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Tentata truffa, 27enne in manette

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Grazie alla polizia di Campobasso è fallito il raggiro di Mariacristina Mezzacappa ai danni dell’Istituto di vigilanza Ivri


E’ riuscita ad ingannare imprenditori, professionisti, commercianti e altre persone che si erano fidate di lei. Ma l’ultima truffa è fallita e sono scattate le manette ai polsi. Protagonista della vicenda di cronaca è Mariacristina Mezzacappa 27 anni di Monacilioni, tratta in arresto dalla Squadra Mobile della Polizia di Campobasso perché accusata di tentata truffa aggravata e falso. Per diverso si era spacciata per dirigente di una inesistente società di recupero crediti di Salerno. Aveva addirittura assunto, con falsi contratti, alcune persone pagando regolarmente gli stipendi per alcuni mesi. Da uno di essi si era fatta consegnare 40mila da destinare a redditizi investimenti, anche in questo caso inesistente. Poi ha tentato il grande colpo. Si è presentata presso l’Istituto di vigilanza  Ivri di Campobasso ed aveva firmato un contratto per la custodia in cassaforte di alcune valigie che,contenevano oggetti d’oro e soldi i contanti per il valore complessivo di 500mila euro. Il tutto, sempre a dire di Mezzacappa, doveva servire al pagamento di alcune auto già acquistate e regalate dalla ragazza ai parenti. Gli oggetti in oro dovevano, invece, essere consegnati ad un gioielliere di Campobasso per la partecipazione ad un asta in programma presso il Tribunale di  Benevento. L’Istituto di Vigilanza ha quindi sottoscritto il contratto per la custodia delle valigie in cassaforte stipulando anche la relativa assicurazione. Tuttavia una denuncia ha messo in allarme la polizia che nel giorno stabilito per la consegna delle valige si è presentata presso la sede dell’Ivri ed ha imposto a Meccacappa di aprirle. A quel punto è stato tutto più chiaro. Infatti all’interno la Polizia ha trovato solo carta straccia. In pratica la 27enne voleva attribuire la responsabilità della scomparsa dei soldi all’Istituto di Vigilanza per poi incassare il premio dell’assicurazione. Ma l’operazione è fallita. Sono infatti scattate le manette ai polsi e il trasferimento nel carcere femminile di Chieti. Le indagini vanno avanti per verificare possibili complicità. Intanto la Polizia ha recuperato le auto che la ragazza aveva acquistato.

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