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Riforma Gelmini, gli studenti sui tetti per fare sentire il proprio “No”

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Gli Universitari molisani salgono su quello di Agraria per protestare. Un coro di solidarietà

La Camera sta per concludere l’esame del Decreto Legge sul nuovo ordinamento degli Atenei Italiani, voluto dal Governo Berlusconi, e alla vigilia della decisione finale il vento della protesta arriva anche nel Molise. Oggi (29 novembre 2010) gli studenti del Colettivo 2k8 dell’ Unimol sono saliti in presidio permanente sulla terrazza della facoltà di Agraria a Campobasso per alzare il livello della protesta “al DDL Gelmini, ai tagli all’università pubblica – si afferma in una nota inviata alla stampa -  ai tagli alle borse di studio, mense e alloggi; in una parola, tagli al futuro dei giovani italiani”. Per il Colettivo 2k8 dell’ Unimol il DDL Gelmini è un disegno di legge che dietro la cortina di fumo di parole come valutazione e merito pone ad esaurimento la figura del ricercatore a tempo indeterminato ed introduce la figura del ricercatore a tempo determinato per 6 anni. “Azzera il potere del Senato accademico e lo trasferisce al consiglio di amministrazione, in cui almeno 3/11 saranno esterni (nominati da aziende o politica) –affermano gli Universitari molisani -  riduce la rappresentanza, e soprattutto introduce il “Fondo per il Merito”, destinato ad erogare prestiti d’onore che gli studenti dovranno restituire al termine degli studi, con il solo risultato di trasformare il diritto allo studio in diritto all’indebitamento. I fondi nazionali per le borse di studio tra il 2009 ed il 2013 subiranno un taglio del 95% distruggendo completamente il diritto allo studio e con esso l’articolo 3 della nostra Costituzione”. Gli Universitari ribadiscono la netta opposizione alle politiche di tagli all’istruzione pubblica ed al diritto allo studio, “per garantire a tutti i giovani meritevoli il diritto di poter accedere ai più alti gradi di istruzione – termine la nota -  indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia di provenienza”.

La protesta degli Universitari Molisani raccoglie numerose adesioni

Paolo Marinelli, Coordinatore Regionale NIdiL (Nuove identità di lavoro) CGIL Molise – “In questi giorni, la massiccia protesta di studenti, ricercatori, docenti e personale tecnico-amministrativo si è espressa e si sta esprimendo in tutta Italia. Come gli studenti molisani anche noi della CGIL siamo per una istruzione che a tutti i livelli, dalla scuola all’università, sia pubblica, laica e democratica. Siamo ben lontani dalla visione del governo che vorrebbe la Conoscenza al servizio del mercato. Per Noi l’unica riforma auspicabile è quella di restituire centralità ai Saperi, alla Cultura, al Lavoro. E non crediamo alla menzogna delle risorse che non ci sono, ci sono eccome: già! ci sono le risorse per subordinare la ricerca a fini esclusivamente privatistici, ci sono le risorse da  concentrare nelle mani di pochi, che siano persone o grandi concentrazioni industriali e/o bancarie. Secondo il Ddl del Governo uscito dal Senato ed in discussione alla Camera  gli atenei pubblici del futuro saranno guidati da Rettori che presiederanno gli organismi chiave, Consigli di Amministrazione rimpinguati da soggetti esterni (rappresentanti dell’economia e delle imprese locali) e Nuclei di valutazione che dovrebbero verificare “la qualità e l’efficacia dell’offerta formativa”. La deriva aziendalistica diverrebbe lo scenario prevalente e si rischierebbe la confisca degli atenei statali da parte di Confindustria e Crui (la Conferenza dei Rettori). Per tutti questi motivi continueremo a contrastare la riforma “Gelmini”, perché un’altra riforma è possibile”.

Piera Liberanome e  Marinella Di Carlo Associazione Ecologisti Democratici del Molise – “Il sapere è di tutti e non ci stiamo ad un governo che taglia sulla cultura e preclude una possibilità di formazione e di lavoro ai nostri giovani, perché i ragazzi di oggi sono il futuro di domani. Dalla qualità degli interventi sullo studio e sulla cultura dipende la società dei giovani di domani”.

