Rsu e Cda di Molise Acque si schierano con Sabatini
Il Presidente dell’Ente incassa la solidarietà dei sindacati e dei Consiglieri, nel pieno della bufera per l’emergenza idrica in Basso Molise.
Nel pieno del ciclone per la sete del Basso Molise, dove 9 comuni sono senza acqua potabile da Natale, Sabatini, incassa la solidarietà delle Rsu di Molise Acque che in una nota giudicano ingiuste e prive di fondamento le accuse piovute sul presidente dell’Ente. A dire delle Rsu Sabatini ha sempre valorizzato, sostenuto e creduto nel lavoro svolto dal personale dell’Azienda. “Ha un rapporto diretto con i singoli dipendenti e viene costantemente informato in merito a tutte le attività che la Molise Acque svolge quotidianamente – affermano le Rsu – E’ fuori luogo denigrare il lavoro che il Presidente svolge con serità ed abnegazione, garantendo il pieno rispetto delle norme di legge e, per ciò che si è verificato nei giorni scorsi, fornendo immediate informazioni a tutta la popolazione su quanto fosse accaduto”. E con Sabatini si schierano anche i componenti del Consiglio di Amministrazione di Molise Acque, Angela Crolla, Roberto Di Pardo e Massimo Marchitelli. Riferendosi all’emergenza idrica che si che si è verificata nel Basso Molise, i tre Consiglieri sostengono che successivamente alla divulgazione della notizia Sabatini ha immediatamente contattato i tecnici della Molise Acque chiedendo loro ogni informazione in merito a quanto accaduto. “Con la stessa celerità ha reso delle dichiarazioni sull’accaduto allo scopo di informare e non allarmare la popolazione spiegando con un linguaggio semplice e chiaro le cause dell’inquinamento . affermano i Consiglieri – Confermiamo la nostra totale fiducia e stima personale e professionale al Presidente Sabatini il quale quotidianamente svolge il non semplice lavoro di mediatore e di garante sia all’interno dell’Azienda sia con le istituzione e con i cittadini. Il C.d.A ha preso atto delle dichiarazioni del Direttore Generale, responsabile della gestione, circa il rispetto delle norme di legge e dei rigidissimi protocolli che Molise Acque rispetta da circa 30 anni nella gestione del potabilizzatore – proseguono i Consiglieri – Il Direttore Generale ha esposto che le cause sono da ricercarsi in fenomeni naturali da riconnettersi alla enorme proliferazione organica all’interno delle acque del Liscione , dovuta sia alla moria di carpe, determinata da un virus che ha colpito solo tali animali, sia ad una eccezionale ed imprevedibile apporto di altre sostanze organiche, concomitante con una ondata di piena del fiume Biferno che ha fatto salire il livello del lago di 10 metri in pochi giorni. Tale piena, ha spiegato il Direttore Generale, ha costituito un fenomeno diverso anche dall’alluvione del 2003 poiché mentre durante l’alluvione il lago era già pieno, invece nelle scorse settimane l’aumento del livello è partito da una quota molto bassa. Il C.d.A ha preso atto delle spiegazioni della Direzione Generale – concludono i Consiglieri – ed ha deliberato di instaurare un rapporto di collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità con lo scopo di approfondire ancora lo studio sul fenomeno.

















