Del Torto non brinda più
In manette il commissario del Cosib per smaltimento illegale di rifiuti. Il Gip non avrebbe autorizzato l’arresto di Iorio, indagato insieme ad altre 17 persone. Le reazioni
Questa volta Antonio Del Torto non ha potuto brindare. Quando sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo ecologico di Campobasso, invece di una bella bottiglia di spumante si è trovato tra le mani un provvedimento di custodia cautelare. L’ordinanza è stata emessa dalla Procura della Repubblica di Larino nell’ambito di un’indagine sullo smaltimento di rifiuti da parte del Cosib, di cui Del Torto è commissario straordinario. L’operazione denominata “Open Gates” coinvolge complessivamente diciotto persone, tra cui il presidente della Giunta Regionale, Michele Iorio, per il quale, secondo indiscrezioni, la Procura di Larino avrebbe chiesto l’arresto, ma il Gip Veneziano ha negato la firma sul provvedimento. Oltre a Del Torto sono finiti in carcere, Antonio Campana, funzionario della Regione e responsabile del settore Ambiente; Michele Sottile, agronomo di San Martino in Pensilis; Elio Scurti, direttore tecnico del Coniv di San Salvo. Arresti domiciliari per: Michele Serago, biologo; Rossana Catelli, segretaria di Del Torto, Perrino, funzionario della Provincia di Campobasso. Non potranno dimorare in Molise: Vittorio Abiuso, responsabile Area Tecnica del Cosib; Franco Di Michele, responsabile depuratore Cosib. Obbligo di firma per Giovanni Vincenzo Del Torto, responsabile laboratorio analisi dell’Arpam. Indagati per reati contro l’ambiente e contro la pubblica amministrazione: Michele Iorio, Presidente della Giunta Regionale del Molise, Francesco Di Falco, consigliere regionale; Luigi Petracca, responsabile dell’Arpa Molise; Franco Di Michele, responsabile tecnico del depuratore Cosib; Giuseppe Caruso, Giuseppe Moffa, Gabriele Cipolletti, Walter Damonti e Danilo Dell’Oso. Complessivamente l’indagine della Procura coinvolge diciotto persone. La procura di Larino ha disposto anche il sequestro del depuratore del Coniv di Montenero di Bisaccia e di due laboratori di analisi chimico-fisiche a Campobasso e Chietì.
Le indagini
Secondo la Procura di Larino l’Ingegnere Del Torto avrebbe messo in atto un traffico illegale di rifiuti utilizzando la sua società, Inside, con la complicità di funzionari pubblici, tecnici e chimici. Il tutto dopo avere classificato come fanghi di acque reflue urbane quelli che in realtà erano fanghi derivati da lavorazioni industriali del Nucleo di Termoli. Il Consorzio Industriale di Montenero di Bisaccia (Coniv) avrebbe quindi smaltito i rifiuti su 200 ettari di terreno, gestiti da aziende agricole del Basso Molise. Addirittura alcune aree impiegate per lo smaltimento dei rifiuti sono a rischio inondazioni. Operazione messa in atto anche grazie a un funzionario della Provincia di Campobasso, corrotto secondo la Procura, che avrebbe trasformato l’originaria autorizzazione del depuratore del Cosib di scarico diretto in mare, mentre in realtà veniva effettuato all’interno di un canale a quattro chilometri dalla costa, in una zona caratterizzata da fauna acquatica, provocando, quindi, l’inquinamento della catena alimentare. I funzionari Arpam entrano nelle indagini perché avrebbero rivelato segreti d’ufficio, annunciando a Del Torto le ispezioni all’impianto di depurazione del Cosib e, quindi, l’istruttoria avviata sullo smaltimento dei rifiuti. L’ex consigliere comunale di Termoli Di Falco, passato dal centrosinistra al centrodestra e oggi consigliere regionale di maggioranza, avrebbe, secondo la Procura, votato contro il conto consuntivo dell’assemblea civica della città Adriatica in cambio di una polizza annua da 45 mila euro sottoscritta come agente assicuratore. Il voto di Di Falco contribuì alle dimissioni del sindaco di Termoli Vincenzo Greco, il quale contrastò con estrema durezza la nomina di Del Torto a commissario del Cosib. Il presidente della Giunta Regionale, Michele Iorio, entra nella vicenda per avere designato Del Torto alla guida del Consorzio. Il tutto, secondo la Procura, violando “le norme ordinarie di gestione dei Consorzi di Sviluppo industriale, con preordinata concertazione ed attuazione di un’operazione volta a veicolare volutamente la vita dell’ente in una situazione patologica di ingovernabilità tale da realizzare le condizioni necessarie a che venisse nominato il presidente del Cosib come commissario straordinario”. La Procura sottolinea che l’azione è stata prolungata nel tempo mediante la proroga del provvedimento di commissariamento. “Azione tesa a far estromettere dal governo del Consorzio gli organi ordinari – afferma ancora la Procura di Larino – concentrando tutti i poteri in capo al presidente/commissario, che dopo aver assunto su di sé tutti i poteri di governo e senza avere alcuna forma di controllo interno, avrebbe realizzato condotte delittuose”.
