La Legge sul commercio divide
Petraroia: “Un regalo alla grande distribuzione”. Iorio: “Un punto a favore dello sviluppo”. Sorbo e Cuzzone: “Ignorate le piccole attività”. Critiche da CommercioAttivo, Fisascat Cisl e Ziccardi (Sel). Soddisfatta la Legacoop. Solo a metà l’Adc
Il giorno dopo l’approvazione in Consiglio Regionale, sulla nuova legge che regolamenta il commercio e in particolare le aperture domenicali, si concentrano una serie di commenti in buona parte critici, anche se il Presidente della Giunta, Michele Iorio, promuove a pieni voti la normativa voluta dal suo esecutivo.
Michele Petraroia (Pd): “Un regalo alla grande distribuzione”
“L’approvazione della legge sul commercio in Molise che deroga e liberalizza le aperture domenicali si inserisce nel solco culturale del mercato senza regole e asseconda la Grande Distribuzione Organizzata che non conosce festività né diritti ma solo danari e consumatori”. Questo è il commento di Michele Petraroia in merito al via libera da parte del Consiglio regionale alla nuova normativa sul commercio, al centro di forti critiche da parte delle associazioni di categoria. Petraroia ricorda che in Germania la Corte Costituzionale di Karlsrhue ha disposto la chiusura domenicale dei negozi a Berlino e che nei Paesi più evoluti del Nord Europa e negli Stati Uniti stanno ripensando il modello dei grandi centri commerciali periferici che svuotano i centri storici dei piccoli esercizi con saracinesche abbassate e luci spente. “Ci si sta ponendo il problema della vivibilità delle città e dell’armonia che viene a mancare se nelle piazze e nelle vie cittadine ci sono solo uffici anonimi e appartamenti tristi – afferma il Consigliere regionale del Pd - Nel corso di un confronto che dura da due anni ho sostenuto e ribadisco che i sindacati dei lavoratori e le rappresentanze di alcune categorie di esercenti chiedevano il riposo domenicale. La mediazione della Giunta Regionale sull’apertura di 35 domeniche annue su 52 era eccessiva e bisognava abbassarla specie nella città di Campobasso. Tale richiesta non solo andava incontro ai bisogni dei piccoli commercianti e recepiva le istanze dei lavoratori dipendenti del settore ma accoglieva anche il monito della Chiesa più volte ribadito che il settimo giorno si osserva il riposo – prosegue Petraroia - Aggiungevo e rimarco che la Grande Distribuzione mette in ginocchio i piccoli negozi, svuota le aree interne e determina la crisi e la chiusura di tante micro attività nei nostri comuni con meno di mille abitanti, là dove il commercio è anche un servizio di pubblica utilità. Ho denunciato una legge che si rivolge solo ai più giovani che con le macchine possono spostarsi agevolmente e raggiungere uno o più ipermercati, nel mentre le migliaia di anziani delle micro comunità molisane saranno doppiamente penalizzati perché se chiude il generi alimentari in paese non sapranno come e dove fare la spesa. Una legge sbagliata – conclude Petraroia – figlia dei tempi del profitto dove i diritti degli uomini svaniscono al cospetto del consumo da idolatrare”.
