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Scuole sicure, “orgia” di parole e nulla più

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La seduta monotematica del Consiglio Regionale si è conclusa con l’ennesimo rinvio. Allibiti i genitori degli alunni


Un Consiglio regionale che rinvia. Questo è ciò che hanno tra le mani i molisani. Emblematica in tal senso la seduta monotematica sulla sicurezza delle scuole. Si sperava in una decisione bipartisan per indirizzare l’esecutivo verso iniziative in grado di garantire interventi concreti sull’edilizia. Ed invece l’assemblea di Palazzo Moffa ha “congelato”, ovvero ha rinviato il tutto alle prossime sedute, dopo la consueta “orgia” di parole, lasciando un senso di amarezza e delusione tra i genitori dei vari Comitati civici che dopo il terremoto dell’Abruzzo si sono battuti in tutti modi per svegliare le Istituzioni dal lungo sonno, nonostante la tragedia di San Giuliano di Puglia.

Anche l’istituzione di un Tavolo tecnico diventa un problema politico

Il rinvio è stato dettato dalla necessità di consentire alla maggioranza di presentare un proprio ordine del giorno da contrapporre a quello presentato dal Consigliere del Pd Michele Petraroia, con il quale si voleva impegnare la Giunta Regionale a costituire entro il 30 novembre 2010 un “Tavolo Tecnico Interistituzionale” coordinato dall’Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione e composto dai Dirigenti e tecnici degli assessorati regionali competenti (Lavori Pubblici, Programmazione, Beni Ambientali, Pubblica Istruzione, Protezione Civile ecc..), dai rappresentanti tecnico-istituzionali delle Province, dei comuni di Campobasso, Isernia e Termoli e dell’ufficio del Commissario Straordinario per la Ricostruzione Post-Sisma e da 2 rappresentanti nominati dal Coordinamento del Comitato dei Genitori entro e non oltre il 30 novembre 2010. Inoltre l’ordine del giorno di Petraroia prevedeva di demandare al “Tavolo Tecnico Interistituzionale” le seguenti funzioni: Raccolta dei dati sullo stato dei lavori compiuti dalla data di emanazione della legge 38/2002 con riferimento onnicomprensivo ai lavori ultimati, a quelli in itinere, ai progetti avviati e a tutte le altre esigenze ed obiettivi contemplati dalla stessa legge; Analisi dell’attività di programmazione subordinata ad un’anagrafe regionale con priorità alle zone definite 1 e 2; Analisi degli aspetti giuridici con impegno all’implementazione degli elementi normativi carenti; Divulgazione sullo stato dell’arte dei processi in atto, a tutti i componenti del tavolo interistituzionale; Verifica dello stato delle risorse finanziarie richieste, impegnate e disponibili in ambito regionale, nazionale e comunitario; Coordinamento delle fonti di finanziamento rispetto alle diverse attività programmate al fine di evitare sovrapposizioni e inutile spreco di denaro pubblico; Istituzione di tavoli tecnici territoriali che andranno ad affrontare problematiche specifiche di quel territorio. Infine si impegnava l’Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione a riferire con cadenza bimestrale alla Commissione Consiliare Competente sull’avanzamento dei lavori del “Tavolo Tecnico Interistituzionale” e semestralmente al Consiglio Regionale con apposita sessione di lavoro.

Iorio: “Abbiamo affrontato la problematica. Il tavolo tecnico non è necessario”

