Zuccherificio, azzerate le delibere regionali
Dopo avere concesso la sospensiva, il Tar Molise ha accolto il ricorso presentato da un coltivatore di barbabietole
Una brutta tegola sullo Zuccherificio di Termoli e sull’assetto societario pubblico-privato, che ha portato la Regione a partecipare alla ricapitalizzazione investendo, tra mille polemiche, dieci milioni di euro. Ebbene dopo avere concesso, nel mese di maggio, la sospensiva di tutti gli atti deliberati dalla giunta regionale, entrando nel merito del ricorso presentato da coltivatore di barbabietole Teodoro Zullo, assistito dall’avvocato Ruta di Campobasso, il Tar ha annullato la delibera numero 94 del 16 febbraio 2010 con la quale la Giunta Regionale del Molise “ha provveduto ad una modificazione dell’assetto della Società Zuccherificio del Molise spa e di tutti gli altri atti alla stessa presupposti, conseguenti e connessi, incluso eventuali atti e contratti a tal fine stipulati nonché eventuali atti di nomina, di estremi non conosciuti, di cui si chiede sin da ora l’annullamento e/o la declaratoria di inefficacia ed incluso, ove necessario la delibera della Giunta Regionale numero 1126/2009”. Nel ricorso si contestava la scelta de partner pubblico senza un bando pubblico. Inoltre secondo il Tar competeva al Consiglio Regionale e non alla giunta la competenza in materia di partecipazioni societarie. Tesi sostenuta anche dal Consigliere Regionale Massimo Romano in un ricorso trasmesso alla Presidenza della Repubblica. Opponendosi alla sospensiva la Regione aveva replicato sostenendo che il nuovo assetto societario e il nuovo Statuto dello Zuccherifio erano stati regolarmente approvati dall’assemblea dell’azienda.
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Massimo Romano: “Su questa questione vado fino in fondo, non mi lascio intimidire”
Secondo il Consigliere Regionale Massimo Romano la sentenza del Tar Molise ha demolito tutta l’operazione societaria realizzata dalla Giunta regionale di Michele Iorio. “A nulla sono serviti i miei ripetuti interventi sull’argomento, le decine di interrogazioni, di mozioni, di interviste, di esposti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti – afferma Romano - Iorio & co. hanno fatto finta di niente, hanno proseguito come se fosse tutto normale, e cosa che più angoscia, anche il Consiglio regionale ha preferito fare finta di nulla, ratificando un’operazione allucinante ed assumendosi una responsabilità su scelte compiute in solitudine mesi e mesi prima da due o tre persone. Su questa questione vado fino in fondo, non mi lascio intimidire dalle accuse di Iorio di essere un reazionario. – prosegue il Consigliere – E’ necessario accertare se oltre alle illegittimità confermate dal Tar, vi siano aspetti penalmente rilevanti. Cosa di cui continuo ad essere convinto, avendo letto tutte le carte e ricostruito tutti i passaggi. Il Tar Molise ha stabilito che è completamente incoerente ed illogico da un lato investire soldi pubblici (50 Milioni) in una società nel dichiarato intento di consolidarne la situazione economica, e dall’altro delegare tutto al privato (un privato anonimo che si scherma dietro società lussemburghesi e cipriote) svalutando il valore della partecipazione regionale. E poi il Tar ha chiarito che la Giunta non poteva decidere perché si tratta di una prerogativa del Consiglio regionale. Adesso che succede? – conclude Romano - Iorio ha favorito il privato e pregiudicato il valore dei soldi pubblici dei cittadini molisani e resta al suo posto facendo finta di nulla?”.


















…non una tegola sullo zuccherificio, ma una barbabietola in fronte a chi crede che le regole sono un’appendice da cosultare aolo alla bisogna…