Aperture domenicali, tutti contro tutti
Cefalogli: “Solidarietà a Di Bartolomeo”. Confcommercio è preoccupata. Commercio Attivo: ”Vogliamo la riorganizzazione”
“Non è vero che non c’è stata alcuna concertazione perché si sono svolte almeno tre riunioni, convocate dal Comune, per discutere del Natale 2010. A quelle riunioni hanno partecipato tutte le associazioni datoriali del commercio, compresa Confcommercio, si è ampiamente discusso dell’ordinanza sindacale e nessuno ha proposto contrarietà”. Così Giovanni Cefalogli , presidente della Legacoop del Molise, replica alla Confcommercio di Campobasso che, a sua volta, aveva attaccato duramente l’amministrazione comunale di Campobasso per una delibera che sancisce le aperture domenicali dellle strutture commerciali. La Legacoop giudica la posizione di Confcommercio ideologica e orientata “al più becero protezionismo che tanti danni ha fatto fino ad oggi al comune capoluogo”. Secondo il presidente di Legacoop sono false le affermazioni contenute nella nota della Cofcommercio circa le nuove assunzioni nelle grandi strutture commerciali del Capoluogo. “Tali assunzioni non sono state né annunciate nè previste e nemmeno appaiono prevedibili in una realtà (l’unica nella Regione) cha ad oggi ha autorizzato in totale solo 7 aperture domenicali nel 2010 – afferma Cefalogli - È falsa l’affermazione che a Campobasso l’azione delle strutture della grande distribuzione è lasciata al libero mercato. È vero l’opposto: mentre a Termoli e Isernia la grande distribuzione nel 2010 avrà 40-50 aperture festive, a Campobasso ne avrà solo sette, comprese le ultime tre autorizzate dal Sindaco”. Cefalogli parla di “macchina del fango” per distrarre i commercianti e i cittadini da una politica commerciale assolutamente fallimentare. “Con queste premesse non è un caso se il commercio a Campobasso segni punti di sofferenza molto più alti che non nelle altre città della Regione – prosegue il presidente della Legacoop - è evidente che le politiche protezionistiche, quasi da corporazione medievale, allontano i consumatori dalla Città e danneggiano gli stessi commercianti”. Legacoop Molise ribadisce “che occorre uscire dalla trita e fuorviante polemica sulle giornate di apertura domenicale dei centri commerciali per affrontare in modo organico i problemi del commercio”. Secondo Cefalogli “la crisi in atto impone a tutti di abbandonare interessi corporativi per concorrere, congiuntamente e nel rispetto reciproco, allo sviluppo di moderne politiche attive a sostegno dello sviluppo sociale ed economico della collettività”. Infine la Legacoop Molise esprime solidarietà al Sindaco di Campobasso e si dichiara pienamente disponibile a dare il proprio contributo, invitando a mettere in piedi un tavolo di confronto serrato sui temi dello sviluppo commerciale di Campobasso.
Confcommercio: “La grande distribuzione non deve abusare della propria posizione dominante”
Intanto però Di Bartolomeo non digerisce le critiche e annuncia iniziative giudiziarie. A questa scelta l’associazione di categoria replica confermando tutta la sua preoccupazione per ciò che è avvenuto al Comune di Campobasso e che potrebbe avvenire se passasse la legge regionale di riforma del commercio, definita dall’Associazione “poco meditata e troppo attenta ai desiderata della grande distribuzione organizzata, la stessa che potrebbe avere imposto anche al comune di Campobasso, e al suo sindaco, la propria agenda di lavoro e le proprie priorità”. L’annunciata denuncia di Di Bartolomeo viene considerata da Confcommercio una scelta poco meditata che colpisce le opinioni scomode anziché fornire spiegazioni. “E questo è quello che succede quando la gestione amministrativa del commercio viene lasciata ai singoli comuni, la cui forza contrattuale anche nel caso del capoluogo regionale è comunque inferiore rispetto ai grandi capitali della grande distribuzione – prosegue la nota dell’Associazione di categoria - Confcommercio associa operatori grandi, piccoli e medi e ispira la propria visione ad un armonico sviluppo dell’intero comparto commerciale. Una filosofia complessiva che una legge senza argini, esposta all’arbitrio del singolo amministratore locale, vedrebbe irrimediabilmente sconfitta”. Pertanto Confcommercio si appella ancora una volta ai Consiglieri regionali affinché non vengano meno al ruolo delicatissimo del quale sono investiti. Secondo Confcommercio il Consiglio regionale deve assicurare la sopravvivenza del piccolo commercio, evitare che le tante famiglie che operano con dignità nella piccola distribuzione vengano messe sul lastrico dalla forza d’urta della grande finanza che opera dietro le catene commerciali nazionali. “La grande distribuzione ha un ruolo prezioso nel commercio moderno ma non deve abusare della propria posizione dominante – prosegue ancora la nota - Per questo Confcommercio ritiene preferibile, ovemai il Consiglio ritenesse non sufficiente l’approfondimento della delicata questione, l’approvazione di una norma transitoria che disciplini il solo 2011 e il rimando ad un tavolo di approfondimento istituzionale e partenariale del complessivo impianto della futura legge”. La Confcommercio annuncia, infine, che vigilerà in ogni caso, come ha fatto anche nel caso del capoluogo regionale, “affinché lo sviluppo delle imprese locali venga prima di qualsiasi suggestione od opportunità politica”.