Iorio: “La nuova Legge segna un punto a suo favore dello sviluppo e della crescita del Molise”
Ovviamente è profondamente diverso il giudizio del Presidente della Giunta Regionale Michele Iorio il quale sostiene che con l’approvazione della legge il Molise ha segnato un importante punto a suo favore nella grande e impegnativa partita dello sviluppo e della crescita. “La legge varata –ha aggiunto Iorio – riconosce e valorizza gli operatori del commercio che nei piccoli comuni svolgono un importante ruolo economico, ma anche sociale e di servizio ai cittadini. Vengono gettate le basi per un percorso di sostegno a questi esercizi commerciali che affrontano problematiche di vario genere, non ultima la crisi economica mondiale, ma che sono elementi essenziali del sistema socio-economico della regione. Viene poi regolamentata la grossa distribuzione, riconoscendone il valore anche qui sociale ed economico per la società molisana. Viene quindi stabilito un nuovo e più flessibile sistema di aperture al pubblico, anche domenicali, che va incontro alle reali esigenze del territorio cercando di liberare al massimo le risorse presenti senza danneggiare o “cannibalizzare” le piccole realtà commerciali. Vengono, in ultimo, affidate ai sindaci alcune responsabilità fissazione di orari e giorni di apertura per favorire al massimo ogni tipo di iniziativa di sviluppo territoriale anche a fini turistici e culturali. Questa legge –ha infine sottolineato il Presidente della Giunta Regionale – pone al centro il cittadino cliente, il cittadino operatore commerciale, ma anche il cittadino turista e il cittadino produttore. In quest’ottica l’articolato cerca di contemperare le rispettive esigenze nell’ambito delle peculiarità e delle problematicità del Molise. Questo non rinunciando a porre la nostra regione in una linea di modernità e di parallelismo rispetto alle aree più avanzate del Paese”.
Sorbo e Cuzzone (Sel): “Non è stato tenuto in alcun conto il ruolo sociale che le piccole attività commerciali”
Per i Consiglieri provinciali di Isernia di Sinistra Ecologia e Libertà, Antonio Sorbo e Marcello Cuzzone, “la nuova legge regionale sul commercio, approvata dal Consiglio regionale, conferma ancora una volta che l’attuale maggioranza di centrodestra ha un’idea molto particolare della concertazione e che più che alle esigenze del territorio guarda agli interessi dei grossi imprenditori”. Secondo Sorbo e Cuzzone in Consiglio regionale più che guardare ai reali problemi del settore e alle esigenze delle migliaia di piccole e medie aziende commerciali e dei consumatori si è combattuta una guerra tra grandi catene di distribuzione. “La nuova normativa non ha tenuto conto delle indicazioni e delle proposte provenienti dalle principali associazioni di categoria – affermano i due consiglieri provinciali- Non è un caso che oggi Confcommercio, Confesercenti, Filcams-Cgil ed altre organizzazioni diano un giudizio fortemente critico su questa normativa. La ricaduta sui piccoli esercizi commerciali soprattutto nelle piccole realtà, come sono molti comuni della provincia di Isernia, sarà negativo. Non è stato tenuto in alcun conto il ruolo sociale che le piccole attività commerciali svolgono nelle piccole realtà del nostro territorio. Senza contare poi che come ha giustamente evidenziato la Filcams-Cgil – proseguono Sorbo e Cuzzone – la modifica della legge 33/99 è avvenuta a scapito dei lavoratori condannati ad un impegno continuo non essendo stata prevista, ad esempio, nemmeno la chiusura obbligatoria per Ferragosto”eri annunciano, quindi, che nei prossimi giorni organizzeranno una iniziativa pubblica, con il coinvolgimento dei rappresentanti delle associazioni di categoria, per illustrare i contenuti e gli effetti della legge appena approvata e per analizzare le ricadute sul territorio della provincia di Isernia.