Intervenendo in Consiglio Regionale nel dibattito il Presidente della Regione Michele Iorio ha detto di condividere la decisione di discutere la problematica della sicurezza nelle scuole. Tuttavia Iorio ha subito voluto mettere i puntini sulle “i” sostenendo che la Regione Molise già in passato ha affrontato la problematica al centro del confronto. A dire di Iorio, tra fondi del terremoto, fondi regionali e Fondi FAS regionali, sono stati investiti nel Piano Scuola Sicura, oltre 120 milioni di Euro. “Fondi che hanno permesso di fare una prima verifica della vulnerabilità sismica di tutte le scuole della regione – ha dichiarato Iorio -  per poi avviare, gradualmente, un programma di interventi di messa in sicurezza, di ristrutturazione e di ricostruzione ex novo di edifici da destinare ad ospitare scuole di vario ordine e grado. Un progetto che è partito con interventi nell’area del terremoto, per allargarsi, man mano, nei centri che avevano maggiore bisogno per le problematicità che venivano riscontrate e validate da puntuali relazioni tecniche dei Comuni interessati”. Il Presidente della Giunta Regionale ha rivendicato anche il merito di aver posto all’attenzione del CIPE la necessità di intervenire con decisione sulle scuole. “Con questa impostazione siamo riusciti a redigere un nuovo Piano triennale ed- ora stiamo alla conclusione del primo anno – ha aggiunto Iorio – Un Piano triennale che ha visto, che vede e che vedrà interventi in tutte le scuole del Molise e in ciascuno dei suoi 136 Comuni. Un Piano che si regge sull’utilizzo di 25 milioni di Euro provenienti dal PAR-FAS, su 16 milioni di Euro provenienti da un mutuo che dovrà accendere la Regione per interventi strutturali nelle scuole, e su 30 milioni provenienti dal Fondo Nazionale per la sicurezza. In quest’ottica privilegeremo i poli scolastici – ha proseguito il Presidente della Giunta Regionale – sostenendo gli accorpamenti di plessi per ottimizzare  sia le risorse materiali che umane del nostro sistema scolastico. Per quanto riguarda le responsabilità e la creazione di un ennesimo tavolo di confronto, ricordo che da tempo è attiva una task force tra gli Assessori regionali competenti. Ad ogni modo, per ciò che concerne la responsabilità di chiudere o tenere aperti alcuni edifici con criticità di vario genere – ha concluso Iorio – la legge stabilisce con chiarezza a chi è demandata ogni decisione. Sono comunque contento della ribadita volontà di questo Consiglio di andare avanti nel Progetto Scuola Sicura”.

Danilo Leva (Pd): “Attraverso il tavolo tecnico sarà possibile definire linee di indirizzo uniformi”

Danilo Leva, Consigliere regionale e segretario del Pd molisano ha sottolineato che l’ordine del giorno illustrato da Petraroia recepiva tutte le indicazioni provenienti dai Comitati dei genitori, puntando all’immediata istituzione di un tavolo tecnico interistituzionale composto da rappresentanti degli assessorati ai lavori pubblici e all’istruzione, dai tecnici della protezione civile con la partecipazione degli uffici del Commissario e la rappresentanza delle due Province e dei tre principali Comuni della Regione, oltre che dei rappresentanti del coordinamento dei comitati.
“Attraverso il tavolo tecnico sarà possibile definire linee di indirizzo uniformi sull’intero territorio regionale relative alle modalità di verifica della stabilità e vulnerabilità degli edifici scolastici con la conseguente messa in sicurezza – ha detto Leva – Le parole d’ordine attorno alle quali organizzare i lavori e le azioni debbono essere due: Anagrafe degli edifici scolastici e monitoraggio costante sullo stato degli stessi. Dovrà essere il tavolo tecnico ad elaborare il Piano regionale di edilizia scolastica straordinaria in grado di definire le classi di priorità di intervento e meccanismi oggettivi di accesso alle risorse disponibili”. Secondo Leva fino ad oggi c’è stata una grande confusione e spesso non si è intervenuti tenendo conto delle reali urgenze su scala regionale, preferendo privilegiare l’appartenenza politica degli amministratori alle necessità primarie. Dunque, sempre a dire di Leva, il tavolo tecnico porrà fine alle contraddizioni, alla confusione e ai paradossi che hanno caratterizzato tutti gli interventi nel settore e che hanno prodotto squilibri inaccettabili. “ Infatti, basta riscontrare come la spesa studentesca pro-capite per gli studenti delle scuole provinciali sia pari euro 500,00 e questi alunni rappresentano il 50% della popolazione studentesca regionale – ha aggiunto Leva – Invece quella di Castellino del Biferno ammonta ad euro 63.000,00, con la considerazione che la scuola di Castellino sta per chiudere perché carente di alunni. Sarebbe bello conoscere l’ammontare esatto delle risorse destinate sul capitolo di spesa inerente la sicurezza dei plessi scolastici, proprio oggi che siamo nella fase di predisposizione del bilancio di previsione. Ciò – ha concluso Leva – ci consentirebbe di  capire quanto questo tema rappresenti davvero una priorità per la maggioranza che governa la regione”.

