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I piccoli Comuni rischiano la chiusura

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Micaela Fanelli, sindaco di Riccia, lancia il grido d’allarme. “Taglio del 50% dei trasferimenti statali”

E’ preoccupata Micaela Fanelli, sindaco di Riccia, e lancia l’allarme contro il rischio di chiusura dei piccoli Comuni. Cita il Sole24ore che pubblicato  la classifica delle città italiane in base ai  nuovi tributi municipali, derivanti dall’applicazione decreto legislativo varato queste estate e riguardante il cosiddetto “fisco municipale”. A dire di Fanelli la “gamba” del federalismo fiscale che interessa più direttamente i Comuni conferma un allarme forte per le città del Mezzogiorno, che, sostiene il sindaco,  vedrebbero ridursi di circa il 30% i gettiti dei tributi rispetto alla situazione attuale. Isernia, ad esempio, andrebbe a meno 23,5%. “I minori gettiti per i comuni più piccoli e dove il “dinamismo immobiliare” è pressoché nullo potrebbero vedersi ridurre i gettiti fino al 50% – prosegue Fanelli – In questa situazione si potrebbero verosimilmente trovare molti dei Comuni molisani, soprattutto quelli delle aree interne e di minori dimensioni”. Il sindaco di Riccia ricorda che il decreto non è stato approvato in maniera definitiva e manca il parere dell’ANCI, all’interno dei cui organi, in particolare in sede di Commissione Mezzogiorno, Fanelli ha espresso, insieme ad altri colleghi, un parere fortemente critico. “Non si tratta, infatti, di aderire o meno al senso federalista della riforma per motivi ideologici o di parte; non si tratta di non volere la responsabilizzazione della classe dirigente, ed in particolare degli amministratori; e neanche di essere contro per spirito di conservazione delle rendite o per volontà assuntaci di riequilibrare i territori rispetto alle ricchezze ivi prodotte – afferma ancora il sindaco di Riccia -  Si tratta di mettere una firma sul proprio atto di morte o di rifiutarsi di farlo. Io mi rifiuto di farlo e sto provando a lanciare in ogni sede, in primis all’indirizzo dei miei colleghi sindaci e poi all’indirizzo politico nazionale, un grido di allarme forte. Le riduzioni dei trasferimenti, seppure media termine perequate con sistemi di transitorietà, porteranno i Comuni molisani a chiudere i battenti per assenza di risorse per garantire i servizi minimi. E’ un problema di mancanza di dinamismo economico, la cui curva segue il dinamismo immobiliare sulla base del quale è fotografato il nuovo gettito per i Comuni. In una parola- prosegue Fanelli -  se sei povero, resti povero e nessuno ti perequa. Sei destinato a ridurre i tuoi servizi in proporzione al tuo mancato gettito locale. Il patto sociale che tiene insieme il Paese, fra chi ha più e chi ha meno e il sistema di riequilibrio centrale, viene meno”.  Secondo il sindaco di Riccia non basterebbero gli azzeramenti dei costi della politica e le forme associate, obbligatorie per i Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti, per realizzare le economie di scala. “Già in questi giorni di fine novembre, i Comuni hanno fatto fatica ad approvare gli assestamenti e in molti hanno iniziato a conteggiare i tagli diretti ed indiretti derivanti dal decreto legge 78 ritrovandosi decine di migliaia di euro in meno destinate in precedenza per lo più ai servizi sociali – sostiene ancora Fanelli -  Quasi sempre, infatti, i tagli agiscono sulle spese “comprimibili” che per i bilanci dei comuni sono, per lo più, quelle legate ai servizi sociali, poiché non si può agire su quelle più rigide (personale e servizi “obbligatori”: rifiuti e utilities varie). Così succede che, paradossalmente, in un momento di crisi come questo, quando la necessità di risposte all’indirizzo di chi ha più bisogno si fa più forte, più flebile o nulla si fa la capacità degli enti più vicini al territorio, cioè al bisogno, di agire”. Insomma, per effetto della manovra sui contenimenti della spesa pubblica, secondo il sindaco di Riccia i comuni possono rispondere ai problemi sociali con affievolite se non nulle capacità. “Per effetto del disegno federalista, i Comuni molisani vedranno praticamente dimezzate le risorse trasferite trovandosi nell’impossibilità di gestire i servizi e, temiamo, anche di garantire i costi fissi del personale – sottolinea il sindaco – A ciò si assommino i tagli all’indirizzo regionale, attualmente stimati in circa 44 milioni di euro, che, a loro volta, si trasformeranno in minori investimenti o minori servizi ai cittadini e il provvedimento relativo al fisco regionale e di costi standard in sanità che porterà a una ulteriore enorme difficoltà.  Né basta, purtroppo, il Piano Mezzogiorno che delude fortemente le aspettative delle amministrazioni comunali di ambo gli schieramenti politici (più duro di tutti il Vicesindaco di Brindisi, delegato allo sviluppo economico dell’Anci, amministratore di centro destra), in quanto riduce le risorse realmente appostate e “trasferisce” gli interventi dal bilancio “ordinario” dello stato ai fondi addizionali, cioè sulle risorse già di competenza regionale,  determinano in sostanza una sottrazione per i territori. Speriamo, almeno, che significhi che verranno sbloccate le risorse regionali del Fondo Aree Sottoutilizzate e arrivino le principali leve per generare sviluppo nelle aree interne, oggi legate alle aspettative dei cosiddetti PAI. Innescare un processo di crescita repentino sarebbe l’unico modo di fronteggiare la mannaia federalista. Ci piacerebbe pensare che è una scommessa che si può vincere. Nonostante gli indizi di segno opposto, – conclude Fanelli – speriamo la politica e la buna amministrazione riescano a far bene il loro mestiere, in primis quello dell’ottimismo. L’Italia, l’Europa e l’economia mondiale riprendano presto a crescere; l’Italia e politica dell’egoismo antisolidale a decrescere”. 

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