Il no della Fisascat Cisl, Magnifico chiede di aprire un tavolo di confronto
La Fisascat Cisl chiede con forza alla Classe Politica regionale di poter aprire un tavolo di confronto che, partendo dalla nuova legge regionale del commercio, contestualizzi con gli assessorati competenti i tempi di vita e di lavoro dei dipendenti che operano in questo settore. La sollecitazione arriva da Alfredo Magnifico, segretario della Fisascat Cisl Molise, il quale ritiene che la Regione farebbe bene a porsi il problema delle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti che operano nel commercio. “Andrebbe fatto un piano di integrazione con i trasporti per permettere agevolmente di arrivare,anche nei giorni domenicali e festivi, con i mezzi pubblici sul posto di lavoro – afferma Magnifico – Se volessimo estremizzare, potremmo richiedere un piano serio di aperture delle scuole,delle poste, delle banche,e poter avere tutti i servizi anche nei giorni di domenica e festivi per poter agevolare gli addetti del commercio ad andare tranquillamente al lavoro sapendo che non avrebbero difficoltà a concentrarsi, senza preoccupazione, nella loro attività, di dove lasciare i propri figli,di poter spedire raccomandate o fare operazioni in banca sapendo che tutti i servizi funzionano anche nel giorno di festa – sostiene Magnifico - L’enorme presenza di lavoratrici nel mondo del commercio evidenzia con la liberalizzazione degli orari la debolezza e la difficoltà a soddisfare le normali azioni di tutela e di cura delle proprie famiglie e dei propri figli”. Il segretario della Fisascat Cisl invita gli amministratori regionali a farsi un giro nelle grandi capitali del Nord Europa dove i grandi magazzini alle sei del pomeriggio sono chiusi e la domenica non c’è un solo negozio aperto. “I lavoratori in quelle nazioni godono di un Welfare sociale altissimo e i tempi di vita e di lavoro sono modellati sulle esigenze delle persone – afferma ancora Magnifico – Liberalizzare,senza avere una progettualità, senza avere un piano sociale serio è da improvvisatori che prendono iniziative estemporanee. La quantità di denaro da spendere non cresce con la maggiore apertura dei negozi,soprattutto in momenti di crisi,l’eventuale contrazione del tempo di apertura potrebbe essere riversato sulla diminuzione dei prezzi,questo si che sarebbe apprezzato dagli utenti e dai lavoratori”. La Fisascat si rivolge ai lavoratori del commercio invitandoli ad appellarsi al dettato costituzionale che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge, di chiedere gli stessi servizi che loro devono offrire e di poter trascorrere la domenica insieme alle proprie famiglie.
Giulia D’Ambrosio presidente di CommercioAttivo: “Tanto valeva non concertare”
Per CommercioAttivo il Consiglio regionale non ha provato neppure a ragionare. “Subiremo un ordine dall’alto ,tanto valeva non concertare – afferma il presidente Giulia D’Ambrosio – In questi tre anni ,per una associazione territoriale come CommercioAttivo, non è stato facile dar voce a tutti i piccoli esercenti per difenderci assieme dalla legge del più forte. Arriviamo sfiduciati e senza più fiato alla fine di un percorso in cui ,volendo agire fuori dalle lobbies, che non ci stavano rappresentando, abbiamo incontrato tanti, troppi inciampi”. A dire di Giulia D’Ambrosio negli ultimi 3 anni non solo il Molise non è riuscito a dare impulso ai settori trainanti dell’economia locale come l’agricoltura e le imprese, ma ha prodotto una ulteriore diaspora nella popolazione, specialmente quella dei territori interni, a causa della marcata mancanza di lavoro. “Le condizioni critiche a causa del deficit sanitario, porteranno i molisani a soffrire di più ,a curarsi di meno ed a pagare più tasse –afferma il Presidente di Commercio Attivo - In tutto ciò la panacea per la Regione Molise è incoraggiare le aperture indiscriminate dei negozi e magari fare accoglienza a nuove e più grandi realtà extraregionali. Confcommercio e Confesercenti promotrici delle aperture festive anche in rappresentanza degli ipermercati, insorgono alla fine, con dichiarazioni diverse da quelle fatte durante la concertazione ed a dir poco sorprendenti. su una nota ulteriormente degenerativa della legge: il diritto di deroga ai Sindaci. Strada aperta al clientelismo più sfrenato, una deregulation completa. Un po’ come è accaduto con le pale eoliche….All’apparenza paiono parlare finalmente la nostra lingua,forse è cambiato qualcosa … chissà. Ma vero è che la legge fu costruita sulle loro proposte. Forse sarebbe bello avere un po’ di onestà intellettuale. Abbiamo subìto, attacchi, accuse, dalle confederazioni locali – prosegue D’Ambrosio – ma abbiamo portato avanti le nostre idee ,le nostre proposte, civilmente e con coerenza. Viaggiando su google ,nell’archivio delle notizie provenienti dalle varie associazioni, troverete la memoria di questi anni ,di tutte le contraddizioni” . Secondo il presidente di Commercio Attivo è inutile parlare di qualità della vita, di diritto alla cura ed ai tempi della famiglia,di Costituzione,di valore della dignità umana,ecc,ecc quando governa il business. “Molti politici si professano cattolici , ma bisogna esserlo nell’agire: Rispetta il prossimo tuo come te stesso….- afferma ancora D’Ambrosio – Nel tempo delle vacche grasse ,come si suol dire, i molisani ,come pecore mansuete potevano tacere e sopportare. Non più. Non ora .Quante volte dovremo piangere ancora su questa terra tradita? Vorremmo non entrare nel conteggio matematico di tutte le risorse che avremmo potuto risparmiare,ma su tutto ciò che è rimasto fermo sì, sui progetti mai nati , sui finanziamenti annunciati e mai erogati. A noi,piccoli esercenti,bastava poter contare sulla capacità di questa regione di moltiplicare e valorizzare le risorse proprie del territorio,salvaguardandolo e che questo fosse efficiente e sicuro. Lavorare con le nostre proprie forze – conclude D’Ambrosio -, come sempre ed in silenzio,senza aver bisogno di favori. Ma forse era proprio questo che dava fastidio? La nostra libertà?”.