In Consiglieri dell’Adc: “No alla polverizzazione degli interventi”

“Crediamo che un percorso utile a trovare le giuste soluzioni al problema della sicurezza nelle scuole debba passare necessariamente attraverso la creazione di un tavolo interistituzionale idoneo a valutare il da farsi, programmando in maniera razionale interventi utili, accedendo ai fondi necessari e senza creare le condizioni per sperperi di denaro che, soprattutto in questo frangente storico, non avrebbero alcuna giustificazione”. Questo è la posizione espressa dai Consiglieri regionali dell’Adc, Mario Pietarcupa, Riccardo Tamburro e Gennaro Chierchia.
“Il tavolo di concertazione dovrebbe innanzitutto fare una mappatura dell’esistente, evitando duplicazioni di studi, ricerche infinite ed inconcludenti – hanno dichiarato i tre esponenti politici – Ciò che è utile capire è se la scuola è sicura oppure no in caso di sisma di grado normale. Se una scuola è insicura lo si capisce subito; in questo caso è importante la celerità dell’intervento e non la sua complessità, perché a volte intervenire con lavori di consolidamento complessi è dispendioso oltre misura e non risolutivo del problema, perché si riconsegna una struttura comunque non perfetta.  A volte è preferibile abbattere e ricostruire il plesso, altre volte l’intervento è sufficiente a risolvere il problema; in sostanza occorre fare una valutazione attenta caso per caso”. Sempre a dire di Pietracupa, Tamburro e Chiechia dovrà essere compito del tavolo operare in maniera da evitare la polverizzazione degli interventi. “Dando poco a tutti gli istituti scolastici si tampona nell’immediato, ma si creano illusioni di sicurezza che poi possono non corrispondere alla realtà dei fatti – hanno aggiunto i Consiglieri dell’Adc – Bisogna individuare le priorità, intervenendo prima sulla sicurezza e poi sui miglioramenti. I genitori devono avere la certezza di potere consegnare i propri figli ad istituti scolastici sicuri. Utile in questo caso la concertazione. Il tavolo dovrà mirare a reperire i fondi necessari, unendo le forze tra Comuni, Province, Regione, Ufficio Scolastico, Ministero alla Pubblica Istruzione, chiedendo e ottenendo quello che realmente serve, anche attingendo al bilancio regionale; i molisani, ne siamo certi, sarebbero ben lieti di rinunciare a qualche manifestazione ludica in cambio di maggiore sicurezza per i propri figli”. I Consiglieri dell’Adc ritengono che è necessario investire di più in interventi pratici e meno in studi spesso non risolutivi del problema. “Poi, una volta superata la fase della messa in sicurezza, bisognerà prestare attenzione al sacrosanto diritto degli studenti a potere studiare in aule ampie, pulite, adeguate, con palestre, spazi per laboratori tecnologici ed artistici – hanno detto ancora Pietracupa, Tamburro e Chierchia – affinché nessuno arrivi a pensare che questo stato sia tipico solo dei film, ma si inizi invece ad ottenere uno standard qualitativo certo per la scuola italiana”. I Consiglieri dell’Adc chiedono trasparenza e informazione. “Le notizie sugli interventi istituzionali devono essere comunicate costantemente ai diretti interessati, cioè studenti e genitori – hanno detto Pietracupa, Tamburro e Chierchia – importante è stato il ruolo delle associazioni di genitori di varie realtà anche per arrivare alla discussione odierna nell’aula consiliare, a testimonianza di una determinazione forte per risolvere il problema. Chiediamo alla Regione: lo scatto d’orgoglio giusto – hanno concluso – per superare un’emergenza costante e per dare un futuro ai giovani molisani e la serenità alle loro famiglie”.
 

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  1. …il solito spot

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