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Campomarino, inchiesta chock sul porto turistico

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Gli indagati avrebbero favorito la Camorra. Di Giuseppe: “Sono serena”. Gatti si toglie qualche sassolino, Giuseppe Ruta precisa

Il coordinamento Regionale dell’Idv invita alla massima cautela, confermando la piena fiducia nella magistratura. L’onorevole Anita Di Giuseppe, deputato dell’Italia dei Valori, chiamata in causa insieme ad altre trenta persone nell’ambito dell’inchiesta della Guardia della Finanza coordinata dalla Procura della Repubblica di Larino, su presunti interessi oscuri maturati intorno porticciolo turistico di Campomarino, si dichiara serena ed estranea ai presunti reati riferiti al periodo in cui era sindaco nel Comune dell’Adriatico Molisano.

I fatti

Secondo le notizie riportate dai quotidiani regionali, la Guardia di Finanza avrebbe scoperto una presunta associazione per delinquere costituita da politici, imprenditori, professionisti e aziende del Molise e di altre regioni. Un’ associazione che avrebbe agito per favorire Francesco Moccia, imprenditore imparentato con l’omonimo clan della Camorra di Afragola e con  Angelo Marrazzo personaggio coinvolto nelle vicende giudiziarie del gruppo camorristico dei Casalesi. Il tutto finalizzato, sempre secondo le indagini della magistratura di Larino, all’assegnazione  dell’appalto dei lavori per il completamento e la gestione del porto turistico di Campomarino alla ATI- Marilea srl, poi Pama srl, confluita nella società  mista Porto Skanderbeg srl quale parte privata. Conclusioni alle quali la Procura è giunta dopo avere esaminato tutti gli atti amministrativi sviluppati intorno all’iniziativa progettuale del porto turistico. Dunque delibere, richieste di finanziamento e altri documenti dell’iter procedurale amministrativo. Secondo la magistratura dietro la ATI- Marilea srl e poi la Pama si nascondeva Francesco Moccia, reale titolare dell’appalto per il completamento e la gestione del Porto. In pratica, sempre secondo la Procura di Larino  Moccia “non poteva formalizzare la sua posizione a causa della condanna alla pena accessoria dell’incapacità di contrattare  con la pubblica amministrazione inflitta allo stesso Moccia il 25.02.2000 dal Tribunale in composizione monocratica di Napoli – sezione distaccata di Ischia – per il reato di cui all’art. 355 c.p. (Inadempimento di contratti di pubbliche forniture), sentenza confermata dalla corte d’appello di Napoli il 23.11.2000 e divenuta irrevocabile il 19.03.2002 (rigetto del ricorso in Cassazione)”. Oltre all’associazione a delinquere agli indagati vengono contestati anche i presunti reati di turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Oltre all’ex sindaco Di Giuseppe nell’inchiesta è finita tutta l’ ex amministrazione di centrosinistra di Campomarino.  Risulterebbero indagati anche Francesco Camilleri, attuale Sindaco ed ex presidente società mista, Giuseppe Ruta, consulente del Comune, Edmondo Falcione imprenditore di Campobasso, Nino Toffi, ingegnere, Giuseppe D’Uva, architetto, Felice Di Giandomenico, ingegnere, Antonio Norante, dirigente del Comune, Donato Battaglino avvocato del Comune. Ed ancora: gli ex componenti della Giunta: Settimio Di Giammartino, Angelo Cirelli, Luigi Carriero, Guido Messere, Nicola Occhionero (attuale assessore provinciale) e Vincenzo Ventrudo. Ci sono poi gli ex consiglieri comunali Alfonso Tigano e Donato Crovella Anna Maria Mattucci ex Presidente del Consiglio comunale di Campomarino, Vincenzo Marini, Michele Di Domenico impiegato comunale, Stefano Di Labbio ex Presidente del Porto, Salvatore Amitrano, David Gianfrancesco, Angelo e Roberto Amitrano, Paolo Aureli, Andrea Di Giambattista, Francesco Di Giglio, Antonio Di Stefano, Marco Pecoraro.
 

Le reazioni
 

Nagni (Idv) invita alla cautela e rinnova la fiducia alla magistratura e a Di Giuseppe

L’Italia dei Valori invita alla cautela e ribadisce la propria fiducia nel lavoro della magistratura che potrà chiarire tutto e dimostrare che l’onorevole Di Giuseppe è estranea ai fatti contestati. “Confermiamo la fiducia nella magistratura e in chi sta svolgendo le indagini e apprezziamo la serenità con cui il nostro deputato sta affrontando questa vicenda – afferma in una nota Pierpalo Nagni, coordinatore regionale del Partito – Così come non muta la fiducia nella magistratura, allo stesso modo, non muta la nostra fiducia nei confronti dell’onorevole Di Giuseppe che, siamo certi, riuscirà a dimostrare la propria estraneità ai fatti”.

