Per Natale una lezione sulla felicità
Nella cartolina di auguri di caffemolise l’epico discorso pronunciato da Robert Kennedy nel 1968. Occasione di riflessione nei giorni di festa
Nell’augurare un felice Natale e uno straordinario 2011 a tutti i nostri le lettori, lasciamo un pensiero inviando una cartolina con l’immagine di Robert Kennedy che 42 anni fa, presso l’Università del Kansas, pronunciò un discorso di grande modernità. Quasi una lezione sulla felicità. La cartolina di caffemolise per una possibile riflessione anche negli spensierati giorni di festa.
(Robert Kennedy)
“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jpnes, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.
(Robert Kennedy – 18 Marzo del 1968 - Università del Kansas)


















…mi fermerei, “ma se non possiamo essere orgogliosi di essere isernini”; amministrati in nome della capacità all’arricchimento personale e da una vista greve e breve che nno va oltre la costruzione del palazzo quotidiano.