Soddisfatti a metà i Consiglieri regionali dell’Adc: “Abbiamo mediato”
Si dichiarano soddisfatti a metà i Consiglieri regionali dell’Adc, Mario Pietracupa, Riccardo Tamburro e Gennaro Chierchia, autori di alcuni emendamenti per limitare l’apertura domenicale dei negozi. I tre esponenti politici sostengono di avere raggiunto un risultato intermedio, accettabile, tramite una mediazione politica. “Nessuno vuole “fermare” quella che è una tendenza oramai diffusa, lo spostamento dell’utenza verso i grandi centri commerciali, che offrono sicuramente una serie di comodità apprezzate dalla popolazione, dal parcheggio, anche coperto, alla disponibilità di una serie di esercizi commerciali di varia natura – affermano Pietracupa, Tamburro e Chierchia – ma l’apertura verso le grandi catene distributive non deve andare a penalizzare il fruttivendolo di quartiere, l’alimentari, i commercianti che hanno un rapporto diretto e continuo con gli abitanti della zone dove insiste il negozio.In questi ultimi anni hanno chiuso i battenti esercizi commerciali storici in vari comuni, i cui proprietari hanno dovuto alzare bandiera bianca dopo diversi decenni proprio a causa della concorrenza, non solo sui prezzi, messa in atto da marchi di notevoli dimensioni che poco o nulla hanno a che fare con il Molise. In alcune realtà è stato chiuso l’unico bar disponibile ed i cittadini sono costretti a prendere l’auto e spostarsi anche solo per un caffè”. I Consiglieri dell’Adc sottolineano la forte preoccupazione per il problema occupazionale e sostengono che nel Molise, con l’uso e l’abuso della deroga all’apertura domenicale,si rischia di mandare in crisi tante famiglie che da generazioni sono impegnate nel commercio. “Temiamo che l’eccessivo numero di giornate concesse durante l’anno per l’apertura domenicale, ponga, oltre al discorso economico, un problema che oseremmo definire di ordine sociale – proseguino Pietracupa, Tamburro e Chierchia - I piccoli negozi sono a conduzione familiare; andando a lavorare la domenica i titolari, che spesso sono gli unici a lavorare al negozio, saranno costretti a rinunciare al riposo, o quantomeno sottrarre tempo agli impegni familiari; e ciò avrà inevitabilmente un impatto negativo sull’equilibrio familiare, che non è condivisibile”. I Consiglieri dell’Adc concludono sostenendo che “sarà bene, dopo un periodo di prova, di uno o due anni, riflettere sull’effetto di questa legge ed, eventualmente, rivederla”.
