvedimenti. “Nella stessa nota, al riguardo, la Congregazione, dopo un’attenta valutazione del caso, aveva affidato il prelato alla stretta sorveglianza di Padre Bruno, Ordinario della Comunità de “I Figli dell’Amore Misericordioso” sita q Matrice – afferma Lattanzio - ed aveva fatto divieto al Cini di esercitare pubblicamente il ministero sacerdotale e di intrattenere qualsiasi rapporto con minorenni. Nella giornata di domenica 7, dalle ore 9:00 alle ore 10:00, per la terza volta consecutiva, il prete maltese celebrava la Santa Messa mentre sopraggiungeva, molto probabilmente da Campolieto o da Campobasso (mi riferiscono), un pulmino colmo di bambini e di suore – prosegue il Tutore - Durante la Liturgia Eucaristica, Felix Cini da Presidente dell’Assemblea, con i Sacramenti dell’Ordine, rendeva presente Cristo, Padre della Chiesa, fra i tanti fedeli (uomini, donne e bambini), proclamava il Vangelo e l’Omelia, frazionava il Pane e beveva il Sangue di Cristo. Tutto ciò in grave violazione della legge italiana e delle pene canoniche riconosciutegli. Sin da ora rappresento che continuerò ad esercitare il mio ruolo con la massima fermezza, certa che l’onestà, morale ed intellettuale, e l’impegno incessante nell’adempimento del dovere debbano essere le principali virtù di ogni cittadino, in specie di chi è investito di pubbliche funzioni. Ho operato sino ad oggi con coscienza a tutela dei diritti dei Minori di età della Regione Molise – afferma ancora - Ho chiesto ed ottenuto l’intervento della Santa Sede, ora scelga la Chiesa molisana tra il Bene e il Male. Io ho scelto Dio, attendo fiduciosa la risposta di Monsignor Bregantini e del Tribunale Ecclesiale locale. Il Molise ha bisogno di Pace e di Amore tra gli Uomini e le Istituzioni – conclude Lattanzio – . Saprò attendere, senza abbassare lo stato di vigilanza, nel silenzio cristiano”.

















