Rifiuti, il centrodestra difende l’impianto di Montagano
Bocciati gli ordini del giorno e la mozione che chiedevano la revoca della delibera e controlli. Romano: “Il sistema Sistri è sotto inchiesta”
In attesa di discutere (il 30 novembre 2010), dopo l’acquisizione del parere della Commissione, la proposta di legge numero 245 presentata da Romano, Petraroia e Chieffo finalizzata ad individuare urgentemente la perimetrazione e le prescrizioni da adottare nelle zone di interesse archeologico per evitare l’invasione delle pale eoliche, il Consiglio Regionale ha respinto tutto ciò che cercava di bloccare lo stoccaggio l’impianto i stoccaggio di rifiuti in località Colle Santo Ianni del Comune di Montagano. Respinta la mozione di Petraroia che chiedeva di revocare la delibera della giunta regionale. Respinta la mozione dell’Adc.Respinto, nonostante la richiesta di arrivare ad un testo bipartisan, l’ordine del giorno presentato dai consiglieri Natalini, Leva, Pangia e D’Alete. Respinto anche l’ ordine del giorno, a firma dei consiglieri Pietracupa, Tamburro e Chierchia, che sollecitava iniziative per controllare gli impianti di smaltimento dei rifiuti e chiedeva la istituzione di una commissione consiliare d’inchiesta.
Petraroia: “Maggioranza di centrodestra ignavia”
Nel commentare l’esito del Consiglio Regionale Michele Petraroia ha definito la maggioranza di centrodestra “ignavia” ed incapace di tenere conto della volontà popolare. Una maggioranza che, a dire del Consigliere del Pd, calpesta le amministrazioni locali e impone un centro di stoccaggio per rifiuti tossici, speciali e pericolosi a Montagano.
“Non sarà il voto del Consiglio Regionale a fermare la protesta dei cittadini –ha dichiarato Petraroia - Al contrario, nei prossimi giorni, riprenderanno con maggiore determinazione le iniziative in ogni sede per fermare l’arrivo di rifiuti-extra-regionali in Molise. Non siamo attrezzati per accoglierli. Ne smaltiamo già 300 mila tonnellate annue con una percentuale del 60% provenienti da altri territori. Il Molise è già sottoposto a conseguenze ambientali a rischio con impianti di incenerimento e discariche messe al servizio di altre regioni. E’ ora di dire basta e stoppare il potenziale inquinamento di aria, acqua e suolo. Le gravi accuse formulate nel dibattito contro Roberto Saviano mostrano il livello di una classe politica inadeguata e approssimata”. Petraroia sostiene che il traffico di rifiuti coinvolge da anni il Molise. “Lo sanno le Procure della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Isernia e Larino – afferma ilo Consigliere - Come è scritto nei rapporti della Direzione Nazionale Antimafia e come si evince da inchieste giornalistiche nazionali e interrogazioni parlamentari. L’avvelenamento di acqua, aria e suolo, comprovato dagli episodi dell’invaso del Liscione, della Diga di Occhito, del fiume Vandrella e dal torrente Rava, attestano l’obbligo di aggiornare il Piano Regionale dei Rifiuti, così come i decessi di troppi giovani nel Basso-Molise per patologie tumorali impongono controlli più accurati sulle emissioni in atmosfera di quell’area. Continueremo a batterci per un Molise, pulito, vivibile e sicuro – conclude Petraroia - e sconfiggeremo con la caparbietà e la sobrietà che ci appartiene gli affaristi dei rifiuti e del vento”.
Romano: “Il sistema Sistri è sotto inchiesta”
Il Consigliere Romano pone la questione relativa al progetto Sistri, di cui, stando alle affermazioni fatte dall’Assessore Salvatore Muccilli, la Regioen di avvale per il monitoraggio costante dei flussi di rifiuti diretti verso le discariche molisane. A dire di Muccilli il sistema Sistri garantirebbe un controllo costante della tipologia di rifiuti. Ebbene, citando l’articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano (pg. 7 “Rifiuti, vista dallo spazio. Indagato il manager Finmeccanica per il sistema di tracciabilità”), Romano ricorda che la Procura di Napoli avrebbe iscritto nel registro degli indagati uno dei più importanti manager del gruppo FinMeccanica, Sabatino Stornelli, per presunte irregolarità proprio nella gestione del progetto Sistri, realizzato dalla Selex management (società controllata da Finmeccanica). Romano ricorda, inoltre, che l’inchiesta giornalistica, nel riferire le indagini della magistratura, segnala i “retroscena affaristici che legano FinMeccanica e le società coinvolte nel business”, con particolare riferimento all’appalto milionario che sarebbe stato affidato dal Governo Berlusconi, senza gara pubblica, alla Selex, ma il cui contenuto sarebbe sconosciuto, anche nell’ammontare preciso, in quanto secretato dallo stesso Governo a mezzo di “segreto militare”, “e che – afferma Romano – in ogni caso sembrerebbe che il sistema non abbia risposto all’esigenza di garantire la effettiva tracciabilità dei rifiuti”.

















