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Ittierre, futuro incerto per 200 lavoratori

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Si prospetta il licenziamento. Idv chiede i contratti di solidarietà. Petraroia sollecita la riunione della Commissione regionale attività produttive


Il futuro dei lavoratori Ittierre potrebbe essere molto meno roseo di quello annunciato immediatamente dopo l’acquisizione dell’azienda da parte del Gruppo Albisetti. La nuova proprietà ha chiarito i termini del progetto industriale che, tra l’altro, non prevede il riassorbimento totale degli oltre 700 lavoratori occupati nell’azienda. Resterebbero in azienda poco più di 570, per gli altri, invece, conclusa la fase della cassa integrazione, si aprirebbe lo scenario drammatico della disoccupazione. I lavoratori della Ittierre hanno in più occasioni chiesto “la lista”, ovvero vogliono che il Gruppo Albisetti precisi subito chi resta e chi va via. “La lista”  non muterebbe lo scenario finale, pertanto a questo punto la parola passa ai sindacati che dovranno decidere se sottoscrivere l’accordo con Albisetti oppure aprire una vertenza sulle prospettive occupazionali. Tuttavia per perfezionare l’acquisizione della Ittierre Albisetti ha bisogno dell’intesa con i sindacati. A tutto ciò si aggiunge l’ormai certa decisione di Cavalli di non rinnovare la concessione del marchio Just all’azienda di Pettoranello. Nei giorni scorsi il leader dell’Idv, l’onorevole Antonio Di Pietro, e il responsabile del dipartimento nazionale Lavoro del Partito, l’onorevole Zipponi, hanno lanciato l’idea del ricorso ai contratti di solidarietà. “Una formula che comporta una riduzione dell’orario e del salario a fronte, però, della possibilità di scongiurare la messa in mobilità e assicurare il mantenimento del posto di lavoro – sottolinea Antonio Monaco, c responsabile del dipartimento regionale Lavoro e Welfare dell’Idv del Molise -  Questo istituito sancito dalla legge 863/84 prevede la possibilità, per le aziende industriali rientranti nel campo di applicazione della C.I.G.S., di fare ricorso ad un accordo tra le parti (azienda e OO.SS.), finalizzato alla riduzione concordata dell’orario di lavoro per evitare il licenziamento dei lavoratori ritenuti in esubero . Lavorare meno ma lavorare tutti,  in questo motto può racchiudersi la proposta dell’Italia dei Valori anche per   non disperdere un patrimonio di professionalità e competenze che si sono formate nel corso di anni e anni di esperienze da parte dei lavoratori e delle lavoratrici all’interno dell’ impresa. Uno dei contratti di solidarietà conosciuto come “contratto di solidarietà difensivo” ha proprio lo scopo di ridurre l’orario dei lavoratori occupati per evitare il licenziamento dei lavoratori in esubero. L’obiettivo – prosegue Monaco -  è anche quello di frenare  l’ espulsione dal processo produttivo e di sostenere il reddito dei lavoratori ma, nello stesso tempo, costituisce un modo di preservare il patrimonio industriale della nostra regione in un momento in cui si registra una pesante caduta dei volumi produttivi. In tutto questo un ruolo molto importante lo può svolgere la Regione Molise che alla stregua di provvedimenti adottati da altre Regioni, vedi la Toscana,  può deliberare di istituire un apposito fondo che deve andare a compensare, anche se parzialmente, la decurtazione della retribuzione legata all’orario di lavoro. E’ questo che l’Italia Dei Valori chiede alla Regione Molise, sostenere il reddito  dei lavoratori – conclude Monaco – senza tralasciare di verificare se sussistono le condizioni per intervenire direttamente a favore del nuovo gruppo industriale, con l’unico obiettivo di mantenere inalterati i livelli occupazionali”.
Intanto Michele Petraroia, Consigliere regionale del Pd, torna, per l’ennesima volta, a sollecitare il Presidente della Giunta, Michele Iorio e il Presidente dell’Assemblea, Michele Piacciano, affinché, al più presto, sia convocata la Commissione Consiliare  Attività Produttive e Lavoro per esaminare le vertenze aziendali della Ittierre, della Solagrital- Arena e dello Zuccherificio del Molise,  “che – sottolinea Petraroia – coinvolgono complessivamente 4 mila addetti tra personale diretto, stagionali, operai a termine e imprese dell’indotto”.

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