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Iorio querela Vinicio D’Ambrosio

2 Commenti

Carta bollata contro l’autore del libro che descrive venti anni di gestione del potere nel Granducato del Molise


Michele Iorio ha denunciato Vinicio D’Ambrosio, l’autore del libro che descrive in modo impietoso venti anni di potere nel Molise. “Il Regno di Iorio” è stato e continua ad essere il filo d’Arianna che ha orientato e orienta la stampa nazionale nel conoscere il Granducato del Molise, dove c’è un solo uomo al comando, prima con il centrosinistra, poi con il centrodestra e in futuro non si sa bene con chi. Il libro di D’Ambrosio, ex presidente della Confcooperative Molise, si avvale dell’autorevole prefazione di Sergio Rizzo , giornalista del Corriere della Sera e autore, con Gian Antonio Stella, del best seller “La Casta”. Il libro “Il Regno di Iorio” offre una ricchissima documentazione che descrive le vicende molisane con estrema chiarezza: consulenze, post-terremoto, inchieste giudiziarie. Per molto tempo Iorio ha contrastato lo scritto di D’Ambrosio affidandosi ai vari comunicati stampa e alle lettere inviate ai direttori dei quotidiani nazionali che si sono occupati del Granducato del Molise. Poi, per bloccare il diffondersi delle notizie, ispirato dai vari pasdaran del centrodestra, con i soldi dei molisani ha pagato le parcelle di un avvocato incaricandolo di mandare nelle redazioni un mare di diffide, che, ovviamente non hanno fernato la marea. Ora l’ultimo atto. Con un certo ritardo rispetto all’uscita del libro, Iorio ha deciso di querelare D’Ambrosio, dando mandato all’avvocato Arturo Messere.
“Le ripetute esternazioni di D’Ambrosio e i contenuti del suo libro –afferma il Presidente della Giunta regionale in una nota inviata alla stampa- – ancorché falsi, o nel migliore di casi inesatti, sono gravemente lesivi della mia persona, dell’incarico istituzionale che ricopro e della Regione Molise nel suo complesso. Parte dei fantasiosi racconti, delle illazioni e delle deduzioni di D’Ambrosio, infatti, è stata ripresa da alcuni organi di informazione nazionale, e ciò ha creato un grave danno d’immagine all’intero Molise”. Dunque, ancora una volta, Iorio, immaginando l’esistenza di un reato che punisce la lesa maestà, confonde la sua onorabilità con quella del Molise e dei Molisani, fingendo di non comprendere che trattasi di fatti diversi.  

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  1. albino iacovone says:

    Purtroppo la politica vera non esiste più!.
    Ogni personaggio pubblico( politico o non), se non offeso personalmente,non dovrebbe mai usare la querela.
    Basta smentire, chiarire, dimostrare la buona fede e poi aspettare ( nel caso dei politici) il giudizio dei cittadini- elettori.
    Chi scrive è stato sempre ” bersagliato” da querele e denunce ( sempre infondate) per il solo fatto di agire con correttezza e trasparenza nell’interesse pubblico, senza condizionamenti , senza peli sulla lingua!,e nel pieno rispetto delle persone.
    Allego un ulteriore pezzo di queste vicende.

    “TRASPARENZA E DIRITTI NEGATI” di Albino IACOVONE

    Ritengo opportuno rendere noto che i vertici della Comunità Montana “Alto Molise”, nelle persone del dr. Manlio Palange che si presenta come Amministratore Straordinario, nominato dal Presidente della Giunta Regionale Iorio, e nella persona del dr. Giuseppe Murgolo che si presenta come Segretario generale a scavalco, non danno pieno corso e/o riscontro a legittime segnalazioni e richieste per fatti ed avvenimenti che hanno caratterizzato la precedente e l’attuale gestione amministrativa per le ben note vicende.
    Come se ciò non bastasse, i suddetti Palange e Murgolo hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Isernia, alla Procura della Corte dei conti di Campobasso, e al Prefetto di Isernia la persona ( cioé me sottoscritto) di chi è andato a chiedere spiegazioni o copia di documenti.
    I Palange e Murgolo, nella denuncia, hanno scritto che le richieste verrebbero a :