Le reazioni
Michele Iorio, Presidente della Giunta Regionale del Molise: “Sono pronto a recarmi dai Magistrati”
“Apprendo dagli organi di informazione nazionali e locali di un mio coinvolgimento nell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Larino sul Consorzio Industriale Valle del Biferno. In proposito esprimo la mia totale estraneità rispetto all’oggetto di detta inchiesta, riguardante il ciclo di smaltimento di rifiuti che avrebbe danneggiato l’ambiente e la salute dei cittadini. Per quanto riguarda l’iter amministrativo che ha portato alla nomina del Commissario Del Torto e qualora risponda al vero che anch’io sono indagato, sono pronto a recarmi dai Magistrati competenti per essere ascoltato alla presenza dell’avvocato Arturo Messere, mio difensore di fiducia, per spiegare con puntualità la ratio ed il percorso seguito per assumere tale decisione, in modo da dissipare ogni dubbio sulla liceità del mio operato”.
Leoluca Orlando (IdV): “Bubbone scoppiato anche grazie alla nostra denuncia”
“Quanto accaduto in Molise è la spia e la conferma che le illegalità legate al mondo dei rifiuti riguardano tutte le regioni del nostro Paese e che nessuno può ritenersi immune dal contagio, né al Nord e né al Sud. Noi di IdV avevamo denunciato la gestione anomala del Cosib, in un dibattito pubblico a Termoli, per richiamare sul caso l’attenzione dell’opinione pubblica. Anche alla luce dell’inchiesta che ha portato oggi all’arresto, fra gli altri, del presidente del Cosib di Termoli, Antonio Del Torto appare, se possibile, ancora più ingiustificabile la rimozione del consigliere IdV, Cristiano Di Pietro, dall’incarico di rappresentante dell’Ente consortile, con potere di controllo, per la provincia di Campobasso. E’ noto a tutti, infatti, che Di Pietro è stato sempre presente alle riunioni del Consiglio generale, sollevando interrogazioni ed esposti denuncia presso la Corte dei Conti sulla gestione del Cosib. L’inchiesta della Procura di Larino che ha portato all’arresto di dieci persone, fra cui lo stesso Del Torto e all’avviso di garanzia per 18 persone, fra cui lo stesso presidente della Regione Molise, Michele Iorio, dimostrano la bontà del lavoro dell’Italia dei Valori. Guarda caso i magistrati hanno disposto oggi il sequestro del depuratore di Montenero Di Bisaccia, lo stesso sul quale l’Italia dei Valori con Di Pietro aveva chiesto, con un atto ispettivo rivolto al sindaco di Montenero, delucidazioni e chiarimenti. Il bubbone scoppiato oggi ci fa riflettere: forse noi dell’Italia dei Valori diamo fastidio perché, in fatto di legalità, non facciamo sconti a nessuno”.
