Eolico selvaggio e rifiuti, i molisani alzano la voce
Grande successo per la manifestazione indetta dalla Rete delle associazioni e dei comitati. “Fermiamo le infiltrazioni della camorra”
Un migliaio di molisani hanno partecipato alla manifestazione indetta dalle Rete di Associazioni e comitati civici che si oppongono alla devastazione ambientale attraverso una diffusione selvaggia dell’eolico e per opporre una barriera al rischio di infiltrazioni della Camorra sempre più interessata all’utilizzo di alcuni siti e impianti molisani per lo smaltimento dei rifiuti tossici. In prima fila i trattori degli agricoltori molisani portati in piazza dalla Coldiretti, dalla Cia, dalla Copagri e dalle associazioni che sostengono le produzioni biologiche come Aiab e Arca Sannita. Il corteo ha attraversato Campobasso per poi raggiungere la sede del Consiglio Regionale dove è stata ribadita la richiesta di l’abrogazione della Legge regionale 22 del 7 agosto 2009, e l’approvazione urgente della proposta di legge 245/2010 che riguarda l’individuazione e la perimetrazione con prescrizione delle zone di interesse archeologico e il recepimento delle linee guida nazionali. E’ stata ribadita la richiesta di un modello di sviluppo che non comprometta aria, acqua, terra, paesaggio. Patrimonio parte integrante del Molise, il cui tessuto sociale respinge con forza ogni tentativo di infiltrazione delle organizzazioni malavitose. Alla manifestazione hanno partecipato anche i rappresentanti delle associazioni del mondo della cultura, come la Società Italiana del Patrimonio dei Beni Culturali, l’ANA – Associazione Nazionale Archeologi, Forche Caudine e Archeoidea. “Gli oltre 1.000 partecipanti alla manifestazione regionale condividono l’idea di un Molise che non deve essere svenduto e che sono pronti a lottare per difendere il proprio territorio – ha dichiarato Elidsabetta Brunetti, coordinatrice dell’Associazione Giuseppe Tedeschi - Quindi a gran voce hanno chiesto che venga abrogata la legge regionale n. 22 del 7 agosto 2009, il recepimento delle Linee Guida Nazionali, l’urgente approvazione della proposta di legge n. 245/2010 e l’adozione di un nuovo piano regionale dei rifiuti.L’Associazione Sociale e Culturale Padre “Giuseppe Tedeschi” Onlus ringrazia i 70 agricoltori e gli 80 proprietari di automezzi che non sono stati autorizzati a sfilare insieme al corteo”. Grande soddisfazione è stata espressa anche da Marinella Di Carlo a nome del Comitato per la salvaguardia e tutela del territorio di Guglionesi
“E’ la buona agricoltura fatta dal lavoro e dalle fatiche degli uomini che modella il paesaggio che invece con la presenza degli impianti eolici verrebbe irrimediabilmente stravolto – ha dichiarato Di Carlo – Bisogna continuare a lottare per difendere il territorio molisano anche dalle infiltrazioni malavitose, per far si che la classe dirigente e quella politica del Molise comprendano che la partecipazione popolare alle decisioni condivise per il bene comune è l’unico strumento che può dare vigore e possibilità di concreta realizzazione ad un programma di vero, democratico e sostenibile sviluppo alla nostra regione”. Erminia Gatti, coordinatrice regionale di Alleanza per l’Italia (Api) ha sottolineato la valenza delle oltre 4 mila firme raccolte dalla petizione popolare, nella quale si chiede di fermare l’installazione di 5 mila pale eoliche nel Molise.
“Si tratta- ha dichiarato la Gatti – non solo di difendere le nostre aree paesaggistiche, la nostra storia, le aree archeologiche, l’agricoltura ed un modello di sviluppo ecocompatibile, ma anche di evitare che il Molise scateni gli appetiti della criminalità organizzata”. Secondo la coordinatrice regionale di Api
Sostiene che dietro l’affare dell’eolico che vale oltre 4 miliardi di euro annui, possono nascondersi poteri criminali e interessi affaristici poco trasparenti. A tal proposito la Gatti ricorda l’allarme lanciato dalla Direzione Nazionale Antimafia, le diverse interrogazioni parlamentari e le indagini della Magistratura.
“Siamo perfettamente consapevoli dell’importanza della produzione di energia da fonti rinnovabili per il futuro del nostro territorio anche in un’ottica di armonizzazione delle politiche comunitarie – ha aggiunto la coordinatrice di Api - Tuttavia, non si può prescindere da un utilizzo intelligente delle nostre risorse naturali: i dati ci dicono che ad oggi il 72% del fabbisogno regionale di energia è prodotto dai parchi eolici già attivi a cui si aggiungono gli impianti idroelettrici e termoelettrici, per un totale del 110% rispetto al fabbisogno totale, senza considerare l’energia prodotta dalla Turbogas di Termoli, che da sola supera di ben quattro volte tale soglia. “Ci auguriamo – ha concluso la Gatti- che l’iniziativa odierna sia di stimolo per una rinnovata e più lungimirante politica legislativa regionale, che ad oggi per effetto della “legge Berardo” di fatto liberalizza senza vincoli e senza regole la produzione di energie rinnovabili nella regione Molise. Si tratta di impedire la perdita di identità del nostro territorio, ma anche di proteggerlo dai rischi di speculazioni poco trasparenti, che certamente non aiutano la crescita dei nostri fattori di produzione e occupazione ma al contrario deprimono l’intero sistema economico, spostando altrove i reali effetti di investimenti spesso poco tracciabili”.
Serrata dei negozi contro la legge regionale sul commercio
Sullo sfondo della manifestazione, ma non meno importante, la serrata dei commercianti di Campobasso per protestare contro la nuova legge regionale che disciplina il settore. Una vasta partecipazione che ha ulteriormente testimoniato la distanza sempre maggiore tra i molisani e l’attuale Governo regionale guidato da Iorio.


















D’accordissimo sulla protesta relativa al sito di Sepino ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. E’ necessario distinguere tra gli impianti di tipo industriale inseriti sul territorio dalle grandi società estranee alla nostra regione e la possibilità che i singoli cittadini molisani, le piccole imprese agricole e le imprese artigianali locali hanno di poter sfruttare le fonti rinnovabili. Qualcuno dice che la legge Berardo sia permissiva al contrario io ritengo che sia l’opposto per i molisani, se si abita in un area IBA (le iba molisane coprono praticamente tutto il territorio della regione)non si può installare un bel niente, neanche un solo pannello fotovoltaico a terra per uso proprio o per lo sfruttamento degli incentivi statali, per non parlare della possibilità praticamente preclusa di poter installare impianti come il minieolico o mini-idroelettrico. Pertanto va bene protestare contro le grandi centrali che non portano “pane” ai cittadini molisani ma anche molta attenzione a non darsi la zappa sui piedi precludendo ai molisani la possibilità di poter usufruire delle risorse rinnovabili ovviamente sempre in maniera adeguatamente disciplinata.
Per quanto riguarda le linee guida nazionali non credo che ci sia molto da adeguare, le aree considerate come non idonee nelle linee guida nazionale sono le stesse che si possono ritrovare nella legge 22/09.
Grazie.