Domenica di Avvento, lettera pastorale alla comunità di Colletorto
A scrivere è il parroco don Mario Colavita: “Scegliere è dell’uomo maturo, deciso a intraprendere un cammino”
Riceviamo e pubblichiamo
Avvento tempo nuovo e dinamico per i cristiani, tempo buono per andare incontro al Dio dell’amore, della pace e della gioia. Per questo motivo da tanti secoli la Chiesa iniziando l’avvento prega la venuta del Salvatore, si prepara con la riflessione della Parola di Dio, si purifica dal peccato e dal male per essere onesta con le labbra e il cuore nella lode dell’Onnipotente. Cosa significa comportiamoci onestamente? Dovremo chiederlo a san Paolo che indirizzando la sua lettera alla comunità di Roma esorta tutti ad un comportamento retto, puro, onesto, soprattutto nella scelta della vita cristiana battesimale. Per questo dopo aver invitato la comunità di Roma all’amore al di sopra della legge e al rispetto delle leggi dice: “Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non lasciatevi prendere dai desideri della carne” (Rm 13,13-14).
Scegliere è dell’uomo maturo, deciso a intraprendere un cammino, scegliere vuol dire anche lasciare e saper lasciare per arricchirci. Così Paolo ci indica la scelta dell’amore per Cristo che ci riveste di novità. La veste battesimale ce lo ricorda, l’impegno alla correttezza, all’onestà, alla vita buona e bella del vangelo.
Avvento è saper accogliere con disponibilità Dio nato per noi e la nostra salvezza. Così, la stessa parola di San Paolo ci invita a deporre le armi del litigio e della gelosia, sapendo quanto fa male vivere tra orge ed ubriachezze, e a comportarci in maniera degna della nostra chiamata alla vita battesimale, assumendo uno stile di vita veramente cristiana.
Avvento è tempo di ripresa di stile cristiano improntato all’amore per Cristo, all’onestà, alla concordia e alla fraternità. Tutte queste belle parole però, rimangono tali se non trovano posto nella nostra vita e soprattutto nelle nostre scelte quotidiane.
Se Natale è la festa dell’Amore di Dio per il mondo, nel sorriso del figlio bambino, l’Avvento è il tempo dell’attesa che prepara quest’incontro.
Quando ci teniamo ad una cosa ci prepariamo con i fiocchi: tutto in ordine, preciso, composto, non dobbiamo fare brutta figura, così è l’Avvento: preparazione ad incontrare Dio, a riconoscerlo nella sua Parola, nei gesti, nei silenzi e soprattutto nella carità operosa e silenziosa.
Ci sono persone che vivono di chiacchiere, le mettono in giro senza sapere se siano vere o false, a loro non interessa la verità, gli basta solo aprire la bocca e parlare o sparlare, il silenzio non gli farebbe male, anzi farebbe bene a loro, alle loro famiglie e a tutta la nostra comunità. Il silenzio dicevano gli antichi è d’Oro, la parola di piombo!!!
Cosa potremo allora decidere in queste quattro domeniche d’Avvento? Vorrei suggerirvi delle piste: 1: una buona confessione, fatta con calma, senza fretta, rivedendo a fondo la nostra vita, le nostre mancanze umane, spirituali, familiari e comunitarie; 2. Una frequenza assidua all’eucarestia domenicale, arrivando con puntualità e partecipando con gioia; 3. Leggere e meditare il vangelo, ogni giorno, come un piccolo esercizio per il nostro bene spirituale; 4. Mantenere fede agli impegni presi: catechisti, educatori/educatrici, papà e mamme, padrini madrine, sposi/spose. Gli impegni presi nei vari sacramenti non sono promesse che terminano il giorno dopo, al contrario, sono impegni di vita e per tutta la vita. Così quanto è brutto e doloroso l’abbandono alla vita sacramentale dei genitori dopo il battesimo dei figli, la prima comunione, la cresima etc…
La vita come Avvento è quella sostenuta dall’impegno di perseguirla. Con una certezza: che favorire l’entrata di Dio nella nostra storia è darle ancora, oggi, un Salvatore. Uno, cioè, che la mette al riparo dagli egoismi e dentro la piazza della verità e della giustizia.
Vorrei augurarvi un buon cammino, esortarvi a non abbandonare la vita spirituale e soprattutto ricordare ciò che è Natale con le parole di S.Agostino: “Ridestati, uomo: per te Dio si è fatto uomo: svegliati, o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà. Per te, ripeto, Dio si è fatto uomo” (Sermone, 185,1).
Don Mario Colavita – Parroco di Colletorto

