Antonio Sorbo e Marcello Cuzzone, Consiglieri provinciali Sel di Isernia: “E’ necessario agire con determinazione per chiedere il commissariamento del Cosib”
“Il terremoto politico e giudiziario scatenato dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Larino sullo smaltimento di rifiuti nel basso Molise ha fatto emergere una rete di rapporti quantomeno inquietanti tra classe politica, funzionari pubblici e imprenditori con la sovrapposizione talvolta dei ruoli e con evidenti conflitti di interessi. In un Molise ormai “commissariato”, nel quale il presidente della Regione ha piazzato commissari di propria fiducia in tutti gli enti, rischia di venir meno anche il controllo democratico che è compito dell’opposizione. Le vicende portate alla luce dalla magistratura debbono indurre le forze politiche di centrosinistra, alcune delle quali sono state finora abbastanza “timide” e eccessivamente “prudenti”, ad intervenire con forza rompendo gli indugi con una azione unitaria. Non è più possibile difendere posizioni e riferimenti localistici rispetto ad una vera e propria emergenza. E’ necessario agire con determinazione per chiedere il commissariamento del Cosib, l’avvio di una fase di reale riforma con l’abolizione dei Consorzi industriali e l’adozione di iniziative per scongiurare che, nel ciclo della gestione dei rifiuti, possano verificarsi fatti inquietanti come quelli scoperti dalla magistratura di Larino. E’ infine urgente chiedere conto ai vertici dell’Arpam, pesantemente coinvolti nell’inchiesta giudiziaria “Open gates”, del loro operato e fare chiarezza su come l’Agenzia ha agito in alcune vicende legate a fenomeni preoccupanti, come la gestione delle discariche e dello smaltimento dei rifiuti, gli effetti inquinanti della combustione dei rifiuti, la gestione dei dati sull’inquinamento sul territorio regionale. Sembra evidente che, sulla base delle prime risultanze dell’inchiesta, è prioritario chiedere ed ottenere la sostituzione del presidente dell’Arpam. In questa azione di difesa della legalità e del territorio Sel deve essere, naturalmente, in prima linea, rompendo ogni indugio”.
Giovanni Muccio, Presidente del Movimento il Guerriero Sannita: “Sul piano politico ’è una sentenza senza appello per questa classe politica della città Molise”
“Il Movimento Regionale del Guerriero Sannita, prende atto dell’operazione “Open Gates” e delle relative dieci misure cautelari personali, emanate dalla Procura della Repubblica di Larino, di cui quattro consistenti nella custodia in carcere, tre negli arresti domiciliari, due nel divieto di dimora nella Regione Molise ed una nell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, emesse a vario titolo nei confronti di personaggi eccellenti, tra cui il Commissario Straordinario del Cosib dott. Tonino Del Torto, oggetto della misura cautelare in carcere. Il Guerriero Sannita, esprime piena fiducia alla Magistratura e alle forze di Polizia, sul piano giudiziario attende con fiducia le risultanze delle indagini avviate dall’Autorità Giudiziaria, cui spetta il compito di far piena luce su tutta la vicenda che vede coinvolti a vario titolo diciotto persone, è anche vero che gli imputati sono innocenti fino ad una sentenza di condanna che sia passata in giudicato. Mentre sul piano prettamente politico, per il Movimento Regionale del Guerriero Sannita c’è una sentenza senza appello per questa classe politica della città Molise, è arrivato il momento di una svolta radicale e per questa ragione, il Guerriero Sannita è sempre più convinto che ci sia bisogno di una grande coalizione, che amiamo definirla Governo di liberazione della città Molise da 10 anni di potere di Iorio-Vitagliano. A tal riguardo, il Movimento sta predisponendo un documento che sottoporrà a tutte quelle forze politiche di centro sinistra, Movimenti e forze sociali che hanno a cuore il futuro della città Molise, un documento che veda impegnarci tutti in un Governo di liberazione della città Molise, per cercare di dare un futuro migliore alle nuove generazioni”.
Danilo Leva, segretario regionale del Pd: “Torniamo a chiedere la rimozione immediata di Del Torto”
“Quanto accaduto in queste ore è drammatico ed allo stesso tempo sconcertante. “Si tratta di fatti gravissimi- continua Leva- che gettano ombre inquietanti sulla gestione dei rifiuti in basso Molise ed aprono scenari preoccupanti su cui la politica deve fare immediata chiarezza. Occorrono risposte forti ed autorevoli capaci di fugare dubbi e di rassicurare i cittadini molisani. Spetta alla classe dirigente garantire il rispetto delle normative di settore nonché il corretto funzionamento dei controlli e delle verifiche dei diversi passaggi che caratterizzano il ciclo dei rifiuti. Da tempo il Partito Democratico aveva chiesto le dimissioni di Del Torto, così come l’espletamento di tutte le indagini necessarie a definire lo stato reale dei fatti. Oggi, alla luce dei provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria, torniamo a chiedere la rimozione immediata di Del Torto affinché il Cosib di Termoli possa essere amministrato da una personalità di indiscussa competenza e di riconosciuta trasparenza, in grado di garantire la sicurezza ambientale e la salute delle popolazioni del basso Molise e dell’intera regione. Chiediamo, altresì, al Presidente della Giunta regionale Iorio di riferire immediatamente in aula circa l’intera vicenda che lo vede coinvolto, in attesa di ascoltare tutte le delucidazioni del caso che, qual’ora non risultassero esaudenti ed esaustive, dovranno portare alle sue irrevocabili dimissioni”.
