La Dieta Mediterranea diventa patrimonio Unesco
Soddisfatti i ricercatori della Cattolica. De Gaetano: “Il Progetto Moli-sani contribuisce a identificare nuovi alimenti in grado di garantire protezione alla salute”
La Dieta Mediterranea è ufficialmente patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La consacrazione è giunta ieri (16 novembre 2010) da parte del comitato intergovernativo dell’Unesco riunito a Nairobi. La candidatura del modello alimentare più famoso al mondo è stata fortemente voluta da quattro Paesi a tradizione alimentare mediterranea, Italia, Grecia, Marocco e Spagna, che si sono mostrati assolutamente determinati ad ottenere l’importante riconoscimento. La ragione del successo è presto detta. “Il ruolo della Dieta Mediterranea non si esaurisce a tavola– spiega Giovanni de Gaetano, direttore dei Laboratori di Ricerca dell’Università Cattolica di Campobasso – Essere mediterranei significa abbracciare una filosofia che contempla diversi aspetti della vita, non solo quelli che riguardano la cucina. Il comune denominatore può essere identificato nella moderazione. La celebre piramide alimentare lascia spazio ad ogni singolo alimento, senza vietare nulla. Quello che si trova in cima va solo consumato con maggiore attenzione e meno frequentemente, non bandito. Grazie a questa estrema elasticità, la dieta mediterranea si presta meglio di qualunque altra ad adattarsi alle esigenze di persone e posti diversi. Anche perché ultimamente la ricerca epidemiologica è riuscita ad identificare nuovi alimenti in grado di garantire protezione in termini di salute. Il Progetto Moli-sani, in corso presso i nostri Laboratori, sta dando il suo contributo in questa direzione: una migliore adesione alla piramide mediterranea si è mostrata utile, infatti, a ridurre il rischio cardiovascolare globale ed i livelli nel sangue di alcuni marker biochimici”. Ma la vera forza della Dieta Mediterranea sta certamente nei benefici che essa apporta sul fronte cardiovascolare e tumorale. È ormai condiviso a tutti i livelli che il modello mediterraneo è l’unico rivelatosi vincente contro buona parte dei fattori di rischio che predispongono all’insorgenza delle principali patologie croniche del nostro secolo.
“L’ampia varietà offerta dalla piramide alimentare mediterranea funziona come un grande scudo non solo contro le malattie cardiovascolari e tumorali, ma anche nel prevenire l’Alzheimer o malattie neurodegenerative come il Parkinson – continua de Gaetano- Ecco perché è fondamentale fare di tutto per preservare questo stile alimentare. La scelta dell’Unesco e dei quattro Paesi sostenitori va proprio in questa direzione, lanciando un messaggio importante. Ora sta a noi tutti, ma soprattutto a chi si occupa di salute pubblica, prendere atto di questo e comportarsi di conseguenza. E’ auspicabile che le abitudini alimentari degli italiani siano costantemente monitorate, in modo da capire anche in che misura la Dieta Mediterranea fa ancora parte della nostra vita. Ed eventualmente correre ai ripari, prima che altri modelli di vita e di alimentazione riempiano il vuoto lasciato da un modello che ci ha fatto guadagnare per secoli preziosi anni di salute”.

















