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Battista sui contributi Inpdap: “Di Bartolomeo scarica le proprie responsabilità”

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Il capogruppo del Pd respinge le accuse sulle passate amministrazioni e avanza alcune proposte

“Il sindaco Di Bartolomeo tenta di scaricare sulle passate amministrazioni le difficoltà mostrate nel gestire la città”. Questo è ciò che sostiene Antonio Battista, capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Campobasso, riferendosi alla questione dei contributi previdenziali sospesi in seguito al terremoto del 2002 da restituire all’Inpdap.  “L’Assessore ancora si chiede che fine hanno fatto gli otto milioni di euro dato che il provvedimento di sospensione risale alle precedenti amministrazioni – afferma Battista – Provasse o a leggere i documenti contabili degli anni passati, oppure a farseli spiegare dal Dirigente, si accorgerebbe facilmente che le passate Amministrazioni hanno provveduto correttamente ad appostare le somme annualmente sui capitoli relativi e conseguentemente ad impegnarle. A fine anno le poste sono transitate nei residui passivi. E quindi perfettamente disponibili e spendibili. Si cerca di raggirare la propria maggioranza e l’opinione pubblica, con dichiarazioni populistiche oramai di nessuna utilità – prosegue il capogruppo del Pd – Anziché perdere tempo in inutilizzabili,  povere e sterili dichiarazioni, probabilmente andavano intraprese altre iniziative”. A tal proposito Battista propone un intervento di sensibilizzazione sul Governo Berlusconi  mirato all’adozione di norma di Legge a tutela degli Enti e dei lavoratori per un rateizzazione molto più lunga della restituzione. Quindi propone una azione legale  mirata a vedersi riconosciuto un numero di ratei di restituzione, in linea con le prime interpretazioni della norma di istituzione del beneficio di sospensione, che prevedeva l’ultima rata nel 2030.  “Non solo per gli enti interessati ma  per tutti i Dipendenti coinvolti – conclude Battista – sarebbe risultata una soluzione di molto aiuto considerato la difficile congiuntura attraversata dalle nostre famiglie”.

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