Michele Petraroia, Consigliere regionale del Pd: “Chiarezza su com’è maturata e proseguita la Presidenza Del Torto al Cosib di Termoli”
“Il Presidente della Regione Molise, Sen. Michele Iorio, è indagato in un’inchiesta della Procura della Repubblica di Larino inerente la gestione dei rifiuti che ha portato all’arresto del Presidente del Nucleo Industriale di Termoli, Ing. Tonino Del Torto, dell’Ing. Antonio Campana, dirigente della Regione Molise e di altre figure. Sono indagati inoltre, tra gli altri, anche un funzionario provinciale, un funzionario dell’Arpa e un ex-consigliere comunale di Termoli. Era stata la giornalista anticamorra, Rosaria Capacchione, ad anticipare sulla prima pagina de Il Mattino del 24 ottobre scorso, il coinvolgimento del Molise in operazioni poco trasparenti connesse allo smaltimento dei rifiuti. Ma nonostante le inchieste de La Voce del Molise, Primonumero.it e altri organi di stampa locali e nazionali, la Giunta ed il Consiglio Regionale, sono rimasti impassibili. Le richieste di chiarimento, ripetutamente avanzate e inoltrate per conoscenza anche alla Magistratura, sono rimaste disattese. Le interrogazioni attendono di essere riscontrate da mesi così come le istanze di accesso agli atti sul ciclo dei rifiuti. La Mozione sulla vicenda del Nucleo Industriale di Termoli connessa alle inchieste giornalistiche che paventavano dubbi sulla gestione del depuratore del Cosib è scomparsa dall’Ordine del Giorno del Consiglio Regionale. Nell’aspro scontro in Aula della seduta consiliare del 23 novembre sulla revoca di un’autorizzazione per un centro di stoccaggio per rifiuti pericolosi a Montagano è andato in scena il teatro dell’assurdo. Sono stato messo sul banco degli imputati per aver osato parlare di rischi di infiltrazioni criminali screditando il Molise e dando valore all’inchiesta di Rosaria Capacchione che ad avviso della Maggioranza non portava uno straccio di prova, né menzionava un solo episodio reale. Si è giunti a contestare in Aula, giornalisti e scrittori come Roberto Saviano che si sono arricchiti parlando male dell’Italia. Sono partiti servizi televisivi a orologeria contro Rosaria Capacchione che aveva osato oltraggiare il Molise e di chi sul territorio aveva ripreso il suo allarme. Mi è stato detto che dovevo portare in Consiglio Regionale le prove su eventi delittuosi altrimenti stavo calunniando e infamando la Regione. Pur facendo salvo la presunzione di innocenza, fino al terzo grado di giudizio, delle persone arrestate e indagate, sollecito una seduta urgente del Consiglio Regionale per esaminare i gravi fatti accaduti, ascoltare il Presidente della Giunta e l’Assessore Regionale all’Ambiente, e assumere decisioni immediate ed efficaci. Si vada in chiaro su com’è maturata e com’è proseguita la Presidenza Del Torto al Cosib di Termoli, intervallata da nomine a commissario dell’Ente decretate dal Presidente della Giunta”.
Anna Maria Libertucci, Presidente di Legambiente Molise: “Il Molise non è un’isola felice”
“L’operazione del Noe di oggi mette a nudo una realtà che non corrisponde al Molise ‘isola felice’ che i politici locali descrivono ma che al contrario è ben inserita nel traffico di rifiuti che avvelena l’Italia. E così anche il Molise è finito nella rete dei trafficanti di rifiuti che come è noto è ramificata in tutto il Paese. Da quando è stato approvato il delitto ambientale di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, in tutta Italia sono state ben 175 le inchieste, con l’emissione di 1.060 ordinanze di custodia cautelare, la denuncia di 3165 persone, il coinvolgimento di 660 aziende e di ben 19 regioni italiane. Stiamo valutando di costituirci parte civile nell’instaurando processo penale continuando a ribadire la necessità dell’istituzione di un registro tumori anche in Molise alla luce dei sempre più ricorrenti casi d’inquinamento ambientale causati da sostanze pericolose per la salute”.


















…il provvedimento cautelare è intervenuto per un motivo sanitario, cioè al fine di salvaguardare la salute del Commissario che bevendo l’acqua inquinata del depuratore avrebbe subìto un avvelenamento lento, ma inesorabile. alberto