Senza Cavalli la macchina Ittierre resta ferma
Il Gruppo Albisetti vuole la licenza di Just. I sindacati attendono di firmare il piano industriale. Iorio promette i soldi
La licenza Just Cavalli conta il 50 per cento del fatturato Ittierre, il Gruppo Albisetti non vuole assolutamente rinunciarci e quindi in queste ore cerca di rinnovare l’intesa con la maison del famoso stilista. Si gioca su questo tavolo la partita della Ittierre, dei suoi dipendenti, del suo indotto. Una partita difficile e delicata. Infatti, se non andrà in porto l’operazione c’è il rischio concreto che possa saltare tutto. In pratica verrebbe a mancare l’accordo con i sindacati sul progetto industriale e quindi la parola tornerebbe ai Commissari. Albisetti uscirebbe di scena e si riaprirebbero le procedure per trovare un nuovo acquirente, il tutto avendo davanti lo scenario del fallimento. Secondo alcuni l’accordo Albisetti-Versace c’è. Tuttavia i sindacati attendono di vedere le carte, le firme, gli obiettivi industriali reali del Gruppo guidato da Antonio Bianchi. Fino ad oggi hanno espresso un giudizio positivo sul progetto industriale basandosi esclusivamente sugli annunci dell’amministratore delegato del Gruppo comasco che su un punto è stato estremamente preciso: degli 833 dipendenti della Ittierre ne verranno riassorbiti 573. Per tutti gli altri c’è solo la prospettiva del licenziamento, ultimati gli ammortizzatori sociali. Insomma, è riapparso il fantasma della Pop 84 i cui disoccupati sono stati in buona parte trasformati in Lsu e caricati sulle spalle delle Pubbliche Amministrazione. Ora c’è la concreta possibilità di proiettare nuovamente lo stesso film, in attesa del prossimo crack. Eppure i commissari straordinari nel mese di aprile del 2009 avevano rinnovato per altri cinque anni il contratto di licenza Just Cavalli, prevedendo la produzione fino alla collezione autunno/inverno 2014-2015 inclusa. Poi la maison Cavalli ha avuto un ripensamento, manifestando la volontà di divorziare. Il Gruppo Albisetti si è quindi ritrovato con l’acquisto di una macchina senza motore e questo ha rimesso in gioco la partita che sembrava essere stata chiusa con un ottimo affare. Ora nelle mani di Ittierre restano le licenze di C’N'C’ Costume National, Galliano ed Ermanno di Ermanno Scervino. Saranno sufficienti, dopo avere ceduto anche l’ammiraglia Ferré? Nel frattempo, in attesa di vedere se Bianchi e Cavalli raggiungeranno l’accordo, la riunione prevista per oggi (28 dicembre 2010) a Roma presso il Ministero dello sviluppo economico per siglare l’intesa con i sindacati è stata rinviata a domani (29 dicembre 2010) alle ore 16 a Campobasso, nella sede della Regione. Probabilmente sarà una nuova fumata nera. Nel frattempo il Governatore Iorio ha ribadito la volontà di sostenere finanziariamente la Ittierre. Di ritorno da Roma, insieme agli assessori Franco Giorgio Marinelli e Angela Fusco Perrella, il Presidente della Giunta Regionale ha anche assicurato ai rappresentanti sindacali che, come già più volte ribadito in passato, “nessun lavoratore sarà lasciato solo”. “Interverremo –ha infatti evidenziato Iorio- con tutti i mezzi a nostra disposizione per proteggere e sorreggere ogni lavoratore diretto o indiretto che in questa prima fase di riavvio dell’Azienda non dovesse essere impiegato, Credo che entro la fine di questo anno –ha concluso il Presidente della Giunta Regionale – potremo finalmente arrivare ad una definizione completa e precisa di un percorso che porterà al rilancio della Ittierre e ad una sua nuova prospettiva di crescita nel mercato nazionale ed internazionale. Daremo così risposte alle giuste preoccupazioni dei lavoratori, ma faremo anche ritornare il settore tessile molisano ai livelli qualitativi e quantitativi che lo avevano contraddistinto positivamente negli anni scorsi”.

















