Mobilità, la Regione taglia sui disabili
La presunta razionalizzazione della spesa pubblica riduce i benefici per il trasporto pubblico. D’Alete: “Sbagliato ed iniquo”
Malati e disabili. Sono queste le due categorie sociali che pagheranno la presunta razionalizzazione della spesa pubblica varata dal centrodestra molisano con l’approvazione della legge regionale numero 16 del 2010. Infatti per risparmiare qualche centesimo, mentre si elargiscono 10 milioni di euro per aumentare il capitale dello Zuccherificio di Termoli, la Regione ha modificato la normativa relativa al trasporto pubblico. In particolare ha intaccato le garanzie contenute nella legge regionale n°19 del 1984 (già modificata con L.R. n°26 del 2003) che sancisce e regolamenta il diritto alla libera circolazione sui mezzi pubblici dei cittadini diversamente abili, invalidi, non vedenti, reduci, ecc. Tra i beneficiari inoltre anche gli appartenenti alle forze di polizia, i militari delle forze armate, i funzionari addetti alla vigilanza dell’Assessorato regionale ai Trasporti. Oggi in Molise sono oltre 4000 le tessere gratuite in circolazione, ma solo un migliaio quelle in possesso delle categorie svantaggiate. Anche gli appartenenti a queste ultime, ciechi, sordi, invalidi civili e del lavoro, mutilati e grandi invalidi di guerra e per servizio, dal prossimo mese di gennaio dovranno pagare (il 50% del costo del biglietto) se possessori di una situazione ISEE tra i 7000 e i 10000 euro annui. “Avvertimmo la Giunta regionale e la maggioranza di centrodestra che sarebbe stato sbagliato ed iniquo pensare di far cassa a discapito degli ultimi – ricorda Pardo Antonio D’Alete, capogruppo del Pd in Consiglio Regionale – la mannaia al solito è caduta su tutti, senza distinzioni, questa volta incidendo pesantemente sul diritto inviolabile alla libera mobilità dei molisani più deboli. È profondamente ingiusto”. D’Alete annuncia che per dare voce alle richieste dei rappresentanti della Federazione delle Associazioni Nazionali dei Disabili, presenterà, già in occasione della prossima legge finanziaria regionale, una modifica alla norma contenuta all’articolo 17 della Legge regionale numero 16 per ristabilire principi e diritti soppressi.

















