Seguici:

Open Gate, arresti domiciliari per Campana

0 Commenti

Il Gip di Larino ha accolto la richiesta dei difensori. Ultimati gli interrogatori di garanzia. Gli Ecodem: “I cittadini sono preoccupati”

Il  Gip del Tribunale di Larino ha concesso gli arresti domiciliari all’ingegnere Campana, finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta Open Gate relativa allo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi nei campi agricoli del Basso Molise. Il Gip ha accolto l’istanza degli avvocati Del Vecchio, Ruta  e Cassiani, difensori del Dirigente Regionale . In una nota inviata alla stampa l’avvocato Fabio Del Vecchio, nell’esprimere piena soddisfazione per l’accoglimento della richiesta, annuncia di avere rinunciato al ricorso presentato al Tribunale del riesame la cui udienza era stata fissata per il 22 dicembre 2010. 

Gli interrogatori di garanzia

Intanto il Gip Roberto Veneziano e il Pm Luca Venturi hanno completato la fase degli  interrogatori di garanzia. Gli ultimi ad essere  ascoltati sono stati gli indagati posti agli arresti domiciliari. Ovvero: Rossana Catelli, segretaria di Antonio Del Torto presso la Inside Srl, la società che gestiva i fanghi del Coniv di Montenero di Bisaccia;  il biologo e funzionario della Regione Michele Serago;  l’ingegnere Giuseppe Perrino, ex funzionario della Provincia di Campobasso
Rossana Catelli è entrata nell’inchiesta perché, a dire dei magistrati, avrebbe falsificato gli atti aziendali relativi allo smaltimento dei fanghi. Il difensore della Catelli, l’avvocato Greco, ha presentato un’istanza presso il Tribunale del riesame. Dopo l’interrogatorio l’avvocato Giuseppina Serago, difensore di Michele Serago, ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari. Il biologo, secondo l’accusa,  essendo a conoscenza della falsità degli atti firmati da Campana gli avrebbe avallati. Non ha risposto alle domande del Gip e del Pm l’ingegnere Perrino che, secondo l’accusa, sarebbe stato corrotto da Antonio Del Torto per  rilasciare le necessarie autorizzazioni al depuratore del Cosib  per gli scarichi in mare di reflui che in realtà venivano smaltiti attraverso canali di acqua dolce, mettendo a rischio la salute dei cittadini.  L’avvocato Mariano Prencipe, che tutela Perrino, ha consegnato al Gip una memoria difensiva ed ha chiesto la revoca della misura cautelare.

Gli Ecodem: “I cittadini sono preoccupati e vanno rassicurati”

Intanto l’Associazione Ecologisti Democratici Molisani chiede che si restituisca serenità ai cittadini molisani particolarmente allarmati dalle notizie che vengono fuori dall’inchiesta del Tribunale di Larino. Secondo gli Ecologisti Democratici le Autorità interessate devono intervenire a tutela dell’immagine del Molise che al momento è del tutto negativa e devono esprimersi per rassicurare i cittadini con accertamenti, controlli, verifiche e ispezioni sanitarie sui prodotti, sui terreni e sulle persone. “Chi ci dice se le sostanze trattate nei depuratori e poi sversate a mare abbiano o no prodotto conseguenze impattanti sulle persone e sulla loro incolumità oltre che sull’ambiente? – chiedono gli esponenti degli Ecodem Piera Liberanome e Marinella Di Carlo -  Si ha la certezza che la qualità dei prodotti agricoli provenienti dai campi coinvolti nello smaltimento non sia stata compromessa? Possono esserci state conseguenze per i consumatori e per la salute dei cittadini?  L’aumento dei decessi dovuti a tumori sono connessi all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo? Perché non si istituisce il Registro Tumori e non si controllano le emissioni in atmosfera, gli scarichi in mare e gli smaltimenti nei terreni e nelle discariche?”. L’Associazione Ecologisti Democratici del Molise fa appello alle Autorità competenti per sollecitarli ad effettuare  i dovuti controlli e in particolare: l’analisi chimico-fisiche sui terreni, sulle acque e sui prodotti agroalimentari; l’individuazione delle particelle di terreno interessate dai presunti smaltimenti di fanghi pericolosi; la certificazione della qualità dei prodotti agroalimentari; l’individuazione attraverso le analisi dovute l’esistenza o meno di residui inquinanti nel mare; accertare la qualità dei prodotti ittici che portiamo in tavola; attuare le disposizioni del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in Materia Ambientale”e successive modificazioni. “Inoltre, va verificato e approntato un nuovo sistema di monitoraggio permanente con controlli costanti ed efficaci che superino le disfunzioni di questi anni – affermano ancora Liberanome e Di Carlo -  Non è più possibile che per anni si smaltiscano rifiuti mettendo a rischio le persone e l’ambiente, senza che nessuna autorità comunale, provinciale, e/o di altri organi competenti abbia mai rilevato alcunché. I Comuni, le Provincie, l’ARPA, la Regione, l’Asrem e gli altri enti preposti a vigilare hanno l’obbligo di mutare i propri comportamenti, prendere atto dell’inefficienza delle proprie iniziative di vigilanza e definire nuove modalità e nuovi strumenti di prevenzione sul territorio. I cittadini non possono agire da soli; senza le necessarie informazioni per tutelare la propria sicurezza sanitaria e ambientale. Tocca alle Istituzioni fare il proprio dovere – concludono i due esponenti degli Ecodem del Molise – con concretezza responsabilità ed efficacia, archiviando anni di approssimazioni che rischiano di determinare effetti negativi sulla nostra comunità”.

Condividi:
  • Facebook
  • E-mail this story to a friend!
  • LinkedIn
  • Live
  • TwitThis

Articoli correlati

Rispondi a

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>