Commercio Attivo chiede un piano di riorganizzazione commerciale ed urbanistica con un percorso di valorizzazione del centro storico
E sul tema interviene anche Giulia D’Ambrosio, presidente dell’Associazione Commercio Attivo, attraverso una lettera inviata al sindaco Di Bartolomeo. Commercio Attivo conferma la propria contrarietà all’uso indiscriminato delle deroghe alle aperture domenicali e festive dei negozi ed esprime la propria sorpresa per la presa di posizione di altre associazioni del settore “che – afferma D’Ambrosio – mutano continuamente i loro orientamenti, trascurando di precisare le richieste formulate (comprovabili) alla commissione commercio della regione Molise per 32 aperture festive che potrebbero costituire la regola, dopo l’approvazione della proposta di legge sul commercio ,di prossima discussione in consiglio regionale,ergendosi a normali paladini di esercenti esasperati da una competizione selvaggia e da una pesante crisi economica e sociale che vede così compromessa ogni prospettiva futura”. Commercio Attivo dichiara, però, di apprezzare la sollecitazione ad avere un comportamento di corretta procedura e preventiva informazione che resta alla base del buon proseguimento dell’attività amministrativa.
“Non accade solo ora che noi piccoli esercenti veniamo informati di cose ormai già decise e mai preventivamente giunte alla ns. attenzione – prosegue D’Ambrosio – Ribadiamo altresì la nostra contrarietà ,verso nuove aperture di medie e grandi strutture di vendita nel comparto commercio , tali da incidere ulteriormente sulla mortalità delle aziende preesistenti. Alle aperture festive che se non nella misura della legge Bersani che ne prevede 8 + 4 deroghe a disposizione dei comuni , nel numero massimo di 20 aperture deroghe comprese, va data per essere utile ai consumatori una cadenza regolare e divisa in un calendario diversificato nelle tre macroaree di Campobasso,Isernia e Termoli”. Secondo il presidente di Commercio Attivo non saranno le tre deroghe di Novembre concesse a Campobasso a cambiare il destino del settore. Detto ciò, D’Ambrosio chiede a gran voce alla politica, alle parti sociali ,ai sindacati di categoria, agli esercenti di interagire coerentemente al fine di raggiungere in un clima di completa e pacifica solidarietà la coesione sociale ed il benessere possibile ,in uno dei momenti più difficili per la tutela del nostro lavoro. Secondo Commercio Attivo si corre il rischio addirittura che ogni Sindaco in uno dei 136 Comuni del Molise disponga secondo propria discrezione.
A Di Bartolomeo il presidente di Commercio Arrivo chiede un piano di riorganizzazione commerciale ed urbanistica procedendo in modo coordinato verso un percorso di valorizzazione del centro storico e di tutte le aree commerciali esistenti per fare di Campobasso una città capoluogo che meriti di essere definita tale.
“Nei tre anni trascorsi, una piccola associazione come Commercio Attivo, volutamente esterna e indipendente, ha cercato di dimostrare che la democrazia può e deve esistere, non demorderemo fino a quando ciò non accadrà – conclude D’Ambrosio – Lontana da noi l’idea di vivere nella sterile contesa tra le parti ci auguriamo di poter resistere ed interagire nella più completa e pacifica coesione e sussidiarietà”.

















