Raccolta differenziata, Riccia lancia il porta a porta
In arrivo gli esperti dell’azienda pubblica Cosmari per studiare il territorio ed elaborare un progetto
L’amministrazione comunale di Riccia si appresta a dare vita al sistema del porta a porta per la raccolta differenziata dei rifiuti. L’assessore all’ambiente Domenico Panichella ha verificato gloi ottimi risultati ottenuti dal Comune di San Martino in Pensilis, in termini ambientali, ma anche di risparmio dei costi, e poi si è recato Tolentino, in provincia di Macerata, dove la raccolta differenziata raggiunge oltre l’80%. Pertanto nei prossimi giorni arriveranno a Riccia gli esperti dell’azienda pubblica Cosmari che hanno curato sessanta progetti in provincia di Macerata per una popolazione di 310 mila abitanti. Nel comune molisano dovranno sondare il territorio per elaborare un primo progetto di raccolta differenziata porta a porta. “Il percorso di programmazione sulla materia dei rifiuti così si chiuderebbe efficacemente – ha dichiarato Mena Iapalucci, delegata dal sindaco di Riccia per gli aspetti finanziari – abbiamo avviato la verifica dell’evasione della Tarsu per motivi di legalità ed equità, ma anche al fine di investire tali risorse per la raccolta differenziata porta a porta. L’intera operazione è legittima e necessaria – sostiene ancora Iapalucci – Non si sarebbe potuta approcciare una così radicale riforma in un momento di taglio fortissimo di risorse finanziarie senza provare a far pagare chi attualmente evadeva in tutto o in parte. Per altro, l’abbiamo fatto secondo modalità che consentono al cittadino di non avere aggravi di sanzioni e di verificare preventivamente la propria situazione. Chi fa finta di non capire che a Riccia questa è la prima grande operazione di legalità per mettere tutti i cittadini nelle medesime condizioni di rispetto della legge è sicuramente in mala fede. Provare a far credere che ci siano dei trattamenti diseguali serve a gettare discredito inutilmente. Al netto di errori degli uffici umanamente sempre possibili– afferma Iapalucci – invitiamo chiunque sa che non ha avuto applicato esattamente quanto previsto dalla legge (il 20% della superficie catastale, al netto delle specificità) a dichiararlo apertamente”. Ad oggi a Riccia sono state verificate circa seicento situazioni. Le prenotazioni per i controlli arrivano a metà aprile 2011. Successivamente, partiranno i ruoli con le sanzioni previste dalla legge. L’introito sarà utilizzato per l’investimento della raccolta differenziata, che stante le proiezioni di San Martino e di altri centri, in una prima fase comporta un investimento di non meno di 100mila euro. La gestione è sicuramente più cara, stante il servizio offerto per opera di un numero superiore di operai, e tutto ciò dovrà ovviamente essere coperto dalle risorse anche a regime. “Questa programmazione – conclude Iapalucci – che quadrava perfettamente, oggi può vacillare perché si è modificato il contesto. Come fronteggeremo tagli finanziari del decreto del Governo di dicembre che prevedono per Riccia 163mila euro in meno? Il rischio è che investimenti innovativi, come quello della raccolta differenziata porta a porta, vengano cancellati dalle urgenze dovute alla necessità di fronteggiare i minori trasferimenti dello Stato, quelli che reggono i costi del personale e delle spese obbligatorie”.

















