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Rubinetti a secco per inquinamento, esposto in Procura

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Petraroia chiede di fare chiarezza sui disagi vissuti da 60 mila cittadini del Basso Molise. Totaro: “Risarcire tagliando sulle bollette”


In otto comuni del Basso Molise scatta l’allarme per l’interruzione dell’acqua. Un problema dovuto, probabilmente all’inquinamento delle condotte idriche che oltre ai disagi sta generando preoccupazione tra i cittadini, in riferimento anche all’inchiesta Open Gates sullo smaltimento illegale di fanghi industriali nel territorio agricolo. Il tema è al centro dell’esposto trasmesso alla Procura della Repubblica dal Consigliere regionale del Pd Michele Petraroia, il quale sottolinea che le dichiarazioni rassicuranti dell’Arpam vengono clamorosamente smentiti dalle gravi decisioni circa il divieto di bere o usare l’acqua in cucina imposto a 60 mila cittadini di 8 comuni del Basso Molise perché pericolosa per la salute umana. Nell’esposto Petraroia  sostiene che l’Arpam aveva condotto analisi chimico-fisiche che pare segnalassero già in una nota interna dello scorso novembre, il rischio di un elevato livello di trialometani che non escludeva totalmente la connessione con l’anomala morìa di pesci nella Diga del Liscione. Quindi il Consigliere del Pd solleva un dubbio circa la possibilità interventi tempestivi che probabilmente avrebbero potuto evitare le difficoltà che stanno vivendo i 60 mila cittadini del Basso Molise. “Sul ciclo dei rifiuti, anche dopo le inchieste giornalistiche, interrogazioni e mozioni,  in Regione si è fatto finta di niente – afferma Petraroia – e l’Arpam non ha ritenuto di fare pubblica ammenda sulle plateali inadeguatezze evidenziate nelle intercettazioni della Procura di Larino”. Detto ciò il Consigliere regionale del Pd pone una serie di domande: “Sulla contaminazione delle acque è possibile sapere cos’è successo ? – chiede Petraroia – I controlli effettuati in precedenza sono da considerarsi sicuri ?  Che rischi corre la popolazione?  Perché 60 mila persone, improvvisamente sono costrette a sopportare notevoli disagi, quando da mesi si chiedeva di intensificare i controlli a scopo cautelativo ? Chi non ha assolto al proprio dovere in tempo utile, non ritiene di dover rassegnare le dimissioni dall’incarico ? Come mai l’Assessore all’Ambiente sta ancora al proprio posto dopo i gravi eventi di queste settimane ? Possibile che in Molise non risponda mai nessuno in sede politica, istituzionale e amministrativa di ciò che succede ? Che ci sono a fare i Comuni, la Regione, le Agenzie, le Aziende Speciali, i dirigenti pubblici – conclude il Consigliere – se poi alla fine, qualsiasi cosa accade, non è mai colpa di nessuno ?”.

Totaro: “Risarcire la gente tagliando le bollette”

I disagi vissuti da 60 mila cittadini Basso Molisani per l’interruzione dell’erogazione dell’acqua, induce anche il Consigliere del Pd Francesco Totaro a intervenire, ponendo l’accento sulla carenza di una campagna informativa in grado di coprire tutte le comunità coinvolte.  “Non si è avuto modo di avere acqua se non alla mattina successiva alle ordinanze che vietavano l’uso di acqua in casa –afferma Totaro – Ma anche le operazioni di ripristino si stanno prolungando per giorni, quando invece i disagi per la cittadinanza in un periodo come quello della vigilia di Natale dovrebbero essere limitati al massimo”. Totaro chiede a Iorio di riferire in Consiglio regionale in merito alla situazione che si è venuta a creare. “Com’è possibile intanto aver aspettato qualche giorno prima di agire? – chiede il Consigliere, rivolgendosi al vertice della Regione – E com’è possibile che per il ripristino della situazione ex ante, vista la laboriosità delle operazioni, non si sia pensato a qualcos’altro che non siano poche autobotti per poche ore al giorno?”. Totaro  sollecita Iorio affinché si attivi per mettere fine ai disagi vissuti nel Basso Molise. Quindi chiede anche di defalcare dalla bolletta dell’acqua il costo pagato dalla gente per il disservizio, “in maniera da risarcire il disagio durante le feste natalizie”, conclude il Consigliere.

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