    ””…ingenerare intralcio, confusione, timore, sfinimento, soggezione e qualsiasi altro effetto giuridico da parte di questa Amministrazione (ndr.Comunità Montana) al fine di indurre in errore, inosservanza a leggi e regolamenti per trarne eventuali illeciti vantaggi…….Tali istanze presentano il principio della preordinazione poiché ogni soggetto citato investe l’altro della problematica che sentendosi legittimato ad intervenire nel procedimento lo aggrava, lo intreccia con altre problematiche, confonde spesso, il pubblico ufficiale o l’incaricato del pubblico servizio che per adempiere al proprio dovere potrebbe, per effetto, incorrere in errore causando, non volendo, altrui vantaggi o danni alla pubblica amministrazione….””.

    A tali tesi non occorre nessun commento, da parte mia, giacché è sufficiente riportare le decisioni della Procura della Repubblica di Isernia e del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Isernia.

    Il sostituto Procuratore Dott. Federico SCIOLI, dopo l’atto dovuto di iscrizione sul registro degli indagati, in data 3/06/2010, per ipotesi di reato ex 340 c.p. (interruzione di pubblico servizio), già il 7/06/2010 chiede al G.I.P. di voler disporre l’archiviazione, osservando quanto segue:

    ”” Nessun reato è ipotizzabile nella fattispecie in esame. Gli indagati sono firmatari di numerose istanze di accesso agli atti amministrativi in possesso della Comunità Montana di Agnone.
    Tutto ciò, ad avviso del denunciante, sarebbe motivato dall’intento di “ ingenerare intralcio ” al lavoro dell’amministrazione in esame.
    Deve osservarsi come sia del tutto legittimo inoltrare istanze alla pubblica amministrazione, ai sensi della legge 241/90 (e successive modifiche).
    La pubblica amministrazione ha il dovere di valutarle, accogliendole o rigettandole.
    Allo scopo di evitare inutili intralci all’azione amministrativa, la P.A. deve naturalmente disciplinare l’esercizio del diritto di accesso agli atti amministrativi, nell’interesse degli istanti e dell’ente, allo scopo di assicurare l’imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione.””.

    Il G.I.P. dott. Luigi CUOMO, letti gli atti del procedimento, vista la richiesta del Pubblico Ministero , con decreto in data 19 ottobre 2010 dispone l’archiviazione del procedimento stesso, rilevando che :

    ”” la notizia di reato è infondata e gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio.
    Gli indagati hanno presentato istanze alla pubblica amministrazione e, pertanto, hanno legittimamente esercitato un diritto.
    Spetta all’Ente pubblico destinatario delle istanze procedere a disciplinare l’accesso fornendo riscontro alle richieste dei privati “”.

    Sarebbe ora interessante sapere cosa ne pensano a Campobasso il Presidente Iorio ei suoi assessori , circa la eventuale attivazione di una procedura per assumere altro personale “ ad adiuvandum “ dei suddetti Palange e Murgolo.

    Ugualmente sarebbe interessante sapere cosa pensano il Presidente della Repubblica Napolitano, il Presidente Berlusconi, il Ministro Brunetta e tanti altri che hanno provveduto ad elaborare il decreto legislativo n.150/2009 che, nell’articolo 11, contiene la prescrizione del seguente tenore:
    1. La trasparenza e’ intesa come accessibilità’ totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività’ di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità’. Essa costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.
    2. Ogni amministrazione, sentite le associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, adotta un Programma triennale per la trasparenza e l’integrità’, da aggiornare annualmente, che indica le iniziative previste per garantire:
    a) un adeguato livello di trasparenza, anche sulla base delle linee guida elaborate dalla Commissione di cui all’articolo 13;
    b) la legalità’ e lo sviluppo della cultura dell’integrità’.

    In conclusione, penso che i migliori giudici possono essere proprio i concittadini molisani che pagano le tasse nella prospettiva di ricevere simili trattamenti.
    Ad essi, concittadini, il giudizio sulle denunce dei Palange e Murgolo e sulle decisioni della Magistratura.

    Albino Iacovone, già Consigliere della Comunità Montana”Alto Molise”

  2. …la querela è una moda, fa tendenza; se non fai una querela chi sei, nessuno;

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