Ziccardi (Sel): “Piccole e piccolissime attività commerciali rischiano di chiudere”
Per Rino Ziccardi, dirigente di Sinistra Ecologia e Libertà, la nuova legge sul commercio aumenta il livello produttivo delle persone e impoverisce la fruizione di ore da dedicare al tempo libero per le stesse persone. “A ciò si aggiunga che i difensori dei valori cattolici, che siedono all’interno del Consiglio Regionale, hanno fatto, con questo atto legislativo, strame dei precetti della Chiesa e dei moniti lanciati dal mondo ecclesiale a sostenere la ricerca dell’umanità del lavoro – afferma Ziccardi – I luoghi cittadini in cui i centri commerciali abbondano, vedranno un depauperamento forzato delle piccole e piccolissime attività commerciali che rischiano, a questo punto, di chiudere le loro attività rafforzando un trend che è già evidente nella nostra città”. Ziccardi ritiene che sia evidente la strumentalizzazione propagandistica che anche la giunta comunale di Campobasso compie nell’aprire al traffico cittadino alcune strade del centro storico. “Si aprono le strade della città e si indirizzano i cittadini ad frequentare sempre di più i grandi centri commerciali situati verso la periferia – prosegue Ziccardi Siamo convinti che la mancata sinergia decisionale tra le grandi amministrazioni comunali e la grande distribuzione sia scaricata, con questa legge, interamente sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini. Inconsapevoli, entrambi – conclude Ziccardi – dei possibili risvolti clientelari che un legge del genere può produrre in futuro.
Legacoop: “La nuova legge mettere in campo moderne politiche attive per il commercio”
Legacoop Molise giudica positivamente l’approvazione della legge Regionale sul commercio. A dire del presidente Giovanni Cefalogli il Consiglio Regionale ha adottato la soluzione equilibrata più volte richiesta da Legacoop e rispondente a quanto emerso nella concertazione con le parti sociali. “Finalmente sarà possibile mettere in campo le moderne politiche attive per il commercio previste dalla legge – afferma Cefalogli – finalmente sarà possibile sostenere finanziariamente il ruolo sociale degli esercizi di vicinato e nei piccoli comuni, finalmente sarà possibile attivare i finanziamenti previsti per la mobilità, l’arredo e le mostre mercato nei centri storici e il sostegno allo sviluppo dei “centri commerciali naturali”. Per l’importanza di questi aspetti della legge va dato atto al senso di responsabilità di quei consiglieri che hanno lavorato, dalla maggioranza e dalla opposizione – prosegue il presidente di Legacoop – per trovare le mediazioni necessarie a modificare la proposta di legge per ricondurre, entro limiti ragionevoli e non illimitati, la discrezionalità data ai sindaci di autorizzare le aperture domenicali dei centri commerciali. La soluzione approvata sulle aperture domenicali è un giusto equilibrio, che guarda agli interessi dei consumatori, mediando tra le grandi strutture commerciali e i piccoli esercizi”. Secondo Cefalogli le polemiche scatenate in questi giorni da alcune organizzazioni di categoria e da alcuni Consiglieri dell’opposizione tendono a descrivere uno scenario apocalittico in cui i centri commerciali molisani fagociterebbero tutto il commercio Molisano lasciando intorno deserto e rovine. “Ma cosa cambia davvero? – chiede Cefalogli – Cambia che finalmente ci saranno regole anche per i centri commerciali che apriranno uniformemente in tutta la Regione per 35 festività, cambia che la grande distribuzione di Campobasso aprirà qualche domenica in più e che quelle di Termoli ed Isernia qualche domenica in meno. Tutto qui ! Ciò è esattamente quello che avevano sostenuto tutte le associazioni di categoria nella concertazione e nelle audizioni alla Commissione Consiliare competente, ad eccezione di Commercio Attivo sempre coerente nel suo atteggiamento ideologico contro la grande distribuzione”. Legacoop Molise ritiene che per contrastare lo spopolamento delle aree interne e per rilanciare i Centri Storici occorre realizzare le politiche attive previste dalla legge, occorre che tutto il Consiglio Regionale, le opposizioni in primis, si impegnino a vigilare sul’operato della Giunta Regionale “affinché la legge sia adeguatamente finanziata – conclude Cefalogli – e siano rapidamente emanati i bandi per raccogliere le richieste di finanziamento”.

