Andrea Vertolo segretario cittadino PDCI Campobasso -  “Il PDCI e la FGCI sono solidali e partecipano in prima linea alla mobilitazione degli studenti universitari dell’Unimol contro la riforma Gelmini che vedrebbe,oltre ai tagli incontrastati su tutto l’ambiente universitario,anche l’annientamento delle piccole università del sud come l’Unimol che già da tempo mostra segni di debolezza causati dai tagli già effettuati all’interno dell’ateneo. il presidio che si sta svolgendo in queste ore nella facoltà di agraria vede come protagonisti gli universitari affiancati da docenti e ricercatori,segno questo,che la protesta anche qui in Molise abbraccia tutti i settori dell’università. Il Partito dei comunisti italiani insieme alla FGCI sarà presente al presidio per dare sempre più forza alla voce di protesta che si sta innalzando in Molise come nel resto d’italia”.

Giuseppe Macoretta Federazione di Campobasso Giovani Democratici – “Il governo sta cercando in tutti i modi di far approvare entro domani dalla Camera dei Deputati il DDL Gelmin di riforma dell’università, senza curarsi delle proteste fortissime ed unanimi che si sono sollevate da tutto il mondo dell’università e della ricerca. Il DDL, al di là delle affermazioni propagandistiche del Ministro, non fa nulla per incentivare davvero la valutazione ed il merito e, anzi, finisce per aumentare il potere dei “baroni”. Ci opponiamo fermamente alla riforma dell’università Gelmini e ne chiediamo l’immediato ritiro, una riforma che pone ad esaurimento il ruolo del ricercatore a tempo indeterminato ed introduce una nuova figura precaria, il ricercatore a tempo determinato per 3 anni +3, che sottrae tutti i poteri al Senato Accademico e che rafforza a dismisura il Consiglio di Amministrazione che deciderà degli indirizzi di didattica e di ricerca, un consiglio che sarà composto per almeno 3/11 da esterni (nominati da aziende private o dalla politica); soprattutto, una riforma che dà al Ministro una delega in bianco per disegnare un nuovo diritto allo studio, senza borse di studio, alloggi e mensa, una riforma che introduce il “Fondo per il Merito”, un fondo destinato ad erogare non borse di studio, ma prestiti d’onore che gli studenti dovranno restituire al termine degli studi, trasformando così il diritto allo studio in diritto all’indebitamento. Il fondo nazionale per le borse di studio, in 4 anni, dal 2009 al 2013 subirà un taglio del 95%, da 246 milioni di euro a 12,9,  distruggendo tutto il sistema di diritto allo studio italiano e distruggendo con esso il futuro e le speranze di tantissimi giovani.  Mentre Germania e Francia, con un numero di studenti simile al nostro, investono in diritto allo studio 1,4 miliardi di euro, l’Italia investiva (prima dei tagli di Tremonti) circa 500 milioni; se questa è attenzione al futuro dei giovani e del paese….. Berlusconi, 4 anni fa, confessò che secondo lui il figlio dell’operaio non ha il diritto di diventare dottore, ora, con i tagli al diritto allo studio e all’istruzione pubblica, e con il Disegno di Legge Gelmini, sta mettendo in pratica questa sua convinzione e con essa la negazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione Italiana, “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.” Sosteniamo le proteste portate avanti da tutto il mondo dell’istruzione e della ricerca e tutte le manifestazioni organizzate dagli studenti di tutta Italia e dell’Unimol, che da oggi sono in presidio permanente sulla terrazza della Facoltà di Agraria”.

Danilo Leva segretario regionale del Pd- “Il Partito Democratico del Molise sostiene gli studenti universitari molisani che in questi giorni, così come i loro colleghi nel resto del Paese, stanno portando avanti una forte protesta contro la riforma Gelmini. Questa mattina (lunedì 29 novembre), il segretario regionale Danilo Leva ha fatto visita al sit-in organizzato dagli studenti presso la facoltà di agraria. “ Siamo qui a testimoniare la nostra solidarietà e ad ascoltare le ragioni degli studenti, ragioni che comprendiamo e condividiamo pienamente. La riforma del Ministro Gelmini, che il parlamento sta discutendo in questi giorni, va cambiata radicalmente. Essa certifica definitivamente l’ impoverimento e l’ arretramento dell’Università italiana , riportandola indietro di decenni ad una gestione centralistica della burocrazia ministeriale, del tutto inefficace e fuori dalla storia. Il Partito Democratico si sta adoperando attivamente nelle sedi istituzionali, presentando decine di emendamenti al testo del DDL con l’ obiettivo chiaro di consentire all’università italiana di fare un deciso passo in avanti. È nostro compito , inoltre,  mantenere alta l’attenzione sul tema della riforma dell’università che in questi mesi è passato sottotraccia nel dibattito pubblico, con la colpevole complicità di molti.”
 

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