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Per l’ex procuratore di Iserna La Venuta chiesti 6 anni di carcere

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Per l’ex procuratore di Iserna La Venuta chiesti 6 anni di carcere

Mano pesante del pubblico ministero di Bari, Pasquale Drago. Il 28 gennaio la sentenza


Pasquale Drago, pubblico ministero del Tribunale di Bari, non ha voluto fare sconti al suo ex collega Antonio La Venuta, un tempo Procuratore capo presso il palazzo di giustizia di Isernia ed ora in pensione e sotto processo nel capoluogo pugliese perché presunto responsabile dei reati di abuso d’ufficio continuato, calunnia, favoreggiamento personale, falso ideologico, violazione di domicilio e diffamazione. Nel corso del giudizio abbreviato, Pasquale Drago ha chiesto al Gup Lo Vecchio di condannare La Venuta a 6 anni di reclusione. Il pubblico ministero ha anche chiesto di non riconoscere le attenuanti generiche.

 venutatrib_g.jpg  (Antonio La Venuta e il Tribunale di Bari)

E’ dunque alle battute finali il giudizio abbreviato richiesto dall’avvocato La Forgia che difende La Venuta. Per gli altri tre imputati, ufficiali della polizia giudiziaria del capoluogo pentro, che come l’ex procuratore di Isernia hanno voluto il medesimo rito di giudizio, Drago ha chiesto pene che vanno dai due anni ai sei mesi di carcere. La vicenda prese il via dopo la denuncia dell’ex comandante dei carabinieri di Venafro Antonio Bandelli, protagonista dell’inchiesta Piedi d’Argilla, relativa ai lavori eseguiti per la variane stradale Anas. L’ufficiale accusò La Venuta e altre otto persone, agenti della squadra mobile di Isernia e l’ex sindaco di Scapoli, di avere ostacolato le indagini. Subito dopo la notifica dell’avviso di garanzia il Csm aprì un provvedimento disciplinare nei confronti di La Venuta, il quale, vista la situazione,  decise di andare in pensioni in anticipo di qualche mese rispetto alla scadenza naturale.  Ci fu  quindi il rinvio a giudizio e la richiesta del rito abbreviato. Si attende ora, per il 28 gennaio, la sentenza. Con il rito ordinario verranno invece processati gli altri quattro agenti della mobile e l’ex primo cittadino di Scapoli, rinviati a giudizio nonostante la richiesta di proscioglimento formulata dal Pm.

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