L’Onorevole Di Giuseppe: “Sono serena. Sul porto turistico non ho commesso alcuna forzatura

Fiducia ne giudici viene espressa anche dall’onorevole Di Giuseppe che si dichiara serena e precisa di avere parlato con leader dell’Idv,  l’onorevole Antonio Di Pietro che, lo ricordiamo, ha voluto fortemente candidarla al Parlamento. “Mi ha invitato a essere serena, a confidare nella giustizia – ha detto Di Giuseppe -  Sul porto turistico non ho commesso alcuna forzatura. Sono serena e aspetto di conoscere le accuse e le ipotesi di reato, senza smettere di fidarmi della magistratura”.

L’avvocato Giuseppe Ruta:  “l’Autorità di vigilanza, il Tar e il Consiglio di Stato confermano la piena legittimità dell’operato del Comune”

L’avvocato Giuseppe Ruta affida ad un comunicato stampa la sua replica. Ecco il testo integrale  “Dagli ultimi notiziari ho appreso di essere indagato, unitamente ad altre trenta persone, nella vicenda della realizzazione del Porto Turistico di Campomarino, nel cui comune ho espletato la mia attività di avvocato consulente. Pur non avendo ancora ricevuto alcuna notifica in merito alle predette indagini, ho avuto modo di riscontrare, con più di qualche perplessità, le accuse che vengono mosse al sottoscritto ed a quasi tutti gli indagati ed ho ritenuto di fare un po’ di chiarezza su quanto sta liberamente impazzando su alcune testate giornalistiche. Tengo a precisare che gli esiti dell’attività espletata dal sottoscritto per conto del Comune sono stati più volte confermati e ritenuti pienamente legittimi dal giudice amministrativo in entrambi i gradi di giudizio, ovvero sia dinanzi al TAR Molise che dinanzi al Consiglio di Stato (invito tutti a leggere le specifiche motivazioni delle sentenze, sempre che le stesse abbiano un qualche valore, pubblicate sul sito della giustizia amministrativa (www.giustizia-amministrativa.it: sentenza TAR Molise n.455/96; sentenza Consiglio di Stato n.2246/2007).
Proprio sulla gara e sull’affidamento dei lavori del porto oggi oggetto di contestazione da parte della Procura di Larino, tali pronunce affermano: l’amministrazione “ha proceduto dapprima ad indire un pubblico incanto e, solo dopo aver accertato che la gara era andata deserta, tenuto conto che l’unica offerta pervenuta era stata esclusa, ha optato per la trattativa privata, ammissibile in tale ipotesi ai sensi dell’art. 7, 2° comma, lett. a), D. Lgs. 17.3.1995, n. 157… il che è stato assicurato dallo stesso, come si rileva per tabulas.”; quanto all’affidamento dei lavori anch’esso contestato, sempre il giudice amministrativo, con sentenza definitiva, ha precisato che “relativamente alla parte concernente la realizzazione di lavori pubblici, risulta assicurato il rispetto della normativa in materia”). Se ciò ancora non bastasse, invito tutti a leggere un’ulteriore sentenza (TAR Molise n.724/2008) con la quale, proprio i pareri forniti dal sottoscritto agli organi dell’amministrazione (pareri che oggi il predetto avviso di conclusioni indagini mi contestano) hanno scongiurato la richiesta di risarcimento danni di circa quattro milioni di Euro avanzata dai privati a carico dell’amministrazione, richiesta di danni che invece avrebbe avuto facile accoglimento ove non fosse stata data esecuzione alle citate pronunce  del Tar  e del Consiglio di Stato (la cui omessa ottemperanza avrebbe costituito oltre che causa di risarcimento danni, anche di reato, come tutti ben sanno, ai sensi e per gli effetti degli artt. 650 c.p. e 388 c.p): e meno male che secondo l’impianto accusatorio avrei addirittura favorito i privati  a scapito del comune !!! Se poi taluno nutra ancora qualche ulteriore dubbio sulla legittimità della citata procedura può ancora leggere, per scienza, la complessa determinazione dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici la quale, interpellata anch’essa in merito alla regolarità del predetto iter, si è espressa favorevolmente dopo oltre un anno e mezzo di istruttoria. E non è un caso che proprio la Guardia finanza, nel corso delle indagini, con relazione del 18.03.2008 (prot. 3040), conosciuta proprio in data odierna ed acquisita agli atti del fascicolo del PM con il numero 1182 e ss. ha così concluso: “Si premette che la decisione da parte del Comune di Campomarino di “prescegliere, quale strumento per l’esecuzione dei lavori di completamento strutturale e funzionale del porto turistico di Campomarino e per la gestione dello stesso e delle attività connesse, lo strumento della società consortile mista a responsabilità limitata  a maggioranza di capitale pubblico”, appare appropriata così come stabilito dai diversi gradi di giudizio del TAR e del Consiglio di Stato. Le suddette pronunce sono state condivise dall’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che con propria deliberazione n. 309 si è pronunciata sulla segnalazione presentata dalla Marina Cà srl in ordine a presunte irregolarità compiute dal comune di Campomarino per l’affidamento dei lavori di completamento della gestione del porto turistico”.  Quanto all’ulteriore attività stragiudiziale resa dal sottoscritto attraverso pareri, scritti ed orali, sia nel corso degli incontri tenuti presso un notaio di Termoli (ai fini della costituzione della società mista) sia presso il mio studio (ove più volte i funzionari dell’ente hanno legittimamente inviato le ditte interessate a presentare l’offerta al fine di conoscere doverosamente tutte le implicazioni del contenzioso pendente sulla procedura in corso, contenzioso che stavo curando con regolare  e legittimo mandato), è stata resa dal sottoscritto non soltanto legittimamente e nel proprio ruolo di legale, ma anche nel dovere di assistenza del cliente, ogni qual volta lo stesso ne abbia fatta richiesta”.

L’ex Idv, Erminia Gatti, si toglie qualche sassolino dalle scarpe. “Di Pietro garantista? Finalmente”
 
Si toglie qualche sassolino dalle scarpe ed esprime le proprie valutazioni sulla vicenda, l’avvocato Erminia Gatti, ex candidata alle Europee con l’Italia dei Valori ed oggi coordinatrice regionale di Alleanza per l’Italia dopo avere abbandonato  l’Idv esprimendo giudizi molto duri nei confronti di Di Petro e dei dirigenti dell’ex Partito molisano. “Mi auguro che le tesi accusatorie saranno smontate e che sarà fatta piena luce sulla verità, perchè sarebbe gravissimo se un’intera classe dirigente avesse scelto di aprire le porte del territorio agli appetiti di presunte infiltrazioni malavitose, ipotecando il futuro della propria crescita – afferma Gatti – Sono convinta della bontà dell’operato della magistratura, e senza cedere a derive integraliste credo che sarà opportuno attendere che la giustizia faccia il suo corso. Al riguardo, accolgo con piacere il nuovo corso garantista dell’Idv, che ha rimarcato la propria fiducia all’on. Di Giuseppe, evitando di chiederne immediatamente le dimissioni, come avrebbe fatto per esponenti di altri partiti. Apprezzo anche la scelta di Di Pietro di non dare giudizi affrettati sull’enormità di un’ipotesi di coinvolgimento in associazione a delinquere, o di turbativa d’asta a carico dell’on. Di Giuseppe: un intreccio fra interessi pubblici e privati come quello ipotizzato dalla procura sarebbe talmente grave da essere totalmente incompatibile con il predicato di legalità del partito dell’ex pm. Ma evidentemente il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, come il figlio Cristiano, capogruppo alla Provincia ed il segretario regionale Pierpaolo Nagni – prosegue  Gatti -  hanno scelto di abbandonare la deriva populista del processo mediatico, per scegliere une evoluzione politica più matura e garantista. Questo nuovo approccio, meno drastico, ispirato ad una maggiore osservanza delle garanzie giuridiche nello svolgimento delle indagini, che tuteli adeguatamente il diritto di difesa e di libertà dei soggetti in ogni stato e grado del procedimento, è senza dubbio una svolta epocale nella linea politica dell’Idv, che va segnalata ed apprezzata.  Si tratta di un cambio di rotta nell’approccio del leader Di Pietro ai temi cari della legalità? – si chiede la coordinatrice di Alleanza per l’Italia – L’etica nella politica seguirà da oggi un parametro diverso rispetto alla magistratura? Ne sono felice, perché credo che la politica debba essere bonificata da questo clima di sospetti e di veleni: ma sia chiaro – conclude Gatti – che la presunzione di innocenza è un principio che, se accolto, si applica per tutti, non solo per gli amici